Qualche giorno fa, commentando le reazioni al dossier del Movimento Cinque Stelle toscano contro le opere della nostra regione preparato per il neo ministro alle infrastrutture e trasporti, avevamo prefigurato l’atteggiamento verso la questione aeroportuale fiorentina come un esame di maturità per il Governo: agire con responsabilità e rispetto istituzionale secondo atti e documenti ufficiali, canali informativi competenti, pronunciamenti degli enti tecnici preposti del settore, tenendo conto di anni di studi e procedure già fatte o in corso (e delle reali esigenze e volontà dei cittadini e dei territori); oppure assumere come metodo “di governo” atteggiamenti dettati da “comitati contro” localistici, opposizioni ideologiche, ripicche politiche e personali o altri “no” variamente interessati alimentati da disinformazioni, bufale e cavillosità da azzeccagarbugli, come quelli che alimentano i “no aeroporto di Firenze”.

La prima prova ufficiale per il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ossia il primo intervento in Parlamento, è stato proprio sulla questione toscana (TAV e aeroporto di Firenze), in risposta all’interrogazione presentata dall’on. Toccafondi nella seduta alla Camera di ieri, e non è stata proprio una prova delle migliori (fosse stata una sessione d’esame sarebbe stata una prova sospesa, da rimandare alla successiva per mancanza di conoscenza della questione). Qui di seguito le parole del ministro, nel resoconto stenografico della Camera dei Deputati relativo alle considerazioni generali e al passaggio specifico sulla questione aeroportuale:

 “Presidente, onorevoli interroganti, le questioni poste riguardano diverse opere, alcune in via di realizzazione o di imminente avvio ai lavori, altre in fase di progettazione e altre ancora in attesa di finanziamenti. Molti sono gli enti coinvolti. Sono pronto ad ascoltare e a incontrare tutti, nell’ottica, auspicata dal collega interrogante, di collaborazione e concertazione di diversi livelli di governo (…). Quanto allo sviluppo dello scalo di Firenze, il Piano Nazionale degli Aeroporti, definito con il DPR n. 201 del 2015, configura il sistema aeroportuale Firenze-Pisa tra gli aeroporti strategici per il bacino di traffico centro-nord, essendosi realizzata la condizione della gestione unica integrata degli stessi. Le prospettive di sviluppo del bacino di traffico considerato portano a ritenere che il bacino di traffico del centro-nord possa generare una domanda di circa 27 milioni di passeggeri l’anno, all’orizzonte temporale del 2030, di cui circa 11-12 milioni riconducibili agli aeroporti toscani. Anche in questo caso registriamo le tante perplessità sugli impatti dell’opera, soprattutto in relazione alle traiettorie di volo, molto vicine al centro storico di Firenze. Dunque, si rifletterà sulle giuste opere infrastrutturali da realizzare per consentire la migliore integrazione con lo scalo di Pisa. Voglio comunque rassicurare che gli approfondimenti in corso mirano proprio ad evitare lunghi contenziosi e spreco di risorse pubbliche, partendo dall’analisi costi-benefici di ogni singola opera, che, come più volte detto, è elemento basilare per ogni successiva azione.”

In sostanza, il ministro non esprime qui un “no” assoluto e di chiusura, ribadendo l’intenzione di aprire una fase di riflessione e concertazione con i soggetti coinvolti per agire nell’interesse dei cittadini. Ma evidentemente ancora non sa che di riflessioni su questa vicenda ne sono state fatte tante (troppe) per decenni e che il progetto in campo (la nuova pista per l’aeroporto di Firenze necessaria per poter creare il sistema aeroportuale toscano tra Firenze e Pisa) ne è il faticoso risultato e su di esso sono state prese decisioni, completati atti e procedure (anche dal suo ministero) e c’è solo da andare avanti nei passaggi ancora necessari per arrivare all’apertura dei cantieri, proprio nell’interesse dei cittadini e del territorio e per i benefici (miglioramenti ambientali e di funzionalità, ricadute economiche e occupazionali) largamente prevalenti sui costi.

