1/8/2020 – Nel panorama di dichiarazioni e iniziative politiche contro l’aeroporto dell’area fiorentina (sempre uguali, sempre senza senso) nella settimana che si chiude continuano a distinguersi la candidata del centro destra alla presidenza della Regione Susanna Ceccardi con la sua Lega e il Movimento 5 Stelle, oltre alle varie formazioni più a sinistra anch’essi persi (dagli anni ’70) nella loro lotta continua all’aeroporto di Firenze. Tutti sempre più distanti dalla realtà, volontà ed esigenze di cittadini e territori.

Riguardo la candidata Ceccardi, proseguono le dichiarazioni sballate con un’insistenza che lascia sgomenti, anche per la capacità di spaccare il centro destra, suscitando le nette prese di distanza di Forza Italia (che in questi giorni ha ribadito con forza il sostegno al masterplan e alla nuova pista) e di esponenti delle altre formazioni presenti nello schieramento e lo sconcerto del relativo elettorato. L’uscita delle scorse ore è una nota con la quale viene tentata una spiegazione della posizione assunta da Ceccardi (far ripartire da zero la questione aeroporto di Firenze), in realtà peggiorando la situazione proprio con le ragioni addotte, alle quali non si può non replicare di nuovo, anche se si devono ripetere sempre le stesse cose (che valgono comunque anche per tutti gli altri “contro” al masterplan e la pista da realizzare).

Viene affermato (ancora!) che “il progetto per la pista parallela dellʼaeroporto di Peretola è stato bocciato e ribocciato, da Tar e Consiglio di Stato, anche alla luce di osservazioni tecniche puntuali e assolutamente sostanziali”: non è vero! Per l’ennesima volta, le sentenze non toccano la validità del progetto in sé, approvato da tutti gli enti tecnici responsabili e competenti, ma alcuni passaggi procedurali (peraltro in modo più che discutibile). È sconcertante che si debba ancora fare questa puntualizzazione!

Viene fatto riferimento a “debolezze del progetto precedente che si sostanziavano in oltre 120 prescrizioni e nella contrarietà di Prato e di tutti i comuni della Piana fiorentina”: non è vero! Innanzi tutto le prescrizioni del decreto VIA non sono 120 (né 140 come afferma qualcun altro) ma 70: 62 del Ministero dell’Ambiente e della Regione Toscana, 8 del Ministero dei Beni Culturali. E delle 70 prescrizioni (che sicuramente potevano comunque essere meno), molte riguardano puntualizzazioni di cose già trattate e risolte nel progetto o già previste nelle soluzioni da attuare nel prosieguo del normale iter (come avviene per procedure su qualunque altro masterplan aeroportuale), altre sono indicazioni puramente formali sullo svolgimento della procedura, e comunque una ventina erano già state affrontate e ottemperate nel lavoro dell’Osservatorio Ambientale che ha preceduto la Conferenza dei Servizi. E, come detto tante volte, le prescrizioni non sono sinonimo di progetto sbagliato, ma accompagnano sempre le approvazioni ambientali, commisurate all’entità e importanza del progetto.

Quanto al riferimento all’opposizione dei comuni della piana per attestare un  progetto fatto male siamo alla vera comica, perché viene citato uno degli aspetti più assurdi della vicenda: Prato si oppone, ma non ne ha alcun motivo data la sua distanza dalla nuova pista e l’altezza dei sorvoli che interesseranno il margine sud del suo territorio; Sesto Fiorentino si oppone addirittura a un netto miglioramento della situazione ambientale, dato che con la nuova pista la cittadina non sarà più sorvolata da alcun aereo e in più con l’attuazione del masterplan vedrà realizzate vaste aree a parco; Campi Bisenzio si oppone paventando impatti e effetti che in realtà non sussistono, con modalità di sorvolo del proprio territorio diverse rispetto alla pista attuale ma senza alcuna situazione di criticità per abitati e cittadini paragonabile a quelle dei quartieri oggi sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi e inoltre anche Campi vedrà attuati interventi ambientali di ampliamento e migliorativi su aree naturali; Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano (gli altri tre comuni responsabili degli assurdi ricorsi al TAR) non c’entrano proprio nulla con impatti da voli e aeroporto, per posizione e/o distanza, quindi proprio non si sà per cosa si oppongano. Citare i comuni della piana per dipingere un progetto sbagliato denota esattamente la totale mancanza di conoscenza della vicenda e della situazione.

