ACI Europe: report traffico 2017

On 17 febbraio 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

ACI Europe, la sezione europea di Airport Council International che rappresenta circa 500 aeroporti in 45 paesi del nostro continente, ha pubblicato i dati di traffico aereo relativi al 2017. Lo scorso anno i passeggeri sono cresciuti dell’8,5% sul 2016 (arrivando a oltre 2,1 milardi), i movimenti aerei del 3,8% (circa 25 milioni) e le merci dell’8,5% (circa 22 milioni di tonnellate). L’incremento passeggeri è stato più elevato per il traffico internazionale (+9,7%) rispetto a quello domestico (+5,5%). I dati confermano e rafforzano il trend di crescita del traffico aereo, ripartito ormai da diversi anni dopo le temporanee flessioni generate da crisi e eventi internazionali dei primi anni 2000 (negli ultimi cinque anni la crescita è stata del 30%). Tali numeri sono stati raggiunti nonostante un dicembre 2017 che ha risentito dei problemi di alcune importanti compagnie europee (la chiusura di Air Berlin e Monarch e la temporanea riduzione di attività di Ryanair).

Guardando alla suddivisione territoriale, la crescita passeggeri è stata maggiore per gli aeroporti dei paesi non-EU (appartenenti al continente europeo ma non parte dell’Unione Europea), quali Russia, Ucraina, Turchia, Islanda, ecc., che hanno raggiunto una media del +11,4%. Per i 28 paesi EU la crescita media è stata invece del 7,7%, con tassi più elevati per quelli emergenti o di più recente ingresso nell’Unione, quali Estonia, Romania, Ungheria, Malta o Cipro. La crescita del traffico passeggeri è stata diversa anche per i quattro gruppi di aeroporti entro cui ACI suddivide gli scali in base al traffico: +5,6% per il Gruppo 1 (scali con oltre 25 milioni di passeggeri); +11,3% per il Gruppo 2 (10-25 milioni); + 10,2% per il Gruppo 3 (5-10 milioni); +10,9% per il Gruppo 4 (meno di 5 milioni). Da segnalare la crescita del numero di scali entro il Gruppo 1, passati negli ultimi cinque anni da 14 a 24, comprendenti i più grandi hub europei, i principali aeroporti delle maggiori capitali, ma anche una meta turistica come Palma di Maiorca e città come Manchester e Barcellona.

I primi dieci aeroporti del continente europeo per traffico passeggeri nel 2017 sono risultati gli stessi del 2016: Londra Heathrow (78 milioni, +3%), Parigi Charles de Gaulle (69,5 milioni, +5,4%), Amsterdam (68,5 milioni, +7,7%), Francoforte (64,5 milioni, +6,1%), Istanbul Ataturk (63,9 milioni, +5,9%), Madrid (53,4 milioni, +5,9%), Barcellona (47,3 milioni, +7,1%), Londra Gatwick (45,6 milioni, +5,6%), Monaco (44,6 milioni, +5,5%), Roma Fiumicino (40,9 milioni, -1,8%).

Nel contesto europeo l’Italia, con una crescita del 6,7%, si è posta al di sotto della media continentale (+8,5%) e della media dei paesi EU (+7,7%). I primi dieci aeroporti italiani per traffico passeggeri compaiono nella tabella ACI Europe tra il 10° e l’85° posto: 10° Roma Fiumicino (41 milioni di passeggeri, unico scalo italiano nel Gruppo 1), 28° Milano Malpensa (22,2 milioni, Gruppo 2), 50° Bergamo (12,3 milioni, Gruppo 2), 55° Venezia (10,3 milioni, Gruppo 2), 58° Milano Linate (9,5 milioni, Gruppo 3), 60° Catania (9,1 milioni, Gruppo 3), 64° Napoli (8,6 milioni, Gruppo 3), 65° Bologna (8,2 milioni, Gruppo 3), 83° Roma Ciampino (5,8 milioni, Gruppo 3), 85° Palermo (5,8 milioni, Gruppo 3). Da segnalare che Napoli Capodichino, con un +26,6%, è risultato uno degli scali europei a maggio crescita.

Nella tabella ACI Europe 2017 l’aeroporto di Firenze, con 2,6 milioni di passeggeri registrati lo scorso anno, rientra nel Gruppo 4 e si pone al 129° posto (sui 242 scali riportati in tabella), con un tasso di crescita (+5,7%) di un punto inferiore alla media nazionale (+6,7%) e con maggiore distacco rispetto alle medie europee (il dato di Firenze deve essere letto tenendo sempre conto della situazione attuale dello scalo, unica a livello nazionale e internazionale, che non consente una normale evoluzione del traffico aereo e la gestione della reale della domanda di traffico dell’area fiorentina).

Commentando i tassi di crescita generali riportati nel Report 2017, destinati a proseguire e rafforzarsi, ACI Europe ribadisce l’appello esternato in ogni occasione da tutti gli attori del settore aviazione, rivolto ai decisori politici, dai governi centrali agli amministratori locali: la necessità e urgenza di adeguare la capacità del sistema aeroportuale europeo. La necessità cioè di realizzare o potenziare le infrastrutture di volo, soprattutto dove è maggiore il divario tra domanda e capacità di risposta, per supportare la crescita del settore aereo, che in Europa (dato ACI 2016) ha supportato 12,3 milioni di posti di lavoro e contribuito per 675 miliardi di euro al PIL (4,1% del PIL totale), ma anche per migliorarne la compatibilità ambientale eliminando i colli di bottiglia di scali carenti o non funzionali che generano ostacolo al normale svolgimento dell’attività aerea con ritardi, dirottamenti e impatti inutili, evitabili con strutture più adeguate.

I paesi del continente europeo compresi nelle statistiche ACI Europe con indicati gli incrementi di traffico registrati nel 2017.

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