1/8/2020 – Nel panorama di dichiarazioni e iniziative politiche contro l’aeroporto dell’area fiorentina (sempre uguali, sempre senza senso) nella settimana che si chiude continuano a distinguersi la candidata del centro destra alla presidenza della Regione Susanna Ceccardi con la sua Lega e il Movimento 5 Stelle, oltre alle varie formazioni più a sinistra anch’essi persi (dagli anni ’70) nella loro lotta continua all’aeroporto di Firenze. Tutti sempre più distanti dalla realtà, volontà ed esigenze di cittadini e territori.

Riguardo la candidata Ceccardi, proseguono le dichiarazioni sballate con un’insistenza che lascia sgomenti, anche per la capacità di spaccare il centro destra, suscitando le nette prese di distanza di Forza Italia (che in questi giorni ha ribadito con forza il sostegno al masterplan e alla nuova pista) e di esponenti delle altre formazioni presenti nello schieramento e lo sconcerto del relativo elettorato. L’uscita delle scorse ore è una nota con la quale viene tentata una spiegazione della posizione assunta da Ceccardi (far ripartire da zero la questione aeroporto di Firenze), in realtà peggiorando la situazione proprio con le ragioni addotte, alle quali non si può non replicare di nuovo, anche se si devono ripetere sempre le stesse cose (che valgono comunque anche per tutti gli altri “contro” al masterplan e la pista da realizzare).

Viene affermato (ancora!) che “il progetto per la pista parallela dellʼaeroporto di Peretola è stato bocciato e ribocciato, da Tar e Consiglio di Stato, anche alla luce di osservazioni tecniche puntuali e assolutamente sostanziali”: non è vero! Per l’ennesima volta, le sentenze non toccano la validità del progetto in sé, approvato da tutti gli enti tecnici responsabili e competenti, ma alcuni passaggi procedurali (peraltro in modo più che discutibile). È sconcertante che si debba ancora fare questa puntualizzazione!

Viene fatto riferimento a “debolezze del progetto precedente che si sostanziavano in oltre 120 prescrizioni e nella contrarietà di Prato e di tutti i comuni della Piana fiorentina”: non è vero! Innanzi tutto le prescrizioni del decreto VIA non sono 120 (né 140 come afferma qualcun altro) ma 70: 62 del Ministero dell’Ambiente e della Regione Toscana, 8 del Ministero dei Beni Culturali. E delle 70 prescrizioni (che sicuramente potevano comunque essere meno), molte riguardano puntualizzazioni di cose già trattate e risolte nel progetto o già previste nelle soluzioni da attuare nel prosieguo del normale iter (come avviene per procedure su qualunque altro masterplan aeroportuale), altre sono indicazioni puramente formali sullo svolgimento della procedura, e comunque una ventina erano già state affrontate e ottemperate nel lavoro dell’Osservatorio Ambientale che ha preceduto la Conferenza dei Servizi. E, come detto tante volte, le prescrizioni non sono sinonimo di progetto sbagliato, ma accompagnano sempre le approvazioni ambientali, commisurate all’entità e importanza del progetto.

Quanto al riferimento all’opposizione dei comuni della piana per attestare un  progetto fatto male siamo alla vera comica, perché viene citato uno degli aspetti più assurdi della vicenda: Prato si oppone, ma non ne ha alcun motivo data la sua distanza dalla nuova pista e l’altezza dei sorvoli che interesseranno il margine sud del suo territorio; Sesto Fiorentino si oppone addirittura a un netto miglioramento della situazione ambientale, dato che con la nuova pista la cittadina non sarà più sorvolata da alcun aereo e in più con l’attuazione del masterplan vedrà realizzate vaste aree a parco; Campi Bisenzio si oppone paventando impatti e effetti che in realtà non sussistono, con modalità di sorvolo del proprio territorio diverse rispetto alla pista attuale ma senza alcuna situazione di criticità per abitati e cittadini paragonabile a quelle dei quartieri oggi sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi e inoltre anche Campi vedrà attuati interventi ambientali di ampliamento e migliorativi su aree naturali; Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano (gli altri tre comuni responsabili degli assurdi ricorsi al TAR) non c’entrano proprio nulla con impatti da voli e aeroporto, per posizione e/o distanza, quindi proprio non si sà per cosa si oppongano. Citare i comuni della piana per dipingere un progetto sbagliato denota esattamente la totale mancanza di conoscenza della vicenda e della situazione.