Ovviamente il neo ministro lombardo, appena insediato, lontano da competenze in materia di infrastrutture e ancor più ignaro della vicenda aeroportuale fiorentina e toscana, è del tutto legittimato a non conoscere situazione e progetti del “Vespucci”. Il problema è che in queste condizioni ci si dovrebbe appoggiare ai dossier aperti dei propri uffici competenti e agli atti ufficiali fatti dalle istituzioni preposte, non a copioni scritti da gruppi localistici (politici o altro che siano), che portano peraltro a fare anche figure poco edificanti, com’è avvenuto ieri. Non solo per il richiamo a una nuova fase di riflessione che è proprio l’ultima cosa che possa servire in questa vicenda, ma anche per riferimenti specifici fuori luogo che gli sono stati fatti fare.

Non ha senso il richiamo alle preoccupazioni ambientali dato che uno dei fondamenti del progetto nuova pista è proprio il netto miglioramento ambientale dell’aeroporto (esistente), per tutte le ragioni note a chi conosce la questione e agli atti nei documenti ufficiali. E la sostenibilità ambientale è certificata dalla procedura VIA conclusa e garantita dalle opere complementari al progetto aeroportuale, confermate nelle 70 prescrizioni dei ministeri competenti (MATTM, MIBACT) e della Regione Toscana.

Non ha senso il richiamo alle preoccupazioni per le rotte di volo sul centro storico di Firenze dato che in realtà tali procedure non ci saranno e non sussiste alcun pericolo per i beni artistici e culturali (né di Firenze, né di altri comuni della piana). Situazione accertata negli studi annessi al masterplan e alla procedura VIA e certificata dalla relazione UNESCO resa nota lo scorso novembre (curiosamente “dimenticata” da chi ha scritto al ministro la risposta da dare ieri alla Camera).

Non ha senso il richiamo a preoccupazioni (infondate) per le rotte di volo sul centro di Firenze (che non ci saranno), quando le rotte di volo sulle città, spesso anche sui centri cittadini, ci sono davvero da sempre (e cresceranno con il crescere del traffico) su altri aeroporti italiani (ad esempio a Pisa e Bologna), senza che ciò sia mai stato ostacolo alla realizzazione di progetti di sviluppo aeroportuale, che in tali condizioni sono approvati o in esecuzione.

Insomma, quello di ieri è stato un esordio ministeriale non proprio felice, improntato da una parte alla vaghezza disinformata, dall’altra alle “solite” contraddizioni palesi con la realtà della questione aeroportuale fiorentina e toscana e con se stessi. Un approccio che può essere corretto in corso d’opera, senza stop di riflessione, semplicemente conoscendo e riconoscendo la vicenda, i progetti e le procedure in corso. Volendo…

Nuova pista, voli in sicurezza

On 14 giugno 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

Nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio Ambientale istituito il 17 gennaio per seguire l’attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto VIA sul masterplan del “Vespucci”, nelle scorse settimane si è conclusa la nuova verifica sugli studi relativi al rischio connesso ai voli. Per l’esattezza il 31 maggio si è chiusa la procedura di verifica di ottemperanza, attivata il 16 aprile, relativa alle prescrizioni n°3 e n°4 (sez.A, Decreto VIA n.377 del 28/12/2017) afferenti alla fase ante-operam e precedente all’approvazione definitiva del masterplan da parte del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

Il pronunciamento conclusivo riconosce la validità degli studi prodotti sulla sicurezza della nuova pista condotti, come richiesto nelle prescrizioni, “da soggetto terzo pubblico con esperienza per la previsione del rischio degli incidenti aerei mediante modelli di calcolo”.  Studi già resi noti alla fine dello scorso anno nella fase conclusiva della procedura VIA, dei quali avevamo dato notizia sul nostro notiziario “Aeroporto” n°82 del gennaio 2018 e che erano stati illustrati pubblicamente dagli stessi estensori in occasione dell’incontro al Palaffari promosso dal Comitato “SìAeroporto” lo scorso 7 maggio.