Viene affermato che “quando il Tar, nel 2019, decreta che il progetto sottoposto a VIA non individua compiutamente le opere da realizzare, o che non vengono risolti problemi enormi quali lo spostamento del Fosso Reale e lʼadattamento dellʼAutostrada A11, le osservazioni dei giudici impattano fortemente non solo sul piano procedimentale ma anche su quello sostanziale. Così come quando fanno presente che lo studio sul rischio di incidente aereo, nel masterplan bocciato, veniva rimandato alla progettazione esecutiva.” In realtà, quando si sostiene quanto citato, è proprio quando si producono le considerazioni più incomprensibili: le opere del masterplan sono tutte individuate, con la proposta iniziale e le messe  a punto attuate nel corso della procedura o previste nel proseguo dell’iter (come in qualunque masterplan aeroportuale italiano).

La soluzione del Fosso Reale sta nel progetto fin dall’inizio, con varie proposte iniziali fino alla soluzione definita nel corso della procedura, approvata da tutti gli enti tecnici competenti, così come la questione dell’adattamento dell’autostrada A11, che non è più necessario in base, anche in questo caso, alla soluzione definita nel corso della procedura e approvata dagli enti tecnici competenti. Lo studio sul rischio incidente aereo è stato prodotto ed è agli atti, condotto da quattro istituti universitari italiani, e presentato anche pubblicamente in un incontro al Palaffari di Firenze nel maggio 2018. Ancora una volta si deve ribadire come queste considerazioni possano essere usate solo non conoscendo progetti, studi, procedure che sono state svolte in quattro anni di iter, fino alla conclusione in Conferenza dei Servizi.

È vero, purtroppo, che probabilmente a questo punto sarà necessario rimescolare qualche studio nella tempistica della procedura, come in un inutile gioco delle tre carte o dell’oca caro agli azzeccagarbugli che annientano il nostro paese, ma davvero in questa vicenda non esiste un ambito che non sia stato abbondantemente studiato e valutato, non c’è nulla che non sia stato considerato nel masterplan approvato e autorizzato da tre ministeri e decine di soggetti tecnici, toscani e romani. E voler ripartire da zero, come propone Ceccardi (ma non solo) è proprio la cosa peggiore che si possa voler fare, anche peggio di chi almeno ha il coraggio di dire no apertamente. Perché ripartire da zero è assolutamente inutile (vista la validità di quanto progettato) e perché significa rimandare sine die la soluzione della questione congelando la situazione attuale dello scalo (altro che attenzione per i sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi).

L’altra perla di follia di queste ore è l’ennesima attestazione della patologica ossessione del Movimento 5 Stelle toscano contro l’aeroporto dell’area fiorentina, con un nuovo atto senza senso promosso contro Firenze, l’area metropolitana fiorentina e la Toscana (contro i suoi cittadini, imprenditori, lavoratori ecc. ecc): la notizia degli emendamenti al Decreto Semplificazioni del Governo presentati per impedire che le possibili semplificazioni che dovrebbero agevolare la realizzazione di opere e infrastrutture in Italia possano interessare anche il progetto per lo scalo fiorentino, cercando di nuovo un’interpretazione normativa “ad hoc” che colpisca chirurgicamente l’aeroporto di Firenze. Iniziativa parlamentare, a dir la verità, che nelle scorse settimane era stata preannunciata anche da esponenti della sinistra “più a sinistra”, anch’essi sempre persi nella loro battaglia contro Firenze e la Toscana.

Ogni commento su tale atto è ovviamente superfluo, ma sarà interessante vederne l’esito: se gli emendamenti saranno davvero considerati in Parlamento e nel Governo e come saranno accolti (votati) dalle forze politiche, di governo e non. Anche questi emendamenti saranno una cartina di tornasole valida per indirizzare il voto regionale, vedendo chi dovesse avere il coraggio di avallare e condividere roba simile, a sinistra o a destra.

