1/8/2020 – Nel panorama di dichiarazioni e iniziative politiche contro l’aeroporto dell’area fiorentina (sempre uguali, sempre senza senso) nella settimana che si chiude continuano a distinguersi la candidata del centro destra alla presidenza della Regione Susanna Ceccardi con la sua Lega e il Movimento 5 Stelle, oltre alle varie formazioni più a sinistra anch’essi persi (dagli anni ’70) nella loro lotta continua all’aeroporto di Firenze. Tutti sempre più distanti dalla realtà, volontà ed esigenze di cittadini e territori.

Riguardo la candidata Ceccardi, proseguono le dichiarazioni sballate con un’insistenza che lascia sgomenti, anche per la capacità di spaccare il centro destra, suscitando le nette prese di distanza di Forza Italia (che in questi giorni ha ribadito con forza il sostegno al masterplan e alla nuova pista) e di esponenti delle altre formazioni presenti nello schieramento e lo sconcerto del relativo elettorato. L’uscita delle scorse ore è una nota con la quale viene tentata una spiegazione della posizione assunta da Ceccardi (far ripartire da zero la questione aeroporto di Firenze), in realtà peggiorando la situazione proprio con le ragioni addotte, alle quali non si può non replicare di nuovo, anche se si devono ripetere sempre le stesse cose (che valgono comunque anche per tutti gli altri “contro” al masterplan e la pista da realizzare).

Viene affermato (ancora!) che “il progetto per la pista parallela dellʼaeroporto di Peretola è stato bocciato e ribocciato, da Tar e Consiglio di Stato, anche alla luce di osservazioni tecniche puntuali e assolutamente sostanziali”: non è vero! Per l’ennesima volta, le sentenze non toccano la validità del progetto in sé, approvato da tutti gli enti tecnici responsabili e competenti, ma alcuni passaggi procedurali (peraltro in modo più che discutibile). È sconcertante che si debba ancora fare questa puntualizzazione!

Viene fatto riferimento a “debolezze del progetto precedente che si sostanziavano in oltre 120 prescrizioni e nella contrarietà di Prato e di tutti i comuni della Piana fiorentina”: non è vero! Innanzi tutto le prescrizioni del decreto VIA non sono 120 (né 140 come afferma qualcun altro) ma 70: 62 del Ministero dell’Ambiente e della Regione Toscana, 8 del Ministero dei Beni Culturali. E delle 70 prescrizioni (che sicuramente potevano comunque essere meno), molte riguardano puntualizzazioni di cose già trattate e risolte nel progetto o già previste nelle soluzioni da attuare nel prosieguo del normale iter (come avviene per procedure su qualunque altro masterplan aeroportuale), altre sono indicazioni puramente formali sullo svolgimento della procedura, e comunque una ventina erano già state affrontate e ottemperate nel lavoro dell’Osservatorio Ambientale che ha preceduto la Conferenza dei Servizi. E, come detto tante volte, le prescrizioni non sono sinonimo di progetto sbagliato, ma accompagnano sempre le approvazioni ambientali, commisurate all’entità e importanza del progetto.

Quanto al riferimento all’opposizione dei comuni della piana per attestare un  progetto fatto male siamo alla vera comica, perché viene citato uno degli aspetti più assurdi della vicenda: Prato si oppone, ma non ne ha alcun motivo data la sua distanza dalla nuova pista e l’altezza dei sorvoli che interesseranno il margine sud del suo territorio; Sesto Fiorentino si oppone addirittura a un netto miglioramento della situazione ambientale, dato che con la nuova pista la cittadina non sarà più sorvolata da alcun aereo e in più con l’attuazione del masterplan vedrà realizzate vaste aree a parco; Campi Bisenzio si oppone paventando impatti e effetti che in realtà non sussistono, con modalità di sorvolo del proprio territorio diverse rispetto alla pista attuale ma senza alcuna situazione di criticità per abitati e cittadini paragonabile a quelle dei quartieri oggi sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi e inoltre anche Campi vedrà attuati interventi ambientali di ampliamento e migliorativi su aree naturali; Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano (gli altri tre comuni responsabili degli assurdi ricorsi al TAR) non c’entrano proprio nulla con impatti da voli e aeroporto, per posizione e/o distanza, quindi proprio non si sà per cosa si oppongano. Citare i comuni della piana per dipingere un progetto sbagliato denota esattamente la totale mancanza di conoscenza della vicenda e della situazione.

