Come dopo ogni picco di (solite) polemiche contro i progetti dell’aeroporto di Firenze, torniamo a sottolineare quella che è la realtà della questione al di là delle interferenze ideologiche, politiche o di altro tipo che alimentano i “no a prescindere”. Realtà che sta nell’evoluzione storica di questa vicenda e oggi nei documenti e negli atti ufficiali del masterplan e della VIA, nelle procedure svolte e nelle approvazioni ottenute che confermano fattibilità, sostenibilità e necessità della nuova pista del “Vespucci” e delle opere connesse. Questa volta non possiamo che ribadire tale quadro proponendo i contenuti dei due documenti diffusi lo scorso venerdì da Toscana Aeroporti nella conferenza stampa tenuta dai suoi vertici e dai tecnici responsabili degli studi ambientali. Argomentazioni ben note a chi in questi anni ha letto (davvero) le documentazioni agli atti, che più volte abbiamo illustrato su questo sito e sul nostro notiziario, ma che meritano di essere lette o rilette nel quadro chiaro e complessivo che ne è stato dato con quest’iniziativa. Qui di seguito quindi il testo integrale della nota stampa di Toscana Aeroporti dello scorso venerdì e al termine il link al documento presentato.

 

TOSCANA AEROPORTI: VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE – LAVORO FATTO NEL MIGLIORE DEI MODI
 

Firenze, 23 marzo 2018 – Si è tenuta oggi, presso l’Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze, la conferenza stampa organizzata da Toscana Aeroporti e finalizzata a fare il punto della situazione sullo sviluppo dello scalo. Marco Carrai, Presidente di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi, Presidente Corporaciòn America Italia, e Vittorio Fanti, consigliere delegato, hanno illustrato la posizione della società in relazione alle vicende che hanno caratterizzato le ultime settimane, tra cui il ricorso al TAR di alcuni Comuni dell’area della Piana contro il progetto della nuova pista dell’aeroporto.

Il ricorso è stato presentato nonostante i numerosi studi tecnici e specialistici condotti sulle ipotesi di adeguamento dello scalo, che hanno evidenziato la completa fattibilità del progetto di ampliamento. Allo stesso modo, il masterplan della nuova pista è stato valutato positivamente dalla Commissione VIA, nel corso della recente Valutazione di Impatto Ambientale condotta dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Beni Culturali. Il positivo esito del percorso a livello ministeriale, concluso nel rispetto del recepimento della direttiva europea di riferimento, ha sancito la sostenibilità ambientale del progetto, assurgendo i relativi impatti a livelli di significatività tali da poter essere considerati compatibili con l’ambiente e col territorio.

Nel corso della conferenza, il presidente Carrai ha dichiarato: “La realizzazione della nuova pista è fondamentale per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio. Siamo consapevoli di aver lavorato nella maniera migliore in questo senso, come certificato dai Ministeri chiamati a pronunciarsi sulla VIA. Sentiamo quindi la necessità di intervenire di fronte a un surreale dibattito fatto di dichiarazioni che poco o nulla hanno a che fare con la nuova pista dell’aeroporto di Firenze. In uno stato di diritto, le verità sono quelle certificate dallo Stato e dagli organismi competenti. Invece, ci ritroviamo ogni giorno attaccati sui giornali. Si tratta di un atteggiamento miope e offensivo che certo non ci ferma, ma ci dà nuova energia per portare a compimento questa grande opera, approvata – lo ribadiamo – con piena soddisfazione di tutte le autorità e con il supporto delle forze sociali e produttive del territorio. Vogliamo dirlo chiaramente: la compatibilità ambientale non è in discussione, il progetto andrà a migliorare le condizioni dell’intera area interessata”.