27/7/2020 – Riportiamo di seguito la nuova replica di Toscana Aeroporti, con l’amministratore delegato Roberto Naldi, alle dichiarazioni rilasciate oggi da Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana del centro destra, di nuovo contro il progetto della nuova pista e il masterplan del “Vespucci”. Ceccardi è intervenuta questa mattina in una trasmissione radiofonica (Lady Radio, GR del mattino) presentando ancora come sbagliato il progetto previsto, perché bocciato dalle sentenze (dimostrando di nuovo di non conoscere minimamente né il progetto né le sentenze), prefigurando addirittura l’esistenza di un presunto documento dell’Unione Europea che lo confermerebbe ma che non può divulgare (!). Nelle dichiarzioni sull’attuale scalo di Frenze e sulla pista esistente, Ceccardi ha poi ulteriormente dimostrato di non avere la minima idea della situazione dello scalo esistente, delle sue criticità, delle valutazioni e delle soluzioni già messe in campo che attendono di poter essere realizzate.

Firenze, 27 luglio 2020 – Roberto Naldi, Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, apprende con stupore le nuove dichiarazioni dell’eurodeputata e candidata del centrodestra alle prossime elezioni Regionali, Susanna Ceccardi.
Susanna Ceccardi afferma infatti di essere in possesso di documenti della Commissione Europea che sostengono “che il progetto della nuova pista di Peretola sia tutto da rifare”. Ricordiamo in primis alla candidata che Toscana Aeroporti è una società quotata in Borsa e che la divulgazione di informazioni e documenti non ufficiali o riservati costituisce una serie abbastanza corposa di reati.

Non abbiamo l’abitudine di commentare indiscrezioni per cui non perderemo ulteriore tempo oggi (nel capire perché la Commissione Europea debba occuparsi del progetto della pista dell’aeroporto di Firenze non avendone titolo), ma invitiamo l’eurodeputata a rendere pubblici – se esistono – i documenti di cui parla oppure di attenersi con scrupolo alle normative che regolano le comunicazioni delle società quotate in Borsa.

La candidata mostra ancora una volta una scarsa conoscenza delle procedure amministrative – cosa che certo non rassicura visto il ruolo che ambisce a ricoprire – che regolano gli interventi come quelli della pista. Non sono, occorre precisare, né i “soci” né i “tecnici della regione”, come sostiene la candidata, a valutare tecnicamente la fattibilità del progetto. Il masterplan è stato valutato da Enac, in via tecnica, dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, per quanto riguarda l’impatto ambientale, e dal Ministero delle Infrastrutture per la conformità urbanistica.

Peggio ancora, non sono certo i “soci” a sostenere la sicurezza della pista attuale di Firenze. La sicurezza è certificata da organismi internazionali, come l’EASA (European Aviation Safety Agency) e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).
Infine, la Signora Ceccardi dichiara di volere tutelare la salute degli abitanti della Piana, ma anche in questo caso la invitiamo a leggere le carte del progetto dove anche l’Arpat sostiene come la pista attuale abbia un impatto acustico su 17 mila abitanti, di cui 1.100 sopra i 60 decibel, mentre la pista parallela avrebbe un impatto su 8 mila abitanti, di cui 70 sopra i 60 decibel.

Sarebbe proprio la nuova pista a garantire la vivibilità di Brozzi, Peretola e Quaracchi, senza avere alcun impatto su Prato, consentendo inoltre di eliminare anche il problema del monte Morello, addirittura senza abbatterlo (!), ma semplicemente ruotando la pista di 90° liberando una volta per tutti gli abitanti di Brozzi, Peretola e Quaracchi dal sorvolo degli aerei sopra le proprie teste.

 

Roberto Naldi

Amministratore Delegato Toscana Aeroporti S.p.A.

24/7/2020 – Pubblichiamo di seguito la replica diffusa nel pomeriggio da Toscana Aeroporti alle dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario della Lega Matteo Salvini contro il masterplan e la nuova pista previsti per il “Vespucci”. Salvini – nel suo intervento (Lady Radio, GR del mattino) – si è dichiarato favorevole all’aeroporto ma non al progetto di pista previsto, definendolo sbagliato in virtù delle sentenze della giustizia amministrativa e della contrarietà di alcuni sindaci del territorio, dimostrando di non conoscere minimamente la questione dello scalo fiorentino, il progetto di nuova pista con tutta la sua validità che nessuna sentenza ha messo in discussione, né i contenuti e il significato delle stesse sentenze.