Nello specifico il materiale oggetto del pronunciamento dell’Osservatorio ha riguardato la “Relazione di Ottemperanza”e tre specifiche relazioni: “Valutazione del rischio locale per effetto di un incidente aereo nell’area dell’aeroporto di Firenze Amerigo Vespucci”redatta da Università degli Studi di Napoli “Federico II” in collaborazione con le Università di Bologna e di Pisa; la “Valutazione degli incidenti indotti da impatti aerei sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante” redatta dall’Università di Pisa, Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale (con allegate appendici elettroniche con i risultati ottenuti per gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante); la relazione “Impatti e rischi su ambiente, salute umana, patrimonio culturale e paesaggio potenzialmente generati da eventi incidentali aeronautici”redatto dall’Università di Pisa, Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale (con allegati gli elaborati di dettaglio “Appendice: Caratterizzazione del territorio”,“Schede descrittive dei beni culturali e paesaggistici”, “Elaborazioni grafiche di caratterizzazione territoriale Quadrante nord-ovest”e “Elaborazioni grafiche di caratterizzazione territoriale Quadrante sud-est”). Nell’ambito della verifica di ottemperanza sono state inoltre richieste e prodotte altre documentazioni integrative.

Il quadro riconosciuto nella sua validità, basato su valutazioni estremamente articolate e complesse, esclude la sussistenza di rischi conseguenti all’attività aerea della nuova pista sotto tutti i punti di vista analizzati e gli scenari simulati per il territorio della piana, i suoi abitanti, le attività che vi si svolgono, comprese la aziende a rischio di incidente rilevante presenti tra l’area fiorentina e pratese (tre siti presi in considerazione entro una fascia di 2 km dalle previste rotte di decollo e atterraggio) e per strutture più prossime allo scalo come il polo universitario di Sesto Fiorentino e la scuola Marescialli dei Carabinieri presente nell’area di Castello. L’atto concluso sfata quindi per l’ennesima volta uno degli aspetti più strumentalizzati in questi anni per alimentare falsi allarmismi attorno alla vicenda della nuova pista, ribadendo un elemento di chiarezza contro disinformazioni e fake news.

Nella seduta del Consiglio Regionale di ieri, 22 maggio, la Giunta Regionale, per voce degli assessori alle infrastrutture e dell’ambiente, ha fatto il punto della situazione sull’iter del masterplan del “Vespucci” e delle altre opere previste nell’area (tramvia, termovalorizzatore, terza corsia dell’A11, parco della piana, rete ciclopedonale). Riguardo al progetto aeroportuale, dopo aver ricordato i passaggi fatti finora (approvazione in linea tecnica da parte di ENAC, parere favorevole con prescrizioni da parte della Regione, chiusura positiva della procedura VIA con relative prescrizioni da parte del Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, pubblicazione da parte di ENAC dell’avviso pubblico dell’elenco dei terreni da espropriare), sono stati confermati i successivi adempimenti in atto e previsti. Qui di seguito i relativi passaggi integrali della comunicazione regionale.

Il MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti), con nota prot. n. 7081 del 03/05/2018, ha chiesto alla Toscana di pronunciarsi in merito all’accertamento della compatibilità urbanistica delle opere stesse alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi vigenti nei Comuni interessati, ai sensi del DPR n. 383/1994 e s.m.i.. Con la medesima nota il MIT ha invitato ENAC a trasmettere copia degli elaborati progettuali costituenti il Piano di Sviluppo a tutti gli enti e amministrazioni interessati dal procedimento. Inconseguenza della nota ministeriale, la Regione ha invitato le Amministrazioni identificate da ENAC ad attivare le istruttorie e ad assumere gli atti di rispettiva competenza entro 30 giorni dalla data di ricevimento della documentazione relativa al Master Plan. Analoga richiesta è stata formulata nei confronti degli uffici regionali, dell’ARPAT, dell’ASL, nonché del Consorzio di Bonifica competente per territorio. Il progetto è pervenuto in data 14 maggio 2018.