Roberto Naldi, Presidente di Corporaciòn America Italia, ha aggiunto: “Il master plan ha ricevuto la compatibilità ambientale dopo un lavoro di altissimo livello. Ci sorprendono quindi le polemiche strumentali vengono diffuse tutti i giorni sui mezzi di informazione, riportando informazioni imprecise. Di fronte ai ricorsi, preferiamo rispondere con il confronto basato su dati scientifici. Corporaciòn America è leader mondiale nella progettazione e gestione aeroportuale, come dimostrato dall’aeroporto green delle Galapagos. Pensiamo sia importante chiarire che l’allungamento della pista esistente presso lo scalo fiorentino non è possibile, come prescritto dalla normativa ENAC, e non risolverebbe i problemi per i viaggiatori e gli operatori. Inoltre, è bene precisare che lo scalo pisano, pur essendo un’infrastruttura in crescita e che presto sarà ampliato, non potrà diventare l’unico aeroporto della Toscana. Lo scalo non può infatti superare il limite di 7 milioni di passeggeri complessivi, essendo un aeroporto di natura militare, anche se qualcuno sembra volerlo dimenticare. Abbiamo investito molto in Toscana, sostenendo l’occupazione, perché crediamo nelle potenzialità di questo sistema aeroportuale”.

Vittorio Fanti, consigliere delegato, ha concluso: “Il progetto della nuova pista è frutto di studi tecnici che hanno visto coinvolte numerose professionalità di primo piano, garantendo la piena fattibilità rispetto alla normativa vigente. La redazione del masterplan ha seguito un processo rigoroso, come mai è successo in Italia e come dimostrato dalla positiva conclusione della procedura VIA”.

Questo il link al documento presentato: Presentazione Studio

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Con la sequela di annunci di ricorsi al TAR contro il decreto VIA sul masterplan del “Vespucci” di questi ultimi giorni (Carmignano, Prato, Poggio a Caiano, Calenzano, Campi Bisenzio), seguiti allo stesso annuncio già fatto da Sesto Fiorentino, si è sostanzialmente ricomposto il gruppo di amministrazioni che per tutto l’iter fin qui fatto hanno perseverato nella propria battaglia anti-aeroporto, costruito fin da subito e proseguito a testa bassa contro studi e progetti. Diciamo subito, quindi, che non c’è nessuna meraviglia per un simile comportamento.

Certo c’era sempre la speranza di una qualche apertura alla ragionevolezza, soprattutto da parte di quei comuni che in realtà con i progetti aeroportuali non c’entrano nulla (né territorialmente, né per impatti da sorvoli), perché lontani dalla pista e/o fuori rotta, come Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano e Prato; ma anche da Sesto Fiorentino, che a fronte di un impegno di territorio avrà importanti benefici ambientali e da Campi Bisenzio, che avrà in una porzione di Capalle il primo abitato sorvolato, ma a distanze e altezze in alcun modo paragonabili all’attuale situazione di Peretola-Quaracchi che, come ben noto a tutti, sarà eliminata e non si ripresenterà su nessun’altra zona abitata.

Evidentemente però la realtà delle cose continua a non interessare e questo è l’aspetto più deprimente della vicenda. Perché un comitato cittadino “contro”, per proprie ragioni, può anche inventarsi ciò che vuole ed esprimerlo come crede, ma un’amministrazione pubblica dovrebbe avere atteggiamenti responsabili. È più che lecito, in opere di questo tipo e per chi conosce poco la questione, porre inizialmente dubbi e preoccupazioni e chiedere rassicurazioni. Gli iter (con relativi studi e dibattiti) servirebbero proprio a questo e di iter, stando anche solo alla fase più “moderna” del progetto nuova pista (da metà anni 2000), ne sono stati fatti tanti (forse troppi), dalle proposte iniziali illustrate e discusse con gli enti locali, ai percorsi partecipativi su parco e aeroporto, allo svolgimento e conclusione della VIA.

Ma proprio sentendo in questi giorni le argomentazioni annesse ai vari annunci di ricorsi si ha la misura di quanto tutto questo non serva a nulla per chi sta fermo sul suo “no” a priori, un po’ ideologico, un po’ politico o mosso da altri sentimenti personali, alimentato da strumentalizzazioni e disinformazioni. Da una parte c’è la reiterazione delle solite argomentazioni fasulle sulla questione aeroportuale fiorentina e toscana, stile anni ’70 del secolo scorso; dall’altra parte la perdurante mancanza di volontà di conoscenza dei contenuti del masterplan del “Vespucci” e degli studi annessi, le reiterate denunce allarmistiche e pretese di approfondimenti su temi e aspetti (parco, assetto idrogeologico, valutazioni di rischi e impatti, ecc.) trattati e considerati nei documenti agli atti e ribaditi nelle prescrizioni della VIA, ma che ovviamente non esistono per chi ne rifiuta contenuti e legittimità. Oppure, come ultima ratio, il tentativo di fermare i progetti a colpi di cavilli, cercando ogni appiglio burocratico utile a intralciare le procedure, anche solo per il gusto di fare dispetto e far perdere tempo.