Viene affermato che “quando il Tar, nel 2019, decreta che il progetto sottoposto a VIA non individua compiutamente le opere da realizzare, o che non vengono risolti problemi enormi quali lo spostamento del Fosso Reale e lʼadattamento dellʼAutostrada A11, le osservazioni dei giudici impattano fortemente non solo sul piano procedimentale ma anche su quello sostanziale. Così come quando fanno presente che lo studio sul rischio di incidente aereo, nel masterplan bocciato, veniva rimandato alla progettazione esecutiva.” In realtà, quando si sostiene quanto citato, è proprio quando si producono le considerazioni più incomprensibili: le opere del masterplan sono tutte individuate, con la proposta iniziale e le messe  a punto attuate nel corso della procedura o previste nel proseguo dell’iter (come in qualunque masterplan aeroportuale italiano).

La soluzione del Fosso Reale sta nel progetto fin dall’inizio, con varie proposte iniziali fino alla soluzione definita nel corso della procedura, approvata da tutti gli enti tecnici competenti, così come la questione dell’adattamento dell’autostrada A11, che non è più necessario in base, anche in questo caso, alla soluzione definita nel corso della procedura e approvata dagli enti tecnici competenti. Lo studio sul rischio incidente aereo è stato prodotto ed è agli atti, condotto da quattro istituti universitari italiani, e presentato anche pubblicamente in un incontro al Palaffari di Firenze nel maggio 2018. Ancora una volta si deve ribadire come queste considerazioni possano essere usate solo non conoscendo progetti, studi, procedure che sono state svolte in quattro anni di iter, fino alla conclusione in Conferenza dei Servizi.

È vero, purtroppo, che probabilmente a questo punto sarà necessario rimescolare qualche studio nella tempistica della procedura, come in un inutile gioco delle tre carte o dell’oca caro agli azzeccagarbugli che annientano il nostro paese, ma davvero in questa vicenda non esiste un ambito che non sia stato abbondantemente studiato e valutato, non c’è nulla che non sia stato considerato nel masterplan approvato e autorizzato da tre ministeri e decine di soggetti tecnici, toscani e romani. E voler ripartire da zero, come propone Ceccardi (ma non solo) è proprio la cosa peggiore che si possa voler fare, anche peggio di chi almeno ha il coraggio di dire no apertamente. Perché ripartire da zero è assolutamente inutile (vista la validità di quanto progettato) e perché significa rimandare sine die la soluzione della questione congelando la situazione attuale dello scalo (altro che attenzione per i sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi).

L’altra perla di follia di queste ore è l’ennesima attestazione della patologica ossessione del Movimento 5 Stelle toscano contro l’aeroporto dell’area fiorentina, con un nuovo atto senza senso promosso contro Firenze, l’area metropolitana fiorentina e la Toscana (contro i suoi cittadini, imprenditori, lavoratori ecc. ecc): la notizia degli emendamenti al Decreto Semplificazioni del Governo presentati per impedire che le possibili semplificazioni che dovrebbero agevolare la realizzazione di opere e infrastrutture in Italia possano interessare anche il progetto per lo scalo fiorentino, cercando di nuovo un’interpretazione normativa “ad hoc” che colpisca chirurgicamente l’aeroporto di Firenze. Iniziativa parlamentare, a dir la verità, che nelle scorse settimane era stata preannunciata anche da esponenti della sinistra “più a sinistra”, anch’essi sempre persi nella loro battaglia contro Firenze e la Toscana.

Ogni commento su tale atto è ovviamente superfluo, ma sarà interessante vederne l’esito: se gli emendamenti saranno davvero considerati in Parlamento e nel Governo e come saranno accolti (votati) dalle forze politiche, di governo e non. Anche questi emendamenti saranno una cartina di tornasole valida per indirizzare il voto regionale, vedendo chi dovesse avere il coraggio di avallare e condividere roba simile, a sinistra o a destra.