Viene affermato che “quando il Tar, nel 2019, decreta che il progetto sottoposto a VIA non individua compiutamente le opere da realizzare, o che non vengono risolti problemi enormi quali lo spostamento del Fosso Reale e lʼadattamento dellʼAutostrada A11, le osservazioni dei giudici impattano fortemente non solo sul piano procedimentale ma anche su quello sostanziale. Così come quando fanno presente che lo studio sul rischio di incidente aereo, nel masterplan bocciato, veniva rimandato alla progettazione esecutiva.” In realtà, quando si sostiene quanto citato, è proprio quando si producono le considerazioni più incomprensibili: le opere del masterplan sono tutte individuate, con la proposta iniziale e le messe  a punto attuate nel corso della procedura o previste nel proseguo dell’iter (come in qualunque masterplan aeroportuale italiano).

La soluzione del Fosso Reale sta nel progetto fin dall’inizio, con varie proposte iniziali fino alla soluzione definita nel corso della procedura, approvata da tutti gli enti tecnici competenti, così come la questione dell’adattamento dell’autostrada A11, che non è più necessario in base, anche in questo caso, alla soluzione definita nel corso della procedura e approvata dagli enti tecnici competenti. Lo studio sul rischio incidente aereo è stato prodotto ed è agli atti, condotto da quattro istituti universitari italiani, e presentato anche pubblicamente in un incontro al Palaffari di Firenze nel maggio 2018. Ancora una volta si deve ribadire come queste considerazioni possano essere usate solo non conoscendo progetti, studi, procedure che sono state svolte in quattro anni di iter, fino alla conclusione in Conferenza dei Servizi.

È vero, purtroppo, che probabilmente a questo punto sarà necessario rimescolare qualche studio nella tempistica della procedura, come in un inutile gioco delle tre carte o dell’oca caro agli azzeccagarbugli che annientano il nostro paese, ma davvero in questa vicenda non esiste un ambito che non sia stato abbondantemente studiato e valutato, non c’è nulla che non sia stato considerato nel masterplan approvato e autorizzato da tre ministeri e decine di soggetti tecnici, toscani e romani. E voler ripartire da zero, come propone Ceccardi (ma non solo) è proprio la cosa peggiore che si possa voler fare, anche peggio di chi almeno ha il coraggio di dire no apertamente. Perché ripartire da zero è assolutamente inutile (vista la validità di quanto progettato) e perché significa rimandare sine die la soluzione della questione congelando la situazione attuale dello scalo (altro che attenzione per i sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi).

L’altra perla di follia di queste ore è l’ennesima attestazione della patologica ossessione del Movimento 5 Stelle toscano contro l’aeroporto dell’area fiorentina, con un nuovo atto senza senso promosso contro Firenze, l’area metropolitana fiorentina e la Toscana (contro i suoi cittadini, imprenditori, lavoratori ecc. ecc): la notizia degli emendamenti al Decreto Semplificazioni del Governo presentati per impedire che le possibili semplificazioni che dovrebbero agevolare la realizzazione di opere e infrastrutture in Italia possano interessare anche il progetto per lo scalo fiorentino, cercando di nuovo un’interpretazione normativa “ad hoc” che colpisca chirurgicamente l’aeroporto di Firenze. Iniziativa parlamentare, a dir la verità, che nelle scorse settimane era stata preannunciata anche da esponenti della sinistra “più a sinistra”, anch’essi sempre persi nella loro battaglia contro Firenze e la Toscana.

Ogni commento su tale atto è ovviamente superfluo, ma sarà interessante vederne l’esito: se gli emendamenti saranno davvero considerati in Parlamento e nel Governo e come saranno accolti (votati) dalle forze politiche, di governo e non. Anche questi emendamenti saranno una cartina di tornasole valida per indirizzare il voto regionale, vedendo chi dovesse avere il coraggio di avallare e condividere roba simile, a sinistra o a destra.

21/7/2020 – Che il Movimento 5 Stelle (toscano e fiorentino) sulla questione aeroportuale (toscana e fiorentina) avesse una posizione inconcepibile, inascoltabile e senza alcun senso lo si sapeva fin dalla loro comparsa: qui la battaglia anti-aeroporto è sempre stato un loro marchio di fabbrica e non ne hanno mai azzeccata una che fosse una, in alcun aspetto della vicenda, assorbendo dal web o da improbabili dossier autoprodotti tutto il peggio del peggio di mezzo secolo di questione. Questione che continuano a non conoscere minimamente (rifiutando ogni fonte informativa ufficiale o competente), continuando a diffondere le cose più incredibili. Come incredibili sono state negli ultimi anni le figuracce fatte fare a propri esponenti nazionali pentastellati chiamati a pronunciarsi sull’aeroporto di Firenze, da Di Maio, in un’epica conferenza stampa a Firenze, alle “uscite” del mitico ministro Toninelli, comprensibilmente ignari della vicenda fiorentina ma, appunto, malamente “formati” da copioni e dossier autoprodotti in toscana e portati sui tavoli romani.

