Falsi Miti

Nell’infinito dibattito sulla questione aeroportuale fiorentina e toscana, lungo oltre mezzo secolo, ricorrono continuamente argomenti destituiti di qualunque fondamento ma che ripetuti ossessivamente e non controbattuti da corretta informazione, hanno finito per essere assimilati come realistici nell’opinione pubblica e in molti ambienti istituzionali. Eccone una carrellata.

 

Firenze non ha bisogno di un aeroporto perché il traffico aereo toscano può essere gestito col solo aeroporto di Pisa: FALSO.

La Toscana ha bisogno di entrambi gli aeroporti di Pisa e Firenze resi funzionali nei propri ruoli per recuperare la grave carenza di capacità della regione nelle infrastrutture aeroportuali e rispondere adeguatamente alla domanda di traffico attuale, oggi in larga parte inevasa, e a quella prevista nel futuro. Nessuno dei due scali esistenti è in grado da solo di rispondere a queste esigenze. Anche l’aeroporto di Pisa, infatti, pur di dimensioni maggiori, ha comunque criticità che non permettono di servire adeguatamente l’intera regione: la posizione decentrata rispetto al maggiore bacino d’utenza regionale (area centrale della Toscana); il ruolo prioritario di base militare strategica, con i vincoli che ne conseguono; la limitatezza degli spazi a disposizione dell’attività civile; le criticità ambientali derivanti dalla prossimità dello scalo e delle piste con gli abitati cittadini.

 

Firenze può servirsi dell’aeroporto di Pisa perché la distanza che li separa è in linea con quella di qualunque città dal proprio scalo aereo: FALSO.

Nessuna città al mondo, anche di rilevanza internazionale molto inferiore a quella di Firenze e della relativa area metropolitana, ha il proprio scalo di riferimento a una distanza simile a quella che separa l’aeroporto di Pisa dall’area fiorentina (80 km). La distanza media città-aeroporto in Italia è di 10,1 km; in Europa, per scali regionali come sono quelli toscani, è di circa 15 km e considerando anche i grandi hub intercontinentali arriva a circa 17 km. A livello mondiale, considerando i 50 aeroporti più trafficati, comprendenti quindi tutti i più grandi hub intercontinentali, la distanza media è di circa 22 km.

 

Invece che potenziare l’aeroporto di Firenze si può realizzare una linea ferroviaria veloce con Pisa e istituire vere navette aeroportuali: FALSO.

Su una distanza e una linea ferroviaria come quella tra Firenze e Pisa non è realizzabile una vera navetta aeroportuale. È eccessiva la distanza, 80 km: non esiste in alcun posto al mondo una navetta ferroviaria città-aeroporto su una simile percorrenza, neppure nel caso dei più grandi hub intercontinentali (d’altra parte nessun aeroporto al mondo ha una simile distanza dalla città). È incompatibile il tipo di linea, che rappresenta il principale asse ferroviario regionale, funzionale al traffico pendolare tra la costa toscana e il capoluogo regionale con le necessarie fermate nei territori attraversati, oltre ad essere una asse strategico per i collegamenti su ferro tra la costa toscana e il suo sistema portuale con le direttrici verso il nord Italia e l’Europa. Tale linea non può essere resa ad uso esclusivo dell’utenza aerea per assicurare percorrenze e frequenze proprie della navetta aeroportuale. È impensabile realizzare una nuova linea veloce Firenze-Pisa per la sola navetta aeroportuale, con 80 km di nuovi binari, terrapieni, gallerie e viadotti: avrebbe costi economici, urbanistici e ambientali infinitamente superiori a qualunque progetto ipotizzato per adeguare l’aeroporto di Firenze. Si supporterebbe inoltre l’errore più grande nell’assetto aeroportuale, cioè l’idea di poter concentrare tutto il traffico aereo regionale sul solo scalo di Pisa. La funzionalità del collegamento ferroviario Firenze-Pisa aeroporto non può sostanzialmente variare rispetto allo stato attuale.

 

Se si fa la nuova pista all’aeroporto di Firenze si crea un doppione dello scalo esistente a Pisa: FALSO.

Anche con la nuova pista prevista l’aeroporto di Firenze (lunga solo 2.000 metri e non allungabile) resterà nettamente differente dallo scalo di Pisa per dimensione infrastrutturale e tipologia di traffico gestibile. Inoltre si manterrà la specializzazione di massima possibile nei ruoli dei due scali già in essere: lo scalo fiorentino più rivolto ai voli per gli hub e le grandi città, operati principalmente da vettori tradizionali, con preponderanza di traffico generato da spostamenti per motivi di lavoro; lo scalo pisano più rivolto al traffico turistico gestito da vettori low cost, oltre che scalo di riferimento per i voli cargo e intercontinentali.

 

L’aeroporto di Firenze non ha bisogno della nuova pista perché, nell’ambito del sistema aeroportuale toscano, deve rimanere un city airport: FALSO.