27/7/2020 – Riportiamo di seguito la nuova replica di Toscana Aeroporti, con l’amministratore delegato Roberto Naldi, alle dichiarazioni rilasciate oggi da Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana del centro destra, di nuovo contro il progetto della nuova pista e il masterplan del “Vespucci”. Ceccardi è intervenuta questa mattina in una trasmissione radiofonica (Lady Radio, GR del mattino) presentando ancora come sbagliato il progetto previsto, perché bocciato dalle sentenze (dimostrando di nuovo di non conoscere minimamente né il progetto né le sentenze), prefigurando addirittura l’esistenza di un presunto documento dell’Unione Europea che lo confermerebbe ma che non può divulgare (!). Nelle dichiarzioni sull’attuale scalo di Frenze e sulla pista esistente, Ceccardi ha poi ulteriormente dimostrato di non avere la minima idea della situazione dello scalo esistente, delle sue criticità, delle valutazioni e delle soluzioni già messe in campo che attendono di poter essere realizzate.

Firenze, 27 luglio 2020 – Roberto Naldi, Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, apprende con stupore le nuove dichiarazioni dell’eurodeputata e candidata del centrodestra alle prossime elezioni Regionali, Susanna Ceccardi.
Susanna Ceccardi afferma infatti di essere in possesso di documenti della Commissione Europea che sostengono “che il progetto della nuova pista di Peretola sia tutto da rifare”. Ricordiamo in primis alla candidata che Toscana Aeroporti è una società quotata in Borsa e che la divulgazione di informazioni e documenti non ufficiali o riservati costituisce una serie abbastanza corposa di reati.

Non abbiamo l’abitudine di commentare indiscrezioni per cui non perderemo ulteriore tempo oggi (nel capire perché la Commissione Europea debba occuparsi del progetto della pista dell’aeroporto di Firenze non avendone titolo), ma invitiamo l’eurodeputata a rendere pubblici – se esistono – i documenti di cui parla oppure di attenersi con scrupolo alle normative che regolano le comunicazioni delle società quotate in Borsa.

La candidata mostra ancora una volta una scarsa conoscenza delle procedure amministrative – cosa che certo non rassicura visto il ruolo che ambisce a ricoprire – che regolano gli interventi come quelli della pista. Non sono, occorre precisare, né i “soci” né i “tecnici della regione”, come sostiene la candidata, a valutare tecnicamente la fattibilità del progetto. Il masterplan è stato valutato da Enac, in via tecnica, dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, per quanto riguarda l’impatto ambientale, e dal Ministero delle Infrastrutture per la conformità urbanistica.

Peggio ancora, non sono certo i “soci” a sostenere la sicurezza della pista attuale di Firenze. La sicurezza è certificata da organismi internazionali, come l’EASA (European Aviation Safety Agency) e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).
Infine, la Signora Ceccardi dichiara di volere tutelare la salute degli abitanti della Piana, ma anche in questo caso la invitiamo a leggere le carte del progetto dove anche l’Arpat sostiene come la pista attuale abbia un impatto acustico su 17 mila abitanti, di cui 1.100 sopra i 60 decibel, mentre la pista parallela avrebbe un impatto su 8 mila abitanti, di cui 70 sopra i 60 decibel.

Sarebbe proprio la nuova pista a garantire la vivibilità di Brozzi, Peretola e Quaracchi, senza avere alcun impatto su Prato, consentendo inoltre di eliminare anche il problema del monte Morello, addirittura senza abbatterlo (!), ma semplicemente ruotando la pista di 90° liberando una volta per tutti gli abitanti di Brozzi, Peretola e Quaracchi dal sorvolo degli aerei sopra le proprie teste.

 

Roberto Naldi

Amministratore Delegato Toscana Aeroporti S.p.A.

24/7/2020 – Pubblichiamo di seguito la replica diffusa nel pomeriggio da Toscana Aeroporti alle dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario della Lega Matteo Salvini contro il masterplan e la nuova pista previsti per il “Vespucci”. Salvini – nel suo intervento (Lady Radio, GR del mattino) – si è dichiarato favorevole all’aeroporto ma non al progetto di pista previsto, definendolo sbagliato in virtù delle sentenze della giustizia amministrativa e della contrarietà di alcuni sindaci del territorio, dimostrando di non conoscere minimamente la questione dello scalo fiorentino, il progetto di nuova pista con tutta la sua validità che nessuna sentenza ha messo in discussione, né i contenuti e il significato delle stesse sentenze.

 

Firenze, 24 luglio 2020 – Ricordiamo al segretario della Lega Matteo Salvini che la bocciatura dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze si riferisce al procedimento amministrativo e non certo al progetto. Questo è stato infatti valutato dal punto di vista tecnico da tutti i soggetti previsti dalle normative, approvato da una commissione ministeriale dopo tre anni di studi e approfondimenti e dichiarato compatibile sul piano ambientale e successivamente confermato dalla Conferenza dei Servizi. 

Invitiamo pertanto il segretario della Lega e la candidata del centrodestra alle Regionali, Susanna Ceccardi, a leggere le sentenze del Consiglio di Stato e a far riferimento alle valutazioni tecniche disponibili e pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente.
Toscana Aeroporti è comunque sempre a disposizione di tutti gli interlocutori istituzionali per fornire spiegazioni tecnico-scientifiche e aeronautiche relative al progetto.

Più pista, meno “review”…

On 12 Luglio 2020, in Senza categoria, by admin

12/7/2020 – Dopo tanta attesa e aspettativa per il piano di rilancio del paese tramite sblocco di opere e  infrastrutture strategiche con strumenti più o meno straordinari, necessario già prima della tempesta Covid e ancor più dopo, la settimana che si è chiusa ci ha portato l’atto del Governo che dovrebbe attuare tutto ciò. Atto in cui avrebbe dovuto stare a pieno titolo la nuova pista di Firenze, che invece ci fa capolino in modo molto molto timido, senza commissario, senza particolari “urgenze” sentite dal Governo: confermata sì in fondo a un elenco di opere prioritarie ricomprese nel piano “Italia Veloce”, ma come opera molto poco accelerata e di nuovo indicata come soggetta a un’incomprensibile esigenza di “review”, come peraltro figurava negli atti programmatici sulle infrastrutture (allegati al DEF) già da svariati governi fa, questa volta arricchita dal riferimento ai ricorsi (scellerati) che ne hanno bloccato l’iter («Verifica delle strategie di sviluppo dello scalo alla luce della proposizione dell’istanza di compatibilità ambientale in esito alle risultanze del precedente ricorso» recita l’unico riferimento alla nuova pista del “Vespucci” nell’atto governativo finora reso noto).

Che dire? Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Nell’incertezza e ambiguità della citazione fiorentina, ognuno l’ha ovviamente interpretata a proprio piacimento, esultando per il congelamento sine die dell’opera o per il passo decisivo verso la conferma (prima o poi) della sua realizzazione. È ovvio che tra stare e non stare nell’elenco delle opere prioritarie, è meglio starci, ma al momento pare un po’ pochino per poter esultare (risparmiatecelo) o anche per sorridere, visti gli innumerevoli atti assurdi che si sono susseguiti e quanto fatto accadere finora attorno alla vicenda dello scalo dell’area fiorentina e i suoi progetti. Troppo poco anche per vedere un bicchiere mezzo pieno, anche perché i bicchieri mezzi pieni servono a poco o nulla se l’altra metà non si riempie mai o il bicchiere ogni volta viene rovesciato quando sta per colmarsi.

Gli ultimi sviluppi politico-burocratico-giudiziari della questione aeroportuale fiorentina sono stati follia allo stato puro, che resterà nella storia della Toscana moderna e del sistema aeroportuale italiano con tutti i suoi protagonisti. Resterà l’uso politico della giustizia (questa volta giustizia amministrativa) per fermare di nuovo un progetto come il masterplan del “Vespucci” con la nuova pista 12/30 valido sotto ogni punto di vista e che non sarebbe stato possibile attaccare con nessun argomento reale (tecnico, ambientale, urbanistico, economico, ecc.). D’altra parte lo ricordano in continuazione gli stessi esponenti politici (sindaci della piana) responsabili degli assurdi ricorsi al TAR, quando sostengono che “è mancata la politica”.

Appunto, uso della giustizia (amministrativa) per regolare questioni politiche, che avrebbero dovuto essere risolte nelle proprie segreterie di partito (come accadeva una volta), non compromettendo pesantemente cittadini, territori, interesse generale e creando danni e costi inutili alla comunità. Il tutto macchiando di nuovo la questione aeroporto fiorentino di un qualcosa che mai si era visto nella storia aeroportuale italiana e probabilmente, al di là di Firenze, non si vedrà mai, con l’affossamento di una procedura che aveva percorso tutto il suo iter (affossamento, per la cronaca, sancito formalmente lo scorso 16 giugno con atto finale del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha decretato la “cessazione degli effetti” del Decreto Direttoriale dello stesso MIT del 15 aprile 2019 che aveva accertato il perfezionamento del procedimento d’Intesa Stato – Regione Toscana, relativo al Masterplan dell’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze).

Proprio la straordinarietà di quanto fatto accadere su un’opera strategica qual’è la nuova pista di Firenze, con le sue molteplici valenze, l’interesse pubblico e i benefici prevalenti, avrebbe giustificato (giustificherebbe) un atto straordinario del Governo per ripristinare logica e buon senso, ripartendo da quanto (anche troppo) era stato già fatto e su cui si era chiusa la Conferenza dei Servizi, peraltro anche a difesa degli organi dello Stato che sono stati i primi e principali bersagli colpiti dalle sentenze anti-masterplan di Firenze (con tre ministeri, l’ENAC, le decine di tecnici che avevano lavorato per anni a progetti, valutazioni e procedure e anche l’Avvocatura Generale dello Stato che aveva ribadito la validità di quanto fatto). Per ora invece appare tutto molto debole, con interrogativi che restano su quanto accaduto e su quanto (e quando) potrà accadere. Ne poniamo due per provare comunque a guardare più avanti che indietro.

Nei commenti che hanno accompagnato la presentazione dell’atto governativo per il rilancio del paese si accenna a una procedura semplificata per le nuove VIA, che interesserebbe quindi anche il caso Firenze per quello che purtroppo dovrà essere rifatto. Al di là del ribrezzo che si prova al solo pensiero che nel 2020 possa essere ritenuto necessario anche un solo nuovo studio sulla questione aeroportuale fiorentina e la nuova pista, una semplificazione (nel senso di chiarificazione) delle VIA c’era già stata nel 2017 (con il D.Lgs.104), seguita anche nella chiusura della procedura VIA del “Vespucci”, producendo ulteriori documenti e approfondimenti posti agli atti, ma era stata anche quella impallinata dal fuoco alla cieca dei “contro”. Di che semplificazione di VIA si parla ora? Si potrà ritenere burocraticamente valido il più possibile di quanto già fatto (che nel merito tecnico e progettuale valido lo è sempre stato)?

Ma aspettando di leggere qualcosa di concreto in merito, va detto soprattutto che la vicenda fiorentina, perché un iter possa ripartire, non richiede tanto una VIA semplificata ma una VIA “scudata”: un percorso certo che sia bonificato da mine e guastatori pronti a riaprire il fuoco o gestita da qualcuno che possa rimandare gentilmente al mittente ogni ulteriore follia anti-aeroporto. Altrimenti si può esser certi di rivedere esattamente lo stesso copione, con le stesse osservazioni, le stesse contestazioni, le stesse controdeduzioni e spiegazioni ignorate, gli stessi ricorsi al TAR, che peraltro i soliti “contro” hanno già preannunciato come pronti a partire per colpire qualunque cosa sia riavviato o ripresentato, nella solita guerra ideologica e a prescindere verso l’aeroporto dell’area fiorentina.

L’altro punto riguarda la fantomatica “review” con cui è bollata la nuova pista del “Vespucci” anche nel piano “Italia Veloce”. Che roba è? Che significa? Cosa vorrebbero rivedere e chi lo vorrebbe? Il masterplan del “Vespucci” è approvato tecnicamente dall’ente nazionale responsabile di tale validazione dal novembre 2014 (!); non è da rivedere l’assetto di pista, raccordi, piazzali, terminal che è quello ottimale per far funzionare lo scalo esistente, migliorandone al contempo nettamente la compatibilità ambientale; non è rivedibile la giacitura della pista, al fianco dell’autostrada A11, che è quella che si sà da sempre unica soluzione valida e fattibile per risolvere le criticità dello scalo (funzionali e ambientali) e, per stare all’ultima fase di questa vicenda decennale, è stata indicata come tale e spiegata negli incontri tra enti aeronautici e enti locali fin dalla metà degli anni 2000, quando fu abbandonato il precedente masterplan e relativa VIA (anche se in molti hanno fatto finta di non saperlo); non è rivedibile la lunghezza di 2.400 metri, necessaria per garantirne la funzionalità in base alla tipologia di traffico da gestire, all’uso monodirezionale che la caratterizza, alla migliore gestione dell’attività aerea anche in termini di contenimento delle emissioni, a meno che qualcuno non voglia tornare ai metodi della “pista politica” che ha caratterizzato lo scalo fiorentino per tanti anni, con le dimensioni mozzate decise nelle segreterie di partito per mantenere per lo scalo a un livello di criticità utile a controllarne (frenarne) l’attività. Peraltro – lo ricordiamo – quando ENAC venne per la prima volta in Toscana a confermare pubblicamente la validità della nuova pista 12/30 (in Regione, il 27/6/2012) evidenziò come «difficilmente, nel nostro lavoro ci capita, come in questo caso, una soluzione che ha tutti gli aspetti positivi»).

Non è rivedibile il ruolo dello scalo di Firenze nel sistema aeroportuale toscano che si persegue con l’attuazione del masterplan e la nuova pista, che è quello da sempre riconosciuto all’esistente aeroporto “Vespucci” ma non attuabile compiutamente per le criticità della pista attuale, e che peraltro è un minimo indispensabile rispetto a quella che è la domanda reale dell’area fiorentina e la dotazione aeroportuale di tutte le altre principali regioni italiane. Immaginiamo non si voglia rivedere l’insieme di opere previste dal masterplan per il territorio, a meno che non si intenda eliminare quelle che i comuni della piana pare non vogliano, come il sistema di parchi per Sesto Fiorentino ignorato e respinto dal relativo sindaco (ma non dai cittadini informati correttamente).

Oltretutto è anche bene ricordare che entro le stesse usuali procedure approvative dei masterplan e relative VIA sono già normalmente previsti strumenti e iter per gestire nella fase attuativa modifiche ai progetti che nel tempo si rendessero necessari per mutati scenari ed esigenze, evenienza che si presenta spesso dato il lungo arco di tempo coperto da un masterplan aeroportuale (solitamente una quindicina di anni) e nel quale si articola la realizzazione delle opere, che non può essere quindi definita fin dall’inizio con progetti esecutivi (non avrebbe proprio senso). Spesso in tale arco di tempo si rendono necessari aggiornamenti dei piani, che vengono sottoposti a “verifica di assoggettabilità a VIA” per valutare se l’entità delle modifiche necessita di una nuova VIA o può essere gestita in modo più semplice e veloce (tra gli ultimi casi ci sono, ad esempio, gli aggiornamenti dei masterplan degli scali di Pisa e Bologna).

Chiudendo qui queste riflessioni, a luglio 2020 abbiamo la citazione della nuova pista di Firenze nel piano “Italia veloce” ma ancora non abbiamo capito come e quando riparte l’iter, tra Toscana e Roma. Come sempre, l’unica certezza in questa vicenda è cosa si deve fare per arrivare a soluzione, ossia la validità della nuova pista 12/30 da realizzare (fattibile, sostenibile, necessaria) e del contorno di opere per il territorio e l’ambiente che era ed è delineato nel masterplan da attuare. Aspettiamo di vedere un po’ più di “entusiasmo” e impegno nel sostenerla da parte di Governi e istituzioni responsabili, con meno “review” e più volontà.

30/6/2020 – Riportiamo di seguito il testo dell’intervento di Toscana Aeroporti pubblicato oggi dal Corriere Fiorentino in risposta alle dichiarazioni di Susanna Ceccardi, candidata per il centro-destra alla presidenza della Regione, in merito alla questione del masterplan dell’aeroporto di Firenze espresse nell’intervista della scorsa domenica sullo stesso giornale. Una replica totalmente da sottoscrivere di fronte ad una posizione che reitera, da parte della Ceccardi, pesanti critiche senza alcun senso né fondamento verso il piano dello scalo dell’area fiorentina e il progetto della nuova pista che – come abbiamo ricordato anche noi tante volte su questo sito – nessuna sentenza ha bocciato nella validità del progetto stesso per lo scalo, il territorio e l’ambiente e che mantiene intatta tutta la sua necessità, fattibilità e sostenibilità.

 

Caro direttore, sentiamo l’obbligo di intervenire sull’intervista alla candidata del centrodestra alle Regionali, Susanna Ceccardi, europarlamentare, pubblicata domenica dal suo giornale. Prima che la campagna elettorale entri nel vivo e che la questione del sistema aeroportuale toscano diventi argomento da derby politico campanilistico, riteniamo necessario porre alcuni punti fermi.

L’affermazione dell’eurodeputata, riguardo il fatto che il master plan dello scalo fiorentino non andrebbe bene e che TAR e Consiglio di Stato avrebbero confermato questa tesi, non è corretta. Il master plan è stato valutato dal punto di vista tecnico da tutti i soggetti previsti dalle normative: Enac, ministero Ambiente, ministero Beni Culturali, Regione, Comune di Firenze, Città Metropolitana e Comuni della Piana. I tecnici della Commissione VIA hanno impiegato 3 anni per analizzare tutti gli aspetti relativi all’impatto ambientale. E hanno approvato il master plan, sancendo così la compatibilità ambientale dell’opera. Quello che hanno fatto i tribunali, in poche settimane, è stato annullare il decreto VIA per vizi procedurali, senza mai entrare nel merito del progetto.

Tornando alle affermazioni di Ceccardi, il «progetto che rispetta quelle prescrizioni» e che è stato valutato dai tecnici c’è, la volontà dei territori è stata espressa. A questo punto, come lei stessa afferma, ci aspetteremmo un sostegno esplicito del progetto pista di Firenze da parte della candidata alla presidenza della Regione del centrodestra. Per quanto riguarda il richiamo fatto ad uno sviluppo integrato dei due scali, a rischio di sembrare ripetitivi vorremmo ricordare che dal 2015 la società di gestione è unica. E i risultati hanno dimostrato con i numeri che la fusione ha funzionato: ogni anno abbiamo registrato un record storico in termini di traffico, di risultati economici e di forza lavoro impiegata.

Infine, relativamente al «dialogo» con la politica, richiesto dalla candidata, noi siamo una società quotata in Borsa che gestisce un bene pubblico. Dialoghiamo con tutte le istituzioni nei modi e nei tempi previsti dalle leggi in materia. Non avviamo «dialoghi» con la politica. Vorremmo anzi ribadire che nessun dirigente della società ha rapporti con esponenti politici, tantomeno con candidati in corsa. E non deve averli.

Toscana Aeroporti ha continui contatti con i rappresentati degli organi istituzionali per il compimento delle proprie attività, nessun dialogo con partiti o esponenti politici, così come abbiamo sancito nero su bianco nel nostro Codice Etico. La signora Ceccardi ci consenta, quindi, di suggerirle che per quanto riguarda il master plan di Firenze farebbe meglio a far riferimento alle valutazioni tecniche disponibili e pubblicate sul sito del ministero dell’Ambiente, sconsigliandole vivamente di ricorrere a sedicenti esperti o tecnici che da anni ammorbano il dibattito con affermazioni che sfondano abbondantemente i confini del ridicolo.

Roberto Naldi, Amministratore delegato Toscana Aeroporti