Di fronte a questi atteggiamenti appare bizzarra anche la rimostranza sul mancato coinvolgimento diretto dei sindaci “contro” nell’Osservatorio ambientale costituito per seguire l’attuazione del masterplan. Prima di tutto va precisato che le realtà della piana realmente interessate dall’opera (Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) di fatto ci sono tramite la Città Metropolitana, che potrà rappresentare tutti i sui componenti, e con tale atto probabilmente per la prima volta trova un senso concreto la logica di area metropolitana tante volte evocata. Gli altri, con tutto il rispetto, non hanno ragione di starci perché non sono coinvolti dal progetto e nessun effetto negativo avranno dall’aeroporto, a cominciare da Prato, il cui sindaco da anni continua a invocare dimostrazioni di impatti che non potrà mai trovare nei documenti, perché di impatti sul territorio pratese non ce ne possono proprio essere (prima o poi bisognerebbe farsene una ragione). Detto ciò, verrebbe poi da chiedersi quale contributo potrebbero mai apportare i sindaci barricaderi nell’Osservatorio. Tale soggetto (peraltro neppure proprio necessario perché comunque gran parte delle prescrizioni sono già assoggettate al controllo pubblico di Regione e ARPAT) dovrebbe servire come ulteriore garanzia che l’opera sia realizzata bene, per il bene di tutti, non certo come un altro palcoscenico per chi deve continuare la sua battaglia a prescindere.

Infine è bene ricordare come le rimostranze dei comuni del “no” non rappresentino un “tutti contro l’aeroporto” ma un “qualcuno contro” in un’area Firenze-Prato-Pistoia composta da 69 comuni (42 nella Città Metropolitana di Firenze, 7 nella provincia di Prato, 20 in quella di Pistoia) che rappresentano i territori maggiormente interessati dalla necessità di far funzionare il “Vespucci” e ne costituiscono il bacino d’utenza primario (allargabile ai territori aretino e senese). E ricordiamo pure che le (poche) amministrazioni contro sono rappresentative sopratutto di se stesse, nel senso che esprimono opposizione “di palazzo” mentre le idee della maggioranza di chi vive, lavora e crea lavoro in questo territorio sono ben diverse. Sono posizioni favorevoli, anche nella piana fiorentina, dimostrate dai periodici sondaggi, dalle varie prese di posizione di enti e categorie e dal confronto con i cittadini “liberi”, cioè non i pochi (rumorosi) inquadrati nei soliti comitati o blog del “no”, ma chi è interessato e disposto a comprendere la questione e che di fronte a dati e scenari reali conviene con la necessita di avere uno scalo adeguato, come d’altra parte c’è in qualunque altra città e territorio di una qualche rilevanza (e non solo), e con la bontà del progetto aeroportuale, con i relativi benefici generali che ricadranno su tutti (compresi i comuni della piana) quando l’opera sarà realizzata.

Vedremo quale sarà l’entità dei danni che potranno essere fatti con la nuova sequela di ricorsi al TAR (oltre allo spreco di forze e risorse), se e quanto queste iniziative potranno incidere sul percorso del masterplan ancora da fare, che comunque può e deve essere portato in fondo. Di certo in questi giorni assistiamo di nuovo a un atto davvero poco edificante di questa vicenda infinita e ad una spaccatura difficilmente sanabile con i comuni che si pongono fuori dall’area metropolitana e fuori dal tempo.

L’aeroporto nel nuovo assetto (evidenziato in bianco) ed i comuni della piana tra Firenze e Prato: nessuna area abitata sarà sorvolata da traiettorie di volo impattanti; gran parte della piana sarà vincolata dal parco metropolitano esteso tra l’area fiorentina e pratese.

