Mal-ESSERE FIRENZE (e Toscana)

On 10 Aprile 2022, in Senza categoria, by admin

10/4/2022 – “ESSERE FIRENZE” è l’iniziativa promossa dall’amministrazione di Palazzo Vecchio per fare un bilancio di metà mandato di ciò che è stato fatto nei primi due anni e mezzo di governo (sette anni e mezzo dal primo mandato) e di ciò che è in corso, prossimo alla realizzazione o previsto nella città e per la città (anche in ottica metropolitana) presentata lo scorso giovedì con un evento alla Manifattura Tabacchi, in diretta web su Youtube e descritta in una pubblicazione che arriverà prossimamente nelle case dei fiorentini.

È stato raccontato – e viene raccontato nella pubblicazione – tutto il panorama di eventi, iniziative, opere, progettualità, azioni messe in campo per attuare il programma di mandato presentato nel 2019, in continuità in molti casi con quanto impostato o avviato dalla stessa amministrazione nel precedente mandato, e per affrontare l’eccezionalità della situazione creatasi da inizio 2020 con la crisi conseguente alla pandemia, che ha necessitato di tante azioni straordinarie, che in molti casi hanno rallentato vari ambiti previsti, ma solo per riorganizzarsi e ripartire con maggiore slancio proprio per dare ancor più forza alla ripresa e al rilancio della città, dell’area metropolitana e della regione.

Tutto bello, tutto (più o meno) condivisibile, tanti obiettivi innegabilmente raggiunti, avviati o prossimi, celebrati con i dovuti (giusti) riconoscimenti a tutte le istituzioni e i soggetti della città, del territorio, della Regione (presenti all’iniziativa dello scorso giovedì) coinvolti in prima persona o che vi hanno contribuito, ma con un’unica mancanza…

Nelle 66 pagine della pubblicazione (e nelle relative presentazioni) non c’è stato e non c’è alcun cenno alla vicenda aeroporto, né come obiettivo ancora non raggiunto né come realizzazione prossima. L’aeroporto, come ormai avviene da un po’, viene al massimo vagamente citato a margine di queste iniziative, con un “si va avanti” tanto indefinito e indeterminato quanto contraddittorio.

Un “si va avanti” quantomeno surreale, quando in realtà la questione aeroporto viene sospinta nella direzione opposta, indietro tutta, riesumando o assecondando discussioni e atteggiamenti del passato in una vicenda (dello scalo fiorentino e di sistema aeroportuale toscano) che negli ultimi anni era stata definita e chiusa in ogni aspetto ed avviata a concretizzazione, e facendo di fatto prevalere sull’interesse generale spinte da orticelli politici, campanilistici e/o territoriali.

Tralasciando di rammentare di nuovo tutto quello che è stato politicamente fatto per far arenare il masterplan 2014-2029 del “Vespucci” e quanto non è stato fatto per difenderne la validità e la realizzabilità (approvata in ogni sede preposta, tecnica e politica) e la realizzazione (che in questo momento doveva e poteva essere in corso), vale la pena evidenziare come in questa vicenda prevalga di nuovo tutto il “mal-essere” di Firenze (e della Toscana) nel gestire la questione: quella “sindrome aeroporto” tutta toscana perennemente presente nella storia infinita di questa vicenda e che evidentemente ancora oggi attanaglia le istituzioni.

Un anno fa, nel marzo 2021, in occasione della presentazione dell’intervento di ristrutturazione della pista esistente, vertice e tecnici di Toscana Aeroporti confermavano l’imminente ripresentazione del masterplan con la conferma della nuova pista 12/30 come prevista, perché – come tutti sanno e attestato da ogni valutazione effettuata infinite volte – soluzione migliore per il riassetto della pista dell’esistente aeroporto (migliore operativamente, tecnicamente, ambientalmente, per rapporto con territorio, abitati, orografia, ostacoli, ecc.) e tale soluzione era stata riconfermata nelle “Linee guida propedeutiche per il nuovo piano industriale – Aeroporti di Firenze e Pisa” presentate ufficialmente nel giugno 2021.

Un anno dopo la questione si trova non solo in stallo, ma sospinta dalla politica sempre più indietro della casella di partenza: invece di impegnarsi a recuperare il percorso realizzativo del progetto esistente (e del tutto valido!), per farlo ripartire al più presto e superare (con i dati, le carte, il buon senso) le immotivate contrarietà apertamente espresse da assolute minoranze della piana (e di Pisa), le istituzioni di fatto scelgono di assecondare il fronte del “no” e di piegare ad esso il progetto, con la riapertura della stagione di studio di “altra” soluzione, evidentemente peggiorativa di quella prevista, al di là dell’effettiva realizzabilità che ENAC (forse) potrà anche decretare (d’altra parte, può essere realizzabile anche una nuova pista di 1.000 metri o meno, volendo riportare il “Vespucci” a scalo da ATR o da aeroclub, e magari in erba, per ricreare l’aspetto del campo di volo degli anni ’30 del secolo scorso).