La nuova pista deve risolvere criticità operative che impediscono allo scalo di Firenze di svolgere anche il ruolo minimo di city airport riconosciutogli in tutti gli atti di pianificazione. Criticità che oggi possono ostacolare ogni tipo di volo, anche il più breve, e ogni tipo di velivolo, dall’Airbus A319 ai più piccoli aerei di aviazione generale.

 

L’aeroporto di Firenze non ha bisogno della nuova pista perché basta mettere in sicurezza la pista esistente : FALSO.

L’attuale aeroporto opera già entro tutti i parametri di sicurezza perché qualunque aeroporto, indipendentemente dal ruolo e dalla dimensione, o è in sicurezza o è chiuso. Tenuto fermo il parametro della sicurezza, che deve essere sempre e comunque garantito, ciò che varia di conseguenza, anche pesantemente, è il parametro della funzionalità e l’attuale aeroporto di Firenze, proprio per operare in sicurezza, è soggetto a pesanti limitazioni operative. La nuova pista serve quindi per abbinare alla sicurezza una normale operatività dell’attività aerea.

 

La costruzione della nuova pista aggrava l’impatto ambientale dell’aeroporto: FALSO.

La nuova pista, nella versione progettata (12/30 “parallela convergente” rispetto all’autostrada A11), migliora nettamente la compatibilità ambientale dello scalo con il territorio e gli abitati per quanto riguarda l’impatto acustico e mantiene minima l’incidenza sull’area della piana dell’attività aerea per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico rispetto al quadro generale di emissioni provocate da altre fonti molto più impattanti. In particolare, il migliore assetto dello scalo e l’eliminazione delle attuali disfunzioni operative consentono di contenere fortemente le emissioni a fronte del previsto incremento del traffico aereo.

 

Con la nuova pista “parallela” si spostano i problemi di rumore oggi presenti nelle zone di Quaracchi, Brozzi e Peretola su altri abitati della piana e su Prato: FALSO.

Con la nuova pista “parallela convergente” si annullano i disagi sulle zone oggi sorvolate a bassa quota dalle procedure di volo più prossime allo scalo (Quaracchi, Brozzi, Peretola, Sesto Fiorentino) senza spostarle su altre zone abitate. La tratta di procedura che oggi passa sui suddetti abitati, posti tra 600 metri e 1,8 km circa dall’attuale pista, con la nuova pista passerà su terreni totalmente liberi a ridosso dell’autostrada A11 e poi sugli svincoli autostradali tra A1 e A11, lontano dagli abitati della piana e a molti chilometri di distanza dal territorio di Prato, sorvolato a quote elevate, e ancor più dal centro abitato pratese non interessato proprio da sorvoli.

 

La costruzione della nuova pista “parallela” impedisce la realizzazione del Parco della Piana: FALSO.

La nuova pista, che interessa fisicamente una zona limitata a cavallo dei territori di Firenze e Sesto Fiorentino, incide in modo minimale sulla vasta area destinata al futuro parco della piana esteso da Firenze a Prato in otto comuni e due province. In numeri, l’ampliamento del sedime aeroportuale è di circa 130 ettari su un territorio vincolato a parco di circa 7.000 ettari. In realtà parco e aeroporto sono integrabili fisicamente e funzionalmente, come dimostrano tanti esempi europei e, in Toscana, l’esempio di Pisa dove da sempre l’aeroporto convive nel territorio con il grande parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli sorvolato per 12 km dalle principali rotte aeree effettuate da ogni tipo di velivolo civile e militare senza che siano mai emersi problemi di alcun tipo.

 

La costruzione della nuova pista “parallela convergente” cancella la creazione del bosco previsto a compensazione della realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini: FALSO.

L’area della nuova pista interessa una piccola porzione del previsto bosco, nella parte sopra le corsie dell’A11, e comporta quindi solo una sua riperimetrazione con la rilocalizzazione di tale porzione in area limitrofa e con la possibilità anche di incrementarne la superficie nell’ampio territorio libero presente nella zona.

 

Con la nuova pista cambierà il ruolo dell’aeroporto di Firenze e atterreranno aerei di ogni dimensione compresi i Jumbo: FALSO.

La nuova pista, con la dimensione contenuta prevista, non varierà il ruolo dello scalo fiorentino e la tipologia di velivoli di riferimento, che resteranno quelli già oggi impiegati nei voli di linea o che dovrebbero poter essere impiegati se non fossero ostacolati dalle attuali disfunzioni operative: principalmente le famiglie Airbus A320, Boeing 737, Embraer E-Jet, Bombardier CRJ e CSeries. La nuova pista consentirà di sfruttare pienamente le prestazioni di questi velivoli nella capacità di carico e nel raggio d’azione, consentendo voli non più penalizzati e per le destinazioni più lontane in ambito del continente europeo e del bacino del Mediterraneo.

 

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