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La notizia non è una notizia, nel senso che ormai è storico il rifiuto dell’amministrazione sestese (tranne la breve parentesi di qualche anno fa) di qualunque considerazione per i benefici generali connessi alla disponibilità di un aeroporto funzionale e per quelli specifici (anche per Sesto) del suo riassetto con la nuova pista. Non è quindi una novità l’approvazione da parte del consiglio comunale di Sesto Fiorentino, lo scorso giovedì, dell’ennesimo atto contro lo scalo fiorentino, nello specifico un ordine del giorno (17 favorevoli, 4 contrari) contro il Decreto VIA sul masterplan del “Vespucci” del 28/12/2017 (in Gazzetta Ufficiale dal 20/1/2018), per il quale si apprestano a fare ricorso al TAR, assieme ad altri soggetti contro.

Di fronte però al dibattito monotematico anti-aeroporto andato in scena (disponibile su Youtube, per chi volesse), senza un minimo cenno agli aspetti positivi del progetto, non si può che tornare a evidenziare tutte le storture e le contraddizioni di un simile atteggiamento (peraltro comune ai soggetti che per proprie ragioni continuano a combattere l’esistenza di un aeroporto nell’area fiorentina). Da una parte la riesumazione di tutti i “falsi miti” (oggi fake news) che dagli anni ’70 del secolo scorso alimentano la battaglia contro lo scalo fiorentino, inerenti distanze città-aeroporto, “vicinanze” di altri scali, fattibilità e funzionalità di navette ferroviarie, strabismi nelle considerazioni sugli aspetti contestati rispetto alle stesse situazioni in tanti altri aeroporti, a cominciare dai due sempre invocati come soluzione di ogni problema (Pisa e Bologna) senza conoscerne caratteristiche e contesto. Dall’altra parte la mancanza di conoscenza (che ormai è mancanza di volontà di conoscenza) dei progetti del “Vespucci” e relativi studi che spiegano ciò che è realmente previsto per lo scalo e la piana, con tutte le risposte agli aspetti sollevati e contestati.

Sulle “fake news” anni ‘70 rimandiamo (chi volesse) alle sezioni specifiche del nostro sito (“Falsi miti”, “Domande frequenti”, “In breve”), perché sarebbe troppo lungo riaffrontarle qui, così come sulla domanda del perché mai serva un aeroporto nell’area fiorentina che nel 2018 qualcuno riesce ancora a porsi. Sulla nuova pista e i suoi effetti per Sesto Fiorentino, vista l’attualità del tema nell’iter in corso e le cose non dette nel consiglio comunale, si deve ribadire per l’ennesima volta quanto già evidenziato su questo blog e sul nostro notiziario e ben noto a chi conosce (e riconosce) luoghi e progetti.

Prima di tutto il fatto che tra i tre Comuni più o meno interessati dal progetto nuova pista per effetti sul territorio e/o sulle rotte di volo (Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio), quella sestese è una delle realtà che più ne beneficerà in termini ambientali per l’eliminazione totale dei voli sull’area cittadina, ossia dei decolli in direzione monte Morello con i velivoli in salita e virata a bassa quota sulle zone di Castello e Quinto Basso e via via salendo su gran parte dell’abitato sestese. Un impatto non paragonabile a quello presente dalla parte opposta, su Peretola-Quaracchi, ma comunque denunciato come disturbo per decenni da amministratori e cittadini sestesi e usato come argomento per contestare la pista esistente. Come spiegato in ogni modo, con la nuova pista i voli si sposteranno sulla direttrice lungo l’autostrada A11, molto lontani dalle aree abitate sestesi (le nuove traiettorie sorvoleranno il territorio di Sesto per un breve tratto tra la pista e il casello dell’A11).

A livello territoriale non c’è dubbio che Sesto Fiorentino sia chiamato a contribuire alle opere aeroportuali con il maggior impegno (il resto del territorio interessato è nel comune di Firenze), con aree da acquisire per realizzare fisicamente la pista, la relativa nuova area di sedime (prati verdi) e parte delle opere accessorie esterne. Ma, va ricordato sempre, nel territorio sestese limitrofo allo scalo resteranno ampie aree libere e a parco, per le quali proprio nell’ambito del masterplan sono contenute risorse economiche e certezze realizzative (in particolare il “Parco periurbano di Sesto Fiorentino” su 200 ettari tra l’aeroporto e gli insediamenti sestesi). E va ricordata anche l’opportunità di eliminare la barriera fisica trasversale costituita oggi dalla pista esistente, permettendo una connessione diretta tra i territori sestese e fiorentino sulla direttrice tra parco della piana, polo universitario e area di Castello (peraltro con 20 ettari di vecchio sedime aeroportuale ceduti al territorio).