Il procedimento amministrativo prevede che ENAC, per conto della società di gestione aeroportuale, richieda al MIT l’attivazione del procedimento per l’intesa Stato-Regione ex art. 81 DPR 616/1977 e DPR 383/1994 sul piano di sviluppo aeroportuale. Infatti, ai sensi del D.L. 25 1I 1995 “I piani di sviluppo aeroportuale, approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai sensi dell’81, D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, comprendono la verifica di compatibilità urbanistica e comportano dichiarazione di pubblica utilità, nonché di indifferibilità e di urgenza, e variante agli strumenti urbanistici esistenti. L’approvazione di detti piani comprende ed assorbe, a tutti gli effetti, la verifica di conformità urbanistica delle singole opere in essi contenute”. Nel caso che l’istruttoria rilevi una difformità rispetto al PIT si applica l’art.9bis della LR n.65/2014. L’ articolo prevede che nei casi in cui il progetto definitivo di un’opera di interesse statale sia stato oggetto di pronuncia positiva in sede di VlA, “l’approvazione del progetto, nella conferenza indetta a tale scopo, con il voto favorevole del Presidente della Giunta regionale (…), costituisce anche variante urbanistica del PIT”.

Il Presidente della Giunta regionale (o suo delegato) partecipano alla conferenza di servizi per la localizzazione di opere di interesse statale, previa risoluzione del Consiglio regionale che si esprime in merito alla variante. In quella sede è intenzione della Giunta confermare le scelte programmatiche di questi anni, al fine di qualificare l’aeroporto fiorentino ed il sistema aeroportuale toscano per lo sviluppo dell’intera regione.

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Insieme per l’aeroporto

On 7 maggio 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

Due piani del Palazzo degli Affari di Firenze affollati da un migliaio di persone è stata la risposta al primo incontro del nuovo Comitato Sì Aeroporto organizzato per spiegare il progetto della nuova pista e i reali effetti ambientali dell’opera. Dopo il saluto del presidente del nuovo comitato, Leonardo Bassilichi, i contenuti degli studi sul masterplan sono stati illustrati dai tecnici che li hanno verificati per conto degli enti pubblici nell’ambito della procedura di VIA sul masterplan aeroportuale. Gli interventi che si sono susseguiti hanno toccato tutti gli aspetti più importanti e ricorrenti nelle contestazioni dei contrari al progetto, confermando il quadro di sostenibilità e fattibilità di quanto previsto per il “Vespucci” e il territorio della piana.

La sala adibita all’incontro del Comitato Sì Aeroporto, nella foto, è andata subito esaurita e ne è stata adibita una seconda al piano inferiore con uno schermo per seguire i lavori.

Per la questione dell’assetto idrogeologico, trattata dal professor Luigi Da Deppo dell’Università di Padova, è stata spiegata in particolare la soluzione definitiva prescelta per la sistemazione del Fosso Reale, confermando una variazione rispetto ai primi progetti che permetterà di utilizzare l’attuale sottopasso autostradale del fosso stesso, senza più rendere necessario l’innalzamento di un tratto dell’autostrada A11, semplificando notevolmente la realizzazione dell’opera. Sarà comunque creato anche un nuovo tratto di fosso e un nuovo sottopasso, ma di dimensioni minori tali da non richiedere interventi sul tracciato autostradale e tale opera, assieme al tracciato principale e alle casse di espansione già previste, consentirà di raggiungere, come detto, un incremento notevole della sicurezza idraulica di tutta la zona.

Il professor Iunio Iervolino dell’Università di Napoli ha illustrato i complessi studi che sono stati attuati sulla questione dei rischi connessi ai voli, trattati e analizzati sotto diverse componenti e situazioni (diversi tipologie di eventi e incidenti), confermando l’assoluta sicurezza del nuovo assetto previsto con la nuova pista per tutti i potenziali obiettivi presenti nell’area (compresi il Polo Universitario di Sesto Fiorentino, la scuola Carabinieri di Castello e l’impianto industriale della Toscochimica nel pratese).

Il professor Leonardo Tognotti dell’Università di Pisa ha trattato le altre componenti ambientali coinvolte, in particolare le due più “sentite” dalla popolazione, relative all’inquinamento atmosferico e al rumore. Per entrambi gli aspetti sono stati confermati i noti scenari rassicuranti: l’incidenza minimaledell’aeroporto e del traffico aereo nel quadro delle emissioni dell’area e della piana, sia nello scenario dell’attuale scalo sia per lo scenario di massimo sviluppo previsto nel masterplan; il netto miglioramento per la componente rumore con la drastica riduzione dell’impatto sulla popolazione, per la distanza delle aree abitate dalla nuova pista e i miglioramenti operativi connessi al diverso assetto dello scalo. 

