19/4/2020 – L’emergenza COVID-19 ha fatto rimandare presentazioni, inaugurazioni e parte degli eventi collaterali programmati, ma da circa un mese è stato completato l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, portata da 2.445 a 2.740 metri. L’intervento, raccontato più volte su questo blog e sul nostro notiziario, è stato completato in 40 giorni di cantieri per l’infrastruttura di volo, preceduto da opere propedeutiche esterne allo scalo, con lo sbancamento di una collinetta, l’abbattimento di costruzioni presenti nell’area interessata dal prolungamento e la deviazione di un tratto della strada statale Olbia-Sassari. Per ques’ultima era stato valutato anche l’interramento dell’asse stradale sotto la pista, ma poi è stata preferita la deviazione del tracciato ad aggirare la nuova area di sedime aeroportuale.

Con il completamento di quest’opera il sistema aeroportuale della Sardegna presenta adesso tre scali con piste tra 2.700 e 3.000 metri (Olbia si aggiunge ad Alghero e Cagliari). L’intervento sullo scalo di Olbia (4 km dal centro cittadino) è stato attuato per permettere le operazioni senza penalizzazioni a velivoli wide-body (fino all’Airbus A340 o al Boeing 747) impiegati in voli charter, privati o governativi e per superare la penalizzazione della pista in atterraggio (a circa 2.200 metri) provocata dalla collinetta sulla testata, che incideva sull’operatività anche dei velivoli più usati negli ordinari collegamenti di linea (“famiglie” Airbus A320 e Boeing 737) che soprattutto in estate hanno bisogno di poter operare a pieno carico.

Nel primo periodo di chiusura dello scalo programmato per i lavori sulla pista (dall’8 febbraio all’8 marzo, precedente all’esplosione dell’emergenza sanitaria) l’aeroporto è diventato il palcoscenico per eventi di ogni tipo rivolti ai cittadini, organizzati in sinergia con enti, istituzioni e associazioni del territorio sotto il marchio “Flight Club”: per circa un mese nelle aree del terminal, sui piazzali  aeromobli e nei prati attorno alla pista sono state programmate performance musicali, laboratori per adulti e bambini, mostre, esposizioni, eventi sportivi ed enogastronomici, con il coivolgimento di scuole, società sportive, gruppi musicali,  produttori di tipicità locali. L’iniziativa è stata voluta per rafforzare il legame tra aeroporto e territorio e, approfittando dell’inattività temporanea dello scalo, per far conoscere e vivere dall’interno la realtà aeroportuale a tutti i cittadini.

Tra gli eventi più partecipati, si è svolta la “Airport run”, corsa non agonistica dentro l’aeroporto tra raccordi e piazzali, con vari percorsi per bambini e adulti, l’esposizione di dinosauri, una mostra su Leonardo, l’istallazione di un planetario nella hall check-in del terminal rivolti in particolare a 4.000 bambini delle scuole del territorio coinvolti nelle iniziative. Il finale del programma è stato condizionato dall’emergenza COVID-19 che ha portato al rinvio degli ultimi appuntamenti, tra i quali l’evento di musica e beneficenza con il concerto in aeroporto del jazzista Paolo Fresu in duo con il pianista Danilo Rea e l’incontro pubblico con l’astronauta Paolo Nespoli.

Il completamento dei lavori di allungamento della pista e la conseguente riapertura dello scalo (prevista per il 14 marzo) ha coinciso con il decreto di chusura di molti scali italiani (compreso Olbia) deciso da ENAC e ministero dei Trasporti in seguito all’emergenza sanitaria, quindi anche la presentazione ufficiale della pista rinnovata e potenziata è stata rinviata a quando tutto potrà ripartire.

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3 Responses to Sardegna: allungata la pista di Olbia (tra mostre e sport)

  1. Salvatore ha detto:

    Speriamo anche noi di festeggiare a breve la nuova pista del Vespucci

  2. Salvatore ha detto:

    Admin quando riaprirà il Vespucci dopo la chiusura per il corona virus? Le procedure per la nuova via sono iniziate, l’iter dev’essere tutto rifatto o ci sono delle scorciatoie, nel senso che alcuni punti vanno bene e quindi non devono essere riesimati grazie

    • admin ha detto:

      Per adesso l’ultima proroga della chiusura di gran parte degli scali italiani è al 4 maggio, ma si dovrà vedere se sarà confermata e poi come/quando le compagnie riprenderanno a volare.
      Di certo lo scalo fiorentino, per la tipologia di traffico che ospita, sarebbe uno di quelli dove è più giustificata la riapertura e la ripartenza (anche rispetto a scali che in questo periodo sono rimasti attivi). Riguardo la nuova pista, per ora ufficialmente c’è l’intenzione dichiarata di ENAC e Toscana Aeroporti di ripartire con le procedure e la decisione della Regione di rifare tra 2020 e 2021 l’iter politico-urbanistico della variante al PIT precedente la VIA sul masterplan, ma di ripartenze concrete al momento non risultano. Studi, progetti e valutazioni ci sono tutti e restano validi, è da vedere se ci sarà la volontà di trovare strumenti e procedure più semplici che evitino più possibile di rifare inutilmente tante cose già fatte.

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