 

Firenze, 24 luglio 2020 – Ricordiamo al segretario della Lega Matteo Salvini che la bocciatura dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze si riferisce al procedimento amministrativo e non certo al progetto. Questo è stato infatti valutato dal punto di vista tecnico da tutti i soggetti previsti dalle normative, approvato da una commissione ministeriale dopo tre anni di studi e approfondimenti e dichiarato compatibile sul piano ambientale e successivamente confermato dalla Conferenza dei Servizi. 

Invitiamo pertanto il segretario della Lega e la candidata del centrodestra alle Regionali, Susanna Ceccardi, a leggere le sentenze del Consiglio di Stato e a far riferimento alle valutazioni tecniche disponibili e pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente.
Toscana Aeroporti è comunque sempre a disposizione di tutti gli interlocutori istituzionali per fornire spiegazioni tecnico-scientifiche e aeronautiche relative al progetto.

21/7/2020 – Che il Movimento 5 Stelle (toscano e fiorentino) sulla questione aeroportuale (toscana e fiorentina) avesse una posizione inconcepibile, inascoltabile e senza alcun senso lo si sapeva fin dalla loro comparsa: qui la battaglia anti-aeroporto è sempre stato un loro marchio di fabbrica e non ne hanno mai azzeccata una che fosse una, in alcun aspetto della vicenda, assorbendo dal web o da improbabili dossier autoprodotti tutto il peggio del peggio di mezzo secolo di questione. Questione che continuano a non conoscere minimamente (rifiutando ogni fonte informativa ufficiale o competente), continuando a diffondere le cose più incredibili. Come incredibili sono state negli ultimi anni le figuracce fatte fare a propri esponenti nazionali pentastellati chiamati a pronunciarsi sull’aeroporto di Firenze, da Di Maio, in un’epica conferenza stampa a Firenze, alle “uscite” del mitico ministro Toninelli, comprensibilmente ignari della vicenda fiorentina ma, appunto, malamente “formati” da copioni e dossier autoprodotti in toscana e portati sui tavoli romani.

Ormai non ci sarebbe neanche più da farci caso, se non fosse che queste anime anti-aeroporto di Firenze continuano a stare nel Governo e con le stesse granitiche assurdità continuano a proporsi ai toscani per le prossime elezioni regionali, questa volta con Irene Galletti (Pisa), da anni impegnata attivamente, come consigliere regionale, nella battaglia al “Vespucci” e ai suoi progetti e che oggi da candidata, intervistata per radio e giornali, raggiunge l’apoteosi di contraddizioni, strabismi, doppiopesismi e non sensi.

La candidata Galletti ribadisce il favore per le piccole opere e le infrastrutture utili e necessarie, ma non per grandi opere inutili come sarebbe – secondo lei – la nuova pista e il masterplan dell’aeroporto di Firenze. Quello non serve, non va bene, non è sostenibile. Meglio perseguire il progetto di un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Firenze e Pisa per volare sui binari all’aeroporto “Galilei”. Ma – riconosce anche Galletti – dato che la linea attuale non sarebbe sufficiente, la massicciata esistente non permetterebbe di realizzarla, serve costruire una nuova ferrovia ad alta velocità tra Firenze e Pisa, su un altro tracciato da studiare.

In pratica, di nuovo, i 5 Stelle demonizzano un’opera contenuta (se non piccola) come il riorientamento di una pista per un aeroporto esistente, perché fare una pista di 2.400 metri è di per sé una piccola opera (strategica e fondamentale per i benefici che porta, importante per le sistemazioni territoriali che la accompagnano, ma di per sé piccola) per chiedere un’opera enorme come una TAV di 80 km che taglia mezza regione, da miliardi di euro e impatti territoriali, urbanistici, ambientali neppure confrontabili (oltre ad essere un’opera che non risolverebbe per nulla il problema toscano di carenza di capacità di infrastrutture aeroportuali). Che senso ha?