Ormai non ci sarebbe neanche più da farci caso, se non fosse che queste anime anti-aeroporto di Firenze continuano a stare nel Governo e con le stesse granitiche assurdità continuano a proporsi ai toscani per le prossime elezioni regionali, questa volta con Irene Galletti (Pisa), da anni impegnata attivamente, come consigliere regionale, nella battaglia al “Vespucci” e ai suoi progetti e che oggi da candidata, intervistata per radio e giornali, raggiunge l’apoteosi di contraddizioni, strabismi, doppiopesismi e non sensi.

La candidata Galletti ribadisce il favore per le piccole opere e le infrastrutture utili e necessarie, ma non per grandi opere inutili come sarebbe – secondo lei – la nuova pista e il masterplan dell’aeroporto di Firenze. Quello non serve, non va bene, non è sostenibile. Meglio perseguire il progetto di un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Firenze e Pisa per volare sui binari all’aeroporto “Galilei”. Ma – riconosce anche Galletti – dato che la linea attuale non sarebbe sufficiente, la massicciata esistente non permetterebbe di realizzarla, serve costruire una nuova ferrovia ad alta velocità tra Firenze e Pisa, su un altro tracciato da studiare.

In pratica, di nuovo, i 5 Stelle demonizzano un’opera contenuta (se non piccola) come il riorientamento di una pista per un aeroporto esistente, perché fare una pista di 2.400 metri è di per sé una piccola opera (strategica e fondamentale per i benefici che porta, importante per le sistemazioni territoriali che la accompagnano, ma di per sé piccola) per chiedere un’opera enorme come una TAV di 80 km che taglia mezza regione, da miliardi di euro e impatti territoriali, urbanistici, ambientali neppure confrontabili (oltre ad essere un’opera che non risolverebbe per nulla il problema toscano di carenza di capacità di infrastrutture aeroportuali). Che senso ha?

La candidata Galletti rinnega la nuova pista per l’aeroporto di Firenze per gli impatti che avrebbe – secondo lei – su territori e abitati, addirittura paventando danni alla salute per Prato (impossibili, anche volendo, data la distanza dalla nuova pista), ma propone di allungare la pista esistente mantenendo quindi i voli a bassa quota sugli abitati di Peretola, Quaracchi, Brozzi e Sesto Fiorentino a ridosso dell’attuale pista (e tutti gli impatti inutili per le disfunzioni operative che rimarrebbero tenendo la pista attuale). Che senso ha?

La candidata Galletti si preoccupa degli impatti da sorvoli di abitati dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista (inesistenti) e con la pista esistente (reali, ma eliminabili con la nuova pista), arrivando a chiedere un congelamento del “Vespucci”, e propone di sviluppare tutto il traffico aereo toscano sullo scalo di Pisa che i voli sugli abitati li ha sempre avuti, con gran parte dei decolli (70% attuali e previsti) e gli atterraggi quando serve (per condizioni di vento) che passano su una larga fetta di città fino a bassa quota sui quartieri a ridosso dello scalo e delle piste. Ma evidentemente Galletti non conosce neppure l’aeroporto di Pisa (nonostante ci abbia lavorato) quando sostiene che di voli sulla città non ce ne sono, né ne conosce i cittadini, riuniti anche in comitati, che da sempre protestano per i sorvoli.

La candidata Galletti ci spiega che l’aeroporto di Firenze non ha bisogno di granché (quindi niente nuova pista) perché deve essere uno scalo per traffico di alto profilo e non di massa (che deve e può passare da Pisa), per passeggeri con capacità di spesa e quindi da gestire con servizi adeguati e di qualità, evidentemente ignorando che la prima funzione di un aeroporto, qualunque sia il suo ruolo o dimensione, è quella di far atterrare e decollare aerei, ossia di avere una pista adeguata a tal fine. Quindi serve proprio la nuova pista perché il “Vespucci” di Firenze possa svolgere il ruolo che tutti gli riconoscono (e di cui parla la stessa Galletti). Perché quale qualità ci potrà mai essere per un’infrastruttura tenuta in condizioni di operatività critica e poco funzionale, con un pista in balia di ogni folata di vento o goccia di pioggia, che fa saltare arrivi e partenze, coincidenze, impegni e appuntamenti di lavoro e che si configura ogni giorno come potenziale interruzione di pubblico servizio? 