Le postazioni allestite per sottoscrivere la petizione del Comitato Sì Aeroporto.

Interventi rassicuranti sull’evoluzione prevista per l’aeroporto e il suo intorno (la piana) sono stati poi portati dal professor Giovanni Menduni di Italia Sicura che ha confermato la bontà del progetto proprio sotto il punto di vista della sicurezza del territorio, e da Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico, geologo e ricercatore del CNR, che ha definito la nuova pista di Firenze un esempio di progetto giusto perché coniuga sviluppo e salvaguardia ambientale, con la realizzazione di un’importante intervento a miglioramento di un’infrastruttura esistente che al contempo assicura importanti benefici sotto il profilo degli impatti su abitati e territorio. Il professor Marcello Cecchetti, in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente, ha infine confermato l’assoluta correttezza e validità della procedura ambientale seguita dal masterplan del “Vespucci”, anche riguardo il riferimento alla nuova normativa europea sulle procedure di verifica ambientale entrate in vigore in Italia lo scorso anno (DLgs104/2017), che ha portato al decreto approvativo della VIA del 28 dicembre scorso.

L’appuntamento di oggi ha quindi fornito ulteriormente tutte le spiegazioni sui temi più dibattuti attorno alla questione del masterplan e della nuova pista, dando modo a tutti gli intervenuti di conoscere gli aspetti essenziali dei contenuti della complessa documentazione prodotta.

Continua intanto la raccolta di firme per l’appello del Comitato Sì Aeroporto che ad oggi 7 maggio ha superato le 2700 adesioni. Per firmare l’appello il sito è www.siaeroporto.org.

La seconda sala del Palazzo degli Affari dove sono stati indirizzati gli intervenuti dopo l’esaurimento dei posti della sala principale.

Comuni in pista

On 6 maggio 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

A fronte dei sette “comuni fuori pista” firmatari dei ricorsi al TAR contro il via libera ambientale al masterplan del “Vespucci”, 37 “comuni in pista” hanno sottoscritto un documento a sostegno dell’importanza strategica dell’aeroporto dell’area fiorentina e del suo adeguamento con la nuova pista. Un sostegno logico e di buon senso, per un’infrastruttura che, ovviamente, per il suo valore e i benefici che ricadono sui territori va oltre i confini comunali e provinciali, per estendersi a tutto il bacino d’utenza primario del “Vespucci” (Firenze-Prato-Pistoia) ed ai territori della Toscana centrale che hanno nell’infrastruttura dell’area fiorentina lo scalo principale di riferimento (Arezzo e Siena), oltre che all’intera regione per la necessità di uno scalo adeguato nell’area fiorentina come elemento cardine di un vero sistema aeroportuale toscano.

Non meraviglia quindi la scesa in campo diretta dei 37 sindaci al momento firmatari dell’appello (la lista è aperta e quindi altre firme potranno aggiungersi), che peraltro in molti casi avevano già manifestato la propria posizione favorevole ai progetti del “Vespucci”. L’iniziativa però, per la sua modalità, dà un segnale decisamente inedito ed è anch’esso un tassello importante tra le voci favorevoli sempre più numerose, dagli storici comitati cittadini “per” (attivi in vario modo dagli anni 80), ai sondaggi ripetuti nel tempo, ai recenti gruppi Facebook, fino al nuovo Comitato Sì Aeroporto promotore dell’appello per l’aeroporto che sta crescendo sempre più di ora in ora raccogliendo le firme di ogni settore della società civile di Firenze, della piana e dell’area metropolitana (cittadini residenti, imprenditori, operatori dei più svariati ambiti, dallo sport alla ricerca, la cultura, l’università, ecc. ecc.).

Solo chi davvero vive richiuso nel proprio orticello fuori dal mondo e dalla realtà, o racconta la questione da lontano, ignaro dei reali termini della vicenda, può meravigliarsi del favore largo, diffuso e trasversale verso quest’opera e per un progetto che coniuga, nell’interesse di tutti, il miglioramento funzionale e operativo di un infrastruttura (esistente) con la salvaguardia dell’ambiente.

Qui sotto l’elenco (ad oggi) dei Comuni firmatari dell’appello per l’aeroporto.

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