La candidata Galletti rinnega la nuova pista per l’aeroporto di Firenze per gli impatti che avrebbe – secondo lei – su territori e abitati, addirittura paventando danni alla salute per Prato (impossibili, anche volendo, data la distanza dalla nuova pista), ma propone di allungare la pista esistente mantenendo quindi i voli a bassa quota sugli abitati di Peretola, Quaracchi, Brozzi e Sesto Fiorentino a ridosso dell’attuale pista (e tutti gli impatti inutili per le disfunzioni operative che rimarrebbero tenendo la pista attuale). Che senso ha?

La candidata Galletti si preoccupa degli impatti da sorvoli di abitati dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista (inesistenti) e con la pista esistente (reali, ma eliminabili con la nuova pista), arrivando a chiedere un congelamento del “Vespucci”, e propone di sviluppare tutto il traffico aereo toscano sullo scalo di Pisa che i voli sugli abitati li ha sempre avuti, con gran parte dei decolli (70% attuali e previsti) e gli atterraggi quando serve (per condizioni di vento) che passano su una larga fetta di città fino a bassa quota sui quartieri a ridosso dello scalo e delle piste. Ma evidentemente Galletti non conosce neppure l’aeroporto di Pisa (nonostante ci abbia lavorato) quando sostiene che di voli sulla città non ce ne sono, né ne conosce i cittadini, riuniti anche in comitati, che da sempre protestano per i sorvoli.

La candidata Galletti ci spiega che l’aeroporto di Firenze non ha bisogno di granché (quindi niente nuova pista) perché deve essere uno scalo per traffico di alto profilo e non di massa (che deve e può passare da Pisa), per passeggeri con capacità di spesa e quindi da gestire con servizi adeguati e di qualità, evidentemente ignorando che la prima funzione di un aeroporto, qualunque sia il suo ruolo o dimensione, è quella di far atterrare e decollare aerei, ossia di avere una pista adeguata a tal fine. Quindi serve proprio la nuova pista perché il “Vespucci” di Firenze possa svolgere il ruolo che tutti gli riconoscono (e di cui parla la stessa Galletti). Perché quale qualità ci potrà mai essere per un’infrastruttura tenuta in condizioni di operatività critica e poco funzionale, con un pista in balia di ogni folata di vento o goccia di pioggia, che fa saltare arrivi e partenze, coincidenze, impegni e appuntamenti di lavoro e che si configura ogni giorno come potenziale interruzione di pubblico servizio? 

Ogni aspetto della vicenda aeroporto dipinto dai 5 Stelle diventa un non senso e sarebbe troppo lungo commentarli tutti. Ma un ultimo punto, più in generale, va posto: dai 5 Stelle sarebbe bello prima o poi avere una spiegazione sul perché del loro strabismo aeroportuale. Come sia possibile che solo a Firenze abbiano tanto accanimento contro un aeroporto e a cosa sia dovuto, quando in ogni altro angolo d’Italia sostengono tutti i progetti di potenziamento aeroportuale, anche per gli scali più piccoli, senza traffico e con scarsa domanda, anche per terzi e quarti aeroporti di una stessa regione, anche dove non governano ma appoggiano comunque i progetti aeroportuali perché riconosciuti strategici per la comunità e i territori al di là degli schieramenti politici. Perché solo qui la pensano tanto diversamente e perseguono con tanta ossessione la battaglia contro l’aeroporto dell’area fiorentina?

14/7/2020 – La nostra Associazione, come riportato nello statuto, è sempre stata apolitica, quindi ci siamo sempre astenuti da consigli politici, limitandoci a commentare le assurdità sulla questione aeroportuale che via via venivano espresse da esponenti vari, di qualunque schieramento fossero. Perché sostenere l’aeroporto, al di là dell’orientamento politico che ognuno può avere personalmente, deve essere un tema trasversale su cui tutti dovrebbero concordare oltre gli schieramenti (così è al di fuori della Toscana, più o meno ovunque, come evidenziamo spesso anche su questo blog raccontando i tanti progetti aeroportuali che altrove si fanno).

Questa volta però dobbiamo fare un’eccezione di fronte alla reiterazione delle affermazioni contro l’aeroporto dell’area fiorentina della candidata per il centro-destra alla presidenza della Regione Toscana, l’esponente della Lega Susanna Ceccardi (Cascina, Pisa). Posizioni che sono state ripetute innumerevoli volte negli ultimi anni, ma adesso sono ribadite da candidata ufficiale, anche nei primi  confronti (come quello di ieri nella sede del quotidiano La Nazione) ed assumono toni ancor più gravi e incomprensibili: gravi per i contenuti (ci torniamo più avanti), incomprensibili per un candidato che dovrebbe costruire consenso e raccogliere voti e che invece con tale atteggiamento si gioca gran parte delle possibilità di vittoria per la parte politica rappresentata inimicandosi parte della Toscana e l’area del capoluogo regionale.

La Ceccardi ripete che non ha competenze tecniche e parla da politica, ma da politica lancia giudizi senza alcun senso sulla validità progettuale del masterplan e della nuova pista di Firenze che sono questioni assolutamente tecniche. Non sappiamo chi abbia consigliato così male la Ceccardi e perché continui a farlo. Perché in quel che viene espresso non c’è la minima idea della vicenda aeroportuale toscana, della sua storia, del quadro e dei progetti odierni, del favore e dell’attesa per la soluzione della questione aeroportuale con la costruzione della nuova pista che si respira a Firenze e nella Toscana centrale (altrimenti non uscirebbero queste posizioni).

Pare davvero strano che per assecondare e ingraziarsi chi (pochi) si riconosce nei “comitati del no” e in sei sindaci della piana fiorentina e pratese anti-aeroporto (sui 69 dell’area Firenze-Prato-Pistoia), sindaci che peraltro non rappresentano per nulla il pensiero della maggioranza dei propri cittadini, la Ceccardi si presenti in questa parte di regione mettendosi contro la stragrande maggioranza delle persone (favorevoli all’aeroporto, come hanno sempre testimoniato i sondaggi sul tema, anche nei comuni della piana e a Prato) e sostanzialmente tutte le forze economiche, le associazioni di categoria e i sindacati che vedono ovviamente nello sviluppo dell’aeroporto un’irrinunciabile occasione di crescita e lavoro, oltre che un risanamento della situazione ambientale.

E tutto questo in base ad affermazioni spesso completamente infondate sulla questione aeroportuale toscana e, per quanto riguarda il masterplan del “Vespucci”, del tutto contrarie a quanto stabilito e certificato dagli enti tecnici preposti a valutare i progetti aeroportuali. Scusandoci quindi con chi legge queste cose da decenni (e facendo una gran fatica a scriverle di nuovo) ribadiamo alcuni aspetti, dedicati alla candidata Ceccardi.

– La nuova pista dell’aeroporto di Firenze serve per creare il vero sistema aeroportuale toscano basato su due aeroporti, Firenze e Pisa, che solo insieme e con strutture funzionali potranno servire adeguatamente la Toscana (nessuno dei due scali potrebbe bastare da solo, per limiti di crescita e/o problemi di localizzazione e status che hanno e manterranno) e solo insieme potranno contrastare perdite di turisti, affari e preziosi posti di lavoro verso altre regioni e in particolare verso Bologna il cui aeroporto, per ruolo centrale e caratteristiche, è e resterà più attrattivo per l’area fiorentina rispetto a quello di Pisa. Anche in Toscana non si crea un sistema aeroportuale se non si creano le infrastrutture aeroportuali che devono comporlo (è una banalità, ma qualcuno fa ancora finta di non capirlo).

– La soluzione aeroporto di Pisa per l’area fiorentina non è mai esistita (nel senso che non è mai stata una soluzione) e non esiste oggi: non esiste al mondo una città che abbia l’aeroporto di riferimento ad una distanza paragonabile agli 80 km tra Firenze e Pisa: la media italiana è di circa 10 km, quella europea 17 km e quella mondiale 22 km. E su distanze di 80 km non è neppure ipotizzabile una connessione ferroviaria con le caratteristiche della navetta città-aeroporto.

– L’atavica idea di una nuova ferrovia veloce tra Pisa e Firenze è pura follia: è follia per gli altissimi costi (miliardi di euro) e per l’altissimo impatto ambientale (dovendo intervenire pesantemente su tutto il territorio per 80 km tra le due città), rispetto all’intervento infinitamente più contenuto e meno impattante necessario per dotare il “Vespucci” di una nuova pista; è follia perché nessun intervento sulla ferrovia Firenze-Pisa risolverebbe il problema aeroportuale vero e storico della Toscana, che sta nella carenza di capacità delle infrastrutture aeroportuali, di piste, piazzali e terminal (per volare, anche in Toscana, servono prima di tutto aeroporti e aerei, non treni: altra banalità che qualcuno fa finta di non capire). Non per nulla qualunque altra importante regione (ma spesso anche quelle minori per ruolo e attrattiva) ha sistemi di due, tre o quattro aeroporti e continua a potenziarli tutti.

– Se vengono trovate ancora risorse per interventi migliorativi della linea ferroviaria tra Firenze e Pisa che si facciano, al di là delle esigenze aeroportuali (ricordando comunque che tale ferrovia è la tratta regionale su cui più è stato investito nella storia della Toscana dagli anni ‘80 del secolo scorso con centinaia di miliardi di vecchie lire e s’investe tutt’oggi per gli aggiustamenti possibili), ma ciò non ha proprio nulla a che vedere con le esigenze aeroportuali dell’area fiorentina e con la necessità di fare la nuova pista per il “Vespucci” di Firenze.

– La nuova pista di Firenze – ricordiamo alla candidata Ceccardi anche questo – non serve “solo” a far funzionare più seriamente lo scalo eliminando le penalizzazioni di quella attuale (disservizi, dirottamenti, inutile impatto ambientale aggiuntivo, ecc.), ma serve anche o soprattutto a levare i voli a bassa quota e più impattanti dalle teste dei cittadini di interi quartieri fiorentini (Peretola, Brozzi, Quaracchi) e di Sesto Fiorentino, spostandoli su aree libere e poi scarsamente abitate della piana. Voli che ovviamente senza nuova pista continueranno per sempre a passare bassi su abitati e cittadini. A meno che Ceccardi non intenda completare il suo programma anti-aereo per Firenze sostenendo la soppressione anche della pista esistente, esattamente come sognano i comitati anti-aeroporto della piana e di Pisa e vari residuati politici del secolo scorso ancora in giro.

– Infine (finendo qui considerazioni che potrebbero proseguire a lungo), per l’ennesima volta, qualcuno dovrebbe spiegare anche alla candidata Ceccardi che le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato non inficiano minimamente i progetti del masterplan dell’aeroporto di Firenze e la relativa nuova pista (che restano assolutamente validi e corretti), ma hanno contestato questioni burocratiche e di forma su alcuni passaggi della Valutazione di Impatto Ambientale che, per altro, sono stati sempre adottati in tutti gli altri masterplan e VIA nazionali senza che nessuno mai obiettasse alcunché.

Ribaditi questi dati di fatto, sui quali speriamo che la candidata Ceccardi e il centro-destra vogliano riflettere, come detto all’inizio, questa volta deroghiamo dalla regola di non occuparci di consigli politici. Ceccardi accusa la sinistra (o centro-sinistra) che guida da tanti anni la Toscana di non aver mai risolto la questione aeroporto: è vero, altrimenti oggi non saremmo ancora ad aspettare una pista adeguata per lo scalo dell’area fiorentina. E tuttora nella sinistra (e centro-sinistra) permangono spezzoni di partiti e relativi esponenti territoriali fermi su assurde posizioni campanilistiche e anti-aeroporto (anche nel PD, oggi in concreto maggiore responsabile dello stallo in cui si trova di nuovo la questione per effetto degli assurdi ricorsi al TAR promossi da alcuni sindaci). Ma è davvero bizzarro (se non fosse grave sarebbe anche divertente…) vedere un candidato del centro-destra nel 2020 prendere il testimone delle stesse posizioni anti-aeroporto di Firenze del Partito Comunista toscano degli anni’70 e dei suoi reduci e nostalgici ancora presenti in regione.

Quindi, come abbiamo sempre condannato tanti anni di errori nella gestione della questione aeroportuale toscana (e riconosciuto le correzioni di rotta quando ci sono state), adesso non si può che ribadire l’invito ad evitare nelle urne di settembre chiunque oggi non sostenga chiaramente l’attuazione del masterplan e della nuova pista di Firenze. La candidata Ceccardi si è espressa chiaramente per il “no” andando completamente “fuori pista”, quindi non è in alcun modo votabile da chi vuole la soluzione della questione aeroportuale e tiene al futuro della Toscana.

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