Ogni aspetto della vicenda aeroporto dipinto dai 5 Stelle diventa un non senso e sarebbe troppo lungo commentarli tutti. Ma un ultimo punto, più in generale, va posto: dai 5 Stelle sarebbe bello prima o poi avere una spiegazione sul perché del loro strabismo aeroportuale. Come sia possibile che solo a Firenze abbiano tanto accanimento contro un aeroporto e a cosa sia dovuto, quando in ogni altro angolo d’Italia sostengono tutti i progetti di potenziamento aeroportuale, anche per gli scali più piccoli, senza traffico e con scarsa domanda, anche per terzi e quarti aeroporti di una stessa regione, anche dove non governano ma appoggiano comunque i progetti aeroportuali perché riconosciuti strategici per la comunità e i territori al di là degli schieramenti politici. Perché solo qui la pensano tanto diversamente e perseguono con tanta ossessione la battaglia contro l’aeroporto dell’area fiorentina?

5 Stelle per la pista (di Olbia)

On 23 Febbraio 2019, in Aeroporto Firenze, by admin

23/2/2019 – L’ossessione del Movimento 5 Stelle toscano (e, di riflesso, nazionale, con ministro, sottosegretario e parlamentari annessi) contro la nuova pista e l’aeroporto di Firenze appare sempre più in tutta la sua singolare assurdità ogni volta che altrove vengono applauditi altri progetti aeroportuali, compresi i potenziamenti di piste.

L’esempio in queste ore viene di nuovo dalla Sardegna, con il via libera votato ieri in Regione alla convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la riqualificazione delle strutture di volo e l’allungamento della pista di Olbia (parlammo del progetto in un post del novembre scorso). Un passo avanti verso l’apertura dei cantieri per un progetto sostenuto dalle forze politiche di centro sinistra e centro destra che si sono avvicendate negli anni alla guida della Regione e del Comune di Olbia, ma supportato sostanzialmente da tutti, compreso il Movimento 5 Stelle che in Sardegna riveste per ora ruoli di opposizione esterna alle istituzioni ma non ha mancato di ribadire più volte il proprio favore ai progetti aeroportuali.

«Tutte le forze politiche dovranno essere unanimi per portare avanti progetti così importanti per la nostra realtà», aveva affermato l’esponente M5S Roberto Ferinaio in occasione dell’approvazione del progetto di allungamento della pista da parte del Comune di Olbia (Galluraoggi.it, 8/11/2018).

 «Si tratta di un risultato davvero importante per il territorio – afferma oggi il deputato M5S Nardo Marino – ottenuto grazie all’impegno del MIT e degli uffici competenti che hanno lavorato in stretto coordinamento con GEASAR. Con questi interventi finalmente il nostro aeroporto diverrà ancora più importante nel quadro strategico dei trasporti italiani». «Il potenziamento dello scalo e l’allungamento della pista saranno elementi importanti di valutazione anche per le compagnie aeree interessate a investire sul territorio» dichiara l’onorevole Marino. «La destagionalizzazione e l’incremento dello sviluppo turistico sono necessariamente subordinati agli investimenti sulle strutture essenziali del trasporto. Sono convinto che gli interventi sullo scalo olbiese, assieme agli altri investimenti previsti per Cagliari e Alghero,  produrranno benefici per tutta la Sardegna» conclude il deputato del Movimento 5 Stelle Nardo Marino (Galluraoggi.it, 22/2/2019).

Da ricordare che il progetto in questione, sostenuto anche da finanziamenti pubblici, prevede il prolungamento della pista da 2.446 a 2.740 metri per migliorane l’operatività eliminando le attuali penalizzazioni provocate da ostacoli e per accogliere velivoli di grandi dimensioni. All’intervento sono connesse opere complementari esterne allo scalo, con lo sbancamento di una collinetta e lo spostamento di una strada statale in testata pista. Con l’attuazione di questo progetto la Sardegna avrà un terzo scalo dotato di pista tra 2.700 e 3.000 metri, capace di accogliere velivoli wide-body, in aggiunta a Cagliari e Alghero ed avrà due scali (Alghero e Olbia) con tale capacità nel nord della regione, nelle due province limitrofe di Olbia-Tempio e Sassari. 