Ma al di là delle ipotetiche caratteristiche della fantomatica “nuova” soluzione di pista (più corta, più piegata, più arretrata, più “ostacolata”), peraltro ovviamente sempre osteggiata dai “no” aeroporto a prescindere, l’obiettivo che di fatto si è ottenuto è il congelamento indefinito della questione, altro che andare “avanti tutta” (!!).

Dire di voler fare e poi costringere a rifare tutto quanto era già stato fatto e approvato, peraltro con sforzi enormi economici e di lavoro di centinaia di tecnici specializzati (invece di recuperarlo e farlo ripartire), per avere una soluzione sicuramente peggiorativa, e soprattutto sospinta per bene che vada verso il 2030, è qualcosa di inconcepibile o, come si è costretti a definire, una farsa continua.

Nell’evento dello scorso giovedì l’unico appello (accorato) per l’aeroporto è venuto dal presidente della Camera di Commercio di Firenze, che ha invitato a smettere di scherzare su questa questione (per risolverla) ed il sindaco di Firenze, seduto al suo fianco di fronte alle istituzioni toscane sedute in platea ha applaudito apertamente. Un applauso per cosa e per chi, se poi in una sorta di “doppia personalità” si sposa la deriva che ha preso la vicenda, riportata in fase di discussioni antiche e sospinta lontano nel tempo? Che senso ha tutto questo?

Sappiamo bene quanto questa vicenda sia stata sempre inquinata da pesanti interessi “esterni”: dalla “preoccupazione” bolognese di veder realizzato nell’area fiorentina non solo uno scalo strutturalmente similare al “Marconi” (non più possibile dal 1974) ma anche un aeroporto “solo” normalmente efficiente (con la nuova pista giusta), per il terrore di perdere il ruolo di riferimento primario per ogni vettore che cerchi scalo nell’Italia centrale; dalle paranoie pisane di chi ancora non comprende il significato di sistema aeroportuale e di quanto la Toscana abbia bisogno di entrambi gli aeroporti di Pisa e Firenze, con infrastrutture adeguate e i rispettivi ruoli ben definiti; dalle mire edificatorie nella piana, messe a rischio dai vincoli aeroportuali (in prossimità dello scalo) e dai vincoli del parco della piana su 7.000 ettari in due province e otto comuni cui la Regione ha legato fin dall’inizio la vicenda della pista, generando l’ostilità dei comuni “colpiti”, peraltro messa nero su bianco fin dalle prime osservazioni al masterplan (a cominciare dall’improvvisa conversione dal naturale e logico “si” all’inconcepibile “no” aeroporto dell’amministrazione pratese).

Ma possibile che nel 2022 la politica toscana non riesca proprio a liberarsi da tutto questo atavico retaggio, rimanendone ancora ostaggio, volontario o meno che sia? Possibile che si debba continuare così, tenendo ancora prigioniero lo scalo dell’area fiorentina nella sua attuale situazione di disfunzioni e criticità (con tutto ciò che ne consegue)? Possibile che non ci sia proprio la minima consapevolezza o considerazione per il livello di presa di giro che la politica, con la riproposta dei suoi giochi inconcludenti e dannosi, sta perseguendo verso cittadini, imprese, lavoratori, investitori, territorio, ambiente?

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6 Responses to Mal-ESSERE FIRENZE (e Toscana)

  1. Toscoamericano ha detto:

    Essendo oltreoceano non sono tanto al corrente di tutte le evoluzioni delle vicende fiorentine, ma ho letto che esiste una proposta di pista di 2200 m convergente di 4 gradi sulla A11. Ci sarebbe la possibilità di vedere un disegno o uno schema di dove esattamente dovrebbe sorgere questa nuova pista? L’unico schema che ho visto è di una pista vicinissima all’autostrada che parte dalla rotonda di Via Luder/Viale XI Agosto e finisce allo svincolo dell’uscita Sesto Fiorentino su Via dell’Osmannoro. Se non mi sbaglio sul viale Luder c’è un viadotto di una ferrovia sopraelevata che credo vada all’officina di Trenitalia all’Osmannoro. Tra altezza del Viadotto ferroviario sopraelevato e i cavi dell’alta tensione dei treni si tratta di almeno una 15 di metri di ostacolo verticale che costringerebbe ad una “displaced threshold” verso ovest di qualche centinaio di metri, accorciando quindi la pista da threshold a threshold. Quindi dove la vedono una pista di 2200 mt in queste circostanze?

    • admin ha detto:

      Al momento non è stata resa nota alcuna immagine di questa fantomatica “nuova” ipotesi di pista inventata dalla Regione per capire esattamente di cosa si tratta, ma ci sono solo le indicazioni date dal presidente della Regione Giani: lunghezza accorciata a 2.200 metri, arretramento di 200 metri verso Firenze per sovrapporsi maggiormente con il sedime aeroportuale esistente e intersecare l’attuale pista; maggiore inclinazione di 4 gradi verso l’autostrada “giustificata” come garanzia che la pista non potrà più essere modificata nella lunghezza per la presenza dell’ostacolo autostrada; asse della pista che punta sulla collinetta dell’area di Case Passerini e sull’area naturale di Focognano (quindi sull’abitato di Campi Bisenzio, anche se questo per ora non viene detto…); una riduzione del territorio interessato nel comune di Sesto Fiorentino di 47 ettari; allontanamento della pista dal Polo Universitario di Sesto per ridurre i vincoli all’edificazione prevista in quell’area; strada Osmannoro-Sesto Fiorentino (pare) interrata sotto l’area aeroportuale invece che deviata ad aggirare il sedime; traffico previsto ridotto da 4,5 a 4 milioni di passeggeri.
      Naturalmente non si può dare un giudizio consapevole e corretto finché non faranno vedere esattamente questa nuova giacitura, ma dagli elementi indicati certamente si tratta di una pista peggiorativa (più corta, più inclinata, più ostacolata, più arretrata, più complessa) rispetto alla 12/30 che era stata progettata e approvata sotto ogni punto di vista ed inoltre la sua realizzazione, sovrapponendosi alla pista esistente, comporterà un lungo periodo di chiusura totale dello scalo, eventualità che era stata espressamente evitata col progetto “giusto” della 12/30.

      • Toscoamericano ha detto:

        Una pista con 4 gradi di inclinazione rispetto alla pista è una pista più o meno parallela a Via Funaioli (ho misurato su Google Maps). Ma resta da vedere a quanto debba essere distante dall’autostrada. A metà tra l’autostrada e il polo? O a 75 metri dall’autostrada (che credo sia il minimo di distanza laterale della RSA, almeno in USA, imposto dalla FAA). E la pista da 2200 metri da dove inizia dal lato Firenze? Dalla pista attuale? o da molto più vicino al viale XI Agosto? Se la pista inizia dalla pista attuale e si estende di 2200 metri verso ovest, allora puö andare bene. Ovviamente ci potranno volare solo A320 e B737, ma per Firenze è sufficiente. Ma se la pista parte da poca distanza dal Viale XI agosto, allora ci sarà il problema della ferrovia sopraelevata che porrà un ostacolo verticale.

        • admin ha detto:

          Come detto, per fare considerazioni realistiche bisogna vedere esattamente dove vorrebbero posizionarla, perché per ora sono note solo le dichiarazioni del presidente Giani. In ogni caso i 4 gradi di maggiore inclinazione farebbero ruotare la pista verso l’autostrada avvicinando ad essa la testata lato piana. Quindi anche rispetto via Funaioli l’inclinazione sarebbe maggiore di come era previsto e dovrebbe essere anche più distante dato che è stata descritta come più lontana dal Polo Universitario. Lato Firenze la pista sarebbe arretrata di 200 metri, quindi fisicamente rimarrebbe dentro l’attuale sedime aeroportuale, sovrapponendosi alla pista attuale, mentre dovrebbe uscire dal sedime ed entrare nell’area di Castello con l’area di sicurezza (RESA), il tutto naturalmente avvicinato di 200 m a viale XI Agosto e al terrapieno della ferrovia. Le eventuali limitazioni alla pista di 2.200 m per il nuovo rapporto con gli ostacoli esterni è comunque tutta da verificare sulla giacitura esatta, perché su questo aspetto fondamentale per ora non è stato spiegato nulla (se non il fatto che uno dei motivi della maggiore inclinazione è impedire con l’ostacolo autostrada futuri allungamenti. Di certo per ora c’è solo l’assurdità di voler cambiare una soluzione ottimale (per tutto il contesto) che era stata approvata in ogni sede tecnica e politica.

  2. Grillo Parlate ha detto:

    Si tratta chiaramente dell’ennesimo tentativo, riuscito, di impedire lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze. Così come da più di 30 anni.
    E’ una lobby regressista, con interessi nel particolare e non nel pubblico, molto potente.
    Infatti determina ancora il nulla di fatto.
    Ci faranno tornare al “via” del gioco dell’oca, fino a che la piana non sarà saturata di edilizia privata e commerciale, con tutti gli interessi annessi….Triste Italia, Toscana Infelix.

    • Toscoamericano ha detto:

      Ci sono evidenti vari interessi speculativi e di NIMBY che si sono messi in combutta tra di loro contro tale sviluppo:
      speculatori edilizi a cui fa gola la piana e i loro alleati amministratori locali, politici pisani e bolognesi che temono perdite di traffico nei rispettivi aeroporti. Tutti questi si sono alleati agli ambientalisti proseliti del no a tutto. Purtroppo i toscani votano sempre gli stessi, non importa quanti danni facciano al territorio. Quindi alla fine ogni popolo ha i governanti che si merita.

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