Le preoccupazioni per il polo universitario e l’assetto idraulico dell’area, temi tuttora gettonati nelle contestazioni, inizialmente, non conoscendo i progetti, potevano anche essere comprensibili ma, come detto, sono aspetti dettagliatamente affrontati nel masterplan. È ovvio che non sarebbe mai stato approvato tecnicamente né ambientalmente un progetto che avesse messo a rischio idraulico la piana, il che peraltro avrebbe significato anche il rischio costante di blocco dell’aeroporto. E infatti, com’è stato spiegato tante volte, l’assetto finale in realtà innalzerà il livello generale di sicurezza idraulica.

Il polo universitario sestese convive da sempre con la prossimità con l’aeroporto e la pista di volo, perché lì è stato costruito quando l’aeroporto c’era già (da mezzo secolo) ed era stato avviato lo sviluppo dei voli (metà anni ’80). Quindi è e resta una struttura con “vista aeroporto”, vicino alla pista (sempre lateralmente e non sorvolato dagli aerei) e lo sarebbe anche senza nuova pista (peraltro con lo sviluppo previsto per il polo le strutture universitarie si avvicinano alla pista esistente). Con l’attuazione del masterplan aeroportuale, come noto a chi ha letto progetti e documenti, sono previsti accorgimenti (duna naturale antirumore) a protezione acustica della porzione più vicina alla nuova pista. E d’altra parte è anche evidente come la vicinanza all’aeroporto, con la disponibilità di collegamenti aerei funzionali, sia un grande beneficio proprio per realtà come i centri di ricerca di rilevanza internazionale presenti nel polo sestese.

Naturalmente tutte queste considerazioni continueranno ad interessare meno che niente a chi è radicalizzato sulle proprie posizioni “contro” e rifiuta a priori ogni possibilità di apertura, com’è stato ribadito nel consiglio comunale sestese dando disponibilità a partecipare solo a confronti istituzionali che ratifichino il “no” assoluto. E nel dibattito dello scorso giovedì oltre al ricorso al TAR, è stata annunciata anche una ripresa prossima dell’attività istituzionale di “informazione” ai cittadini sui “pericoli” della nuova pista e dell’aeroporto per Sesto, arrivando a prefigurare ogni tipo di opposizione fino alle azioni di “resistenza civile”. Posizioni e propositi che non hanno bisogno di commento e che isolano sempre di più l’amministrazione sestese dal contesto metropolitano e regionale, in una battaglia che è prima di tutto contro se stessi e i propri cittadini.

La situazione dei voli sull’abitato di Sesto Fiorentino: con la pista attuale (a sinistra) ampie porzioni delle aree residenziali sestesi sono sorvolate nella procedura di decollo verso monte Morello; con la nuova pista (a destra) le rotte rimarranno lontane da tutte le aree abitate, sorvolando il territorio di Sesto per un breve tratto lungo l’autostrada A11.

Riportiamo di seguito integralmente il documento informativo diffuso da Toscana Aeroporti tramite i principali organi di stampa per illustrare, chiarire e commentare il passaggio fatto dal masterplan del “Vespucci” con la definitiva chiusura della procedura di valutazione ambientale dello scorso 28/12/2017. Il quadro informativo sintetizza lo scenario di sostenibilità e fattibilità del progetto emerso dalla VIA, che ha confermato quanto conosciuto da chi abbia seguito l’evoluzione della procedura e letto correttamente i documenti ufficiali prodotti e posti agli atti.

 

Con la firma della VIA, i Ministeri confermano la compatibilità del progetto di sviluppo dell’Aeroporto. Un grande passo in avanti verso la realizzazione di un’opera fondamentale per il territorio.

Con la firma del decreto VIA da parte del Ministro dell ‘Ambiente, di concerto con il Ministro dei Beni Culturali, iI progetto della nuova pista dell’Aeroporto di Firenze compie un fondamentale passo in avanti verso le sua realizzazione. Viene confermata così la serietà del lavoro svolto da Toscana Aeroporti, ritenuto valido, condivisibile e adeguato.

II decreto afferma in modo definitivo e inequivocabilmente positivo la compatibilità ambientale del progetto: le prescrizioni definite dalla Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente sono in totale 62, e non 142 come erroneamente riportato da alcune fonti di informazione. Di queste 49 riguardano le attività precedenti o inerenti i lavori e 13 questioni successive alla fine dell’opera.

Le prescrizioni sono trattate e argomentate più volte, tanto da poterle raggruppare in pochi gruppi tematici omogenei, comuni ad ogni importante opera infrastrutturale in Italia. Toscana Aeroporti ha già predisposto i documenti necessari a soddisfare pienamente quanto prescritto e dotare la città e iI territorio di una moderna e sicura struttura in connessione con iI mondo. La verifica del corretto rispetto delle prescrizioni è affidata ad uno specifico Osservatorio Ambientale di cui faranno parte tutte le istituzioni nazionali, regionali e territoriali.

Nessuna delle prescrizioni impartite contempla l’obbligo di modificare il Master Plan così come verificato e valutato. Tutte le scelte progettuali e strategiche operate da Toscana Aeroporti, anche riferite alle misure di compensazione ambientale, sono state infatti ritenute condivisibili e adeguate.

  1. Quali sono i rischi di incidente con la nuova pista? Studi predisposti da importanti Università italiane, coerenti anche con le disposizioni del Codice della Navigazione, hanno già dimostrato la totale assenza di criticità legate alla probabilità di eventuali incidenti aerei.
  2. Come verranno gestiti i materiali di scavo? La gestione delle terre di scavo è puntualmente descritta all’interno dell’ultima documentazione presentata al Ministero dell’Ambiente, che prevede il contenimento dei quantitativi prodotti e il massimo riutilizzo degli stessi.
  3. Che impatto avranno i cantieri e quanto dureranno? Toscana Aeroporti ha predisposto uno specifico dettagliato documento di analisi di tutti i possibili prevedibili disturbi, opportunamente mitigati e contenuti nei 2 anni stimati per iI completamento della nuova pista.
  4. In che modo è garantito il monitoraggio ambientale? Il monitoraggio ambientale, prescritto anche dalla legge, è gia in corso dal 2015. Toscana Aeroporti dispone, oggi, di quasi 3 anni di dati.
  5. Qual è l’ammontare degli investimenti previsti per le opere ambientali, idrauliche e paesaggistiche? È previsto un investimento di 65 milioni di Euro (circa iI 20% del totale) in opere di riassetto idraulico e in interventi di mitigazione e compensazione ambientale e paesaggistica. Un’operazione senza precedenti per il territorio che migliorerà nettamente le condizioni attuali dell’area.
  6. Cosa si prevede per le compensazioni ambientali? II Master Plan prevede investimenti per circa 15 milioni di euro di lavori che comprendono la creazione di nuovi habitat naturali su aree estese per circa 100 ettari. Questi investimenti saranno realizzati prima della costruzione della nuova pista. Le nuove aree faranno parte della Rete naturalistica della regione e della Comunità Europea.
  7. Quali altri interventi di mitigazione e tutela della fauna della piana sono previsti? II Ministero dell’Ambiente ha già ritenuto adeguate le azioni proposte a tutela e conservazione degli anfibi, dei rettili, degli uccelli a dei pipistrelli. Toscana Aeroporti, col supporto di tecnici certificati ed esperti, ha predisposto i piani necessari.
  8. Quali opere sono previste sul piano idraulico? I progetti ultimati ottimizzano quanto già presentato al Ministero dell’Ambiente, migliorando la sicurezza idraulica del territorio e garantendo assenza di rischio di esondazione per tempidi ritorno di 200 anni, ad aggi invece limitati a 30-50 anni.
  9. Cosa si prevede in sostituzione del lago di Peretola? Il lago di Peretola, di origine artificiale ed adiacente all’attuale pista, sarà compensato attraverso la realizzazione di nuovi bacini idrici aventi estensione complessiva 5 volte superiore all’attuale.
  10. È garantita la disponibilità delle aree e la capacità finanziaria? Toscana Aeroporti ha solidità economica-finanziaria tale da assicurare e garantire sull’effettiva fattibilità di quanto già previsto in sede di VIA. La disponibilità delle aree viene assicurata nell’ambito della procedura di conformità urbanistica a cui sarà soggetto il Master Plan.
  11. Cosa sarà fatto contro l’inquinamento atmosferico? A Toscana Aeroporti viene richiesto, in caso di necessità, di contribuire, così come richiesto alle altre sorgenti emissive, al contenimento dell’inquinamento a cui partecipa, comunque, in misura minimale rispetto, in particolare, al traffico veicolare ed al riscaldamento domestico.
  12. Come viene affrontato l’impatto acustico? Il Ministero dell’Ambiente ha valutato positivamente la sensibile riduzione del disturbo acustico arrecato alla popolazione conseguente alla realizzazione della nuova pista e ha richiesto monitoraggi puntuali che saranno controllati, come da norma, dalla Commissione Aeroportuale a cui parteciperanno tutti gli Enti locali e territoriali.
  13. Quali altre azioni di valorizzazione territoriale sono previste? II Master Plan prevede, unitamente alla realizzazione dalle opere aeroportuali, anche la realizzazione di importanti interventi di riqualificazione di parchi, aree verdi e spazi fruibili e ricreativi, centri visite, oltre a dune di protezione acustica, percorsi ciclabili, reti pedonali e riqualificazione dell’area occupata dall’attuale pista. Soprattutto, grazie al progetto, sarà finalmente realizzato il Parco dalla Piana, in un’area che oggi non è adeguatamente valorizzata.
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Buon Anno!

On 2 gennaio 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

Il 2017 “aeroportuale” per Firenze si era aperto con la prospettiva di un altro paio di anni di procedure sul masterplan del “Vespucci” (2017 e 2018), allora in attesa del decreto conclusivo della procedura VIA dopo il “parere positivo con prescrizioni” della commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente emesso il 2/12/2016, ipotizzando per il 2019 l’avvio della fase di cantiere e la nuova pista entro il 2020. Il 2018 si apre con l’augurio che possa essere confermata la prospettiva di un anno fa, dopo un 2017 passato nell’attesa della formulazione finale del decreto VIA e della conferma ufficiale del quadro prescrittivo per la prosecuzione delle procedure e gli adempimenti richiesti “ante operam, in corso d’opera e post operam”, decreto arrivato il 28/12/2017.

L’atto di chiusura della procedura VIA, con cui riparte il 2018, è fondamentale perché permette finalmente di avanzare nel percorso ancora da fare verso la fase realizzativa della nuova pista (e delle altre opere aeroportuali e territoriali-ambientali), ma anche perché sancisce una volta per tutte la validità e correttezza di tutti gli studi, le valutazioni e le soluzioni progettuali elaborate dai soggetti responsabili e proponenti l’opera: da Toscana Aeroporti, da ENAC ed ENAV, dall’esercito di tecnici specializzati nelle più svariate discipline che vi hanno lavorato per anni e che per anni sono stati attaccati, a volte pesantemente offesi, da chi ha portato avanti le proprie personali battaglie (ideologiche, politiche o di altro tipo) contro l’aeroporto dell’area fiorentina rinnegando ogni studio o parere non gradito e il ruolo e le competenze degli enti responsabili.

Ovviamente le battaglie anti-aeroporto non finiranno, né nel 2018 né negli anni a venire (finché l’opera non sarà a regime), perché “sacche di resistenza” contro la prospettiva che l’area fiorentina possa alla fine avere davvero uno scalo adeguato e normale restano in campo, così come i desideri di chi preferirebbe una piana libera da vincoli d’inedificabilità indotti dall’aeroporto, che sono perfettamente compatibili con le destinazioni a parco e aree verdi ma molto meno con altre prospettive (volumi, superfici edificabili, ecc.). Leggendo però (davvero) il decreto VIA e i pareri annessi, ognuno può rendersi conto dell’evoluzione del percorso fin qui attuato, dell’infondatezza delle strumentalizzazioni che sono state fatte e reiterate sui vari documenti per contestare i progetti, tra interpretazioni distorte e vere e proprie bufale (o fake news), del valore dei progetti messi in campo (per l’aeroporto e il territorio) e della conferma della sostenibilità e fattibilità (oltre che necessità) delle opere previste.

Il percorso da fare per proseguire negli iter autorizzativi e nelle varie procedure, presumibilmente per tutto il 2018, e poi per la stessa fase realizzativa (dal 2019?) è certamente ancora impegnativo, tra osservatori, conferenza dei servizi, conformità urbanistica, approvazione finale del masterplan, espropri, gare di appalto, oltre alle divagazioni da azzeccagarbugli, tra tribunali, procure, esposti e ricorsi (insensati, inutili e dannosi per tutto e tutti ma purtroppo da gestire). Le prescrizioni ufficializzate nel decreto sono 70 (anche se in sostanza sono meno considerando che molte sono indicazioni formali o specifiche in pacchetti di prescrizioni su uno stesso aspetto) e, come previsto, riguardano sostanzialmente tutte questioni già considerate nel progetto stesso o già integrate e affinate nel corso della procedura. In qualche caso però appaiono concepite in modo un tantino eccessivo e discutibile (come in una sorta di “accanimento terapeutico”), per la reiterazione di verifiche già fatte, per la singolarità di certe richieste o la complicatezza burocratica di certi adempimenti, per l’applicazione al caso fiorentino di “attenzioni” mai sollevate per altre procedure, su altri scali, anche ben più impattanti, più trafficati, anche più “cittadini” (anche nelle nostre vicinanze). Ma probabilmente non poteva essere che questo il risultato della mole di “contributi” riversati dalla Toscana sulla commissione ministeriale, mai visti in altri contesti o per altre opere. Vedremo quindi nel prosieguo della procedura come saranno affrontati i passaggi che appaiono più tortuosi, che non toccano validità e sostenibilità del progetto ma certo non ne velocizzano l’attuazione e necessitano quindi di una gestione di buon senso da parte di tutti i soggetti chiamati o richiamati in causa (a cominciare dall’osservatorio e dalla conferenza dei servizi). D’altra parte la questione aeroportuale fiorentina è sempre stata unica, per tutto ciò che ha sempre ruotato attorno a uno scalo che senza dubbio è storicamente il più studiato, dibattuto e “attenzionato” del mondo (spesso senza ragione) e così pare destinato a rimanere.

In attesa comunque della prosecuzione del percorso verso la nuova pista, dal 2018 si aspetta anche la definizione di altre questioni indirettamente connesse allo stesso masterplan o all’ordinaria attività del “Vespucci” (le stesse indicate lo scorso anno). Si aspetta che vada a definitivo compimento il puzzle della piana, con la conferma (o meno) e la definizione di tutte le cose vecchie e nuove che ballano attorno all’aeroporto attuale e futuro (Castello, Mercafir, stadio, cittadella, liceo, moschea, chiesa, termovalorizzatore, centro benessere, hotel, ecc.) e delle altre infrastrutture di trasporto che interessano l’area (prosecuzione della tranvia verso Sesto Fiorentino, nuova viabilità di accesso e uscita dall’aeroporto, recupero o meno di un’adeguata stazione “Aeroporto” sulla rete ferroviaria metropolitana, che non può essere la futura stazione “Guidoni” né l’esistente stazione “Castello”).

In aeroporto, per il 2018, si attende il completamento dell’intervento di adeguamento sull’attuale terminal (in gran parte realizzato nel 2017) che pezzo dopo pezzo, pur nei ristretti spazi per ora disponibili, assume un aspetto sempre più di qualità e funzionale; si attende la connessione dello stesso terminal con la fermata della tranvia come attualmente realizzata (in superficie, al di là di via del Termine) in vista dell’attivazione (giugno?) della linea 2 stazione-aeroporto. Nel 2018 sarebbero utili novità per l’ampliamento del piazzale aeromobili ovest, progetto di vecchia data frenato da varie vicissitudini, necessario per incrementare lo spazio di sosta dei velivoli che, dopo la pista, rappresenta da molti anni il principale “tappo” per la capacità dello scalo attuale (ancor più con la standardizzazione sempre più marcata dei voli di linea del “Vespucci” su velivoli Embraer E-Jets e Airbus in sostituzione di turboelica e BAe 146/Avro RJ).

Mentre il primo volo fiorentino dell’anno (Air France dal “Charles de Gaulle” di Parigi) di prima mattina del 1° gennaio dirotta a Bologna, ci auguriamo un 2018 di novità aeroportuali positive per l’oggi, il domani e il dopodomani: di procedure che procedano, di istituzioni (tutte) che lavorino nell’interesse dei propri territori e cittadini, di informazioni corrette contro strumentalizzazioni e fake news. Intanto… Buon Anno a tutti!

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