Al di là di ogni considerazione per le vicende sarde e da qualunque ottica si guardi il sistema aeroportuale italiano (e non solo), ciò che avviene (ovunque) altrove evidenzia ogni volta di più l’assurdità di chi ancora oggi ritiene di dover  combattere (arroccato e isolato) la propria battaglia contro il sistema aeroportuale a due scali per la Toscana e contro la costruzione della prima pista funzionale per Firenze e l’area fiorentina. Progetto evidentemente ben più necessario, urgente e utilie, per le criticità che va a risolvere e per i benefici generali conseguenti, di altri interventi aeroportuali che proseguono il proprio percorso senza tante sceneggiate locali e governative.

Settimana da delirio

On 16 Dicembre 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

15/12/2018 – A conclusione di uno dei picchi di polemiche più surreali nella storia della questione aeroportuale fiorentina e toscana, proviamo ad aggiungere (o ribadire) qualche considerazione al quadro di reazioni generali già scatenate dalle dichiarazioni della settimana, aperte a questo giro dalle esternazioni imbarazzanti del ministro Toninelli (Piano Nazionale Aeroporti), proseguite con la nota ancora più imbarazzante del Ministero delle Infrastrutture (gestione unica toscana), arrivate all’apoteosi con la conferenza stampa disarmante (di tutto un po’) del Movimento 5 Stelle toscano e chiusa dal tentativo di difesa (fuori luogo e fuori tema) di nuovo del ministero.

1. Come ampiamente ricordato più o meno da tutti e noto a chiunque abbia un minimo di conoscenza della materia e responasabilità istituzionale, in Italia non c’è alcun piano aeroportuale da fare perché il Piano Nazionale Aeroporti è stato già fatto ed è legge (in vigore dal 2/1/2016), con le cinque “Aree sovraregionali”, i 10 “Bacini di trasporto omogeneo”, i 38 aeroporti di interesse nazionale tra cui i 13 aeroporti “strategici” (con le coppie Firenze/Pisa e Malpensa-Torino legate da specifiche condizioni) e, tra questi 13, tre individuati come “gate intercontinentali” (Fiumicino, Malpensa e Venezia).

2. Come noto a chiunque abbia seguito l’evolversi del piano e ne conosca i contenuti, non c’è alcun Piano Nazionale Aeroporti “da rifare”, perché quello in vigore è un piano condiviso sostanzialmente da tutti (nessuno, da nessuna regione, ne chiede una revisione), maturato in un lunghissimo iter, dal primo “Studio sullo sviluppo futuro della rete aeroportuale nazionale” del 2010 alle varie bozze, fino alla definitiva stesura poi diventata legge dello Stato, concertato ad ogni livello locale e centrale, portato avanti sotto diversi Governi e tra istituzioni di opposti colori politici. Un atto di valenza storica di per sé e perché per la prima volta, in una visione d’insieme e d’integrazione delle diverse tipologie di trasporti, ha dato ordine e prospettiva alla materia e su tale base sono stati predisposti piani d’investimento, concessioni e masterplan aeroportuali (attualmente una trentina sono in varie fasi procedurali o approvative).

3. Non c’è alcun piano da rifare perché i punti base su cui è stato impostato il Piano Nazionale Aeroporti in vigore (valorizzazione degli scali esistenti con infrastrutture adeguate, miglioramenti operativi e strutturali anche a fini ambientali, integrazione, logiche di sistema, intermodalità, superamento dei finanziamenti a pioggia e inutili per realtà senza traffico) sono esattamente quelli che sono invocati da chi oggi dal Governo richiama esigenze di revisioni, evidentemente non conoscendolo o – peggio – rispondendo alla logica di cancellare per principio tutto quello che è stato fatto prima del proprio avvento. In sostanza, se Toninelli e i suoi “consiglieri” leggessero davvero quel piano, vedrebbero che è solo un piano da attuare, senza far perder neanche un minuto di tempo e un euro di risorse pubbliche in altri studi e revisionismi inutili (ad un ministero che, lo abbiamo già evidenziato più volte, avrebbe ben altre questioni cui far fronte piuttosto che inventarsi problemi dove non ci sono).

4. Se la revisone del Piano aeroporti non ha senso a livello nazionale, lo ha ancor meno a livello toscano, perché quanto previsto in quel piano per la nostra regione, pur con tutte le anomalie originate dagli errori storici che hanno impedito nel passato la realizzazione di uno scalo adeguato a servizio del capoluogo toscano e la sua area, rappresenta oggi l’unica via per recuperare (per quanto ancora possibile) una carenza di capacità aeroportuale unica rispetto a qualunuqe altra realtà nazionale e internazionale. Un minimo indispensabile rappresentato dal sistema impostato sui due scali di Firenze e Pisa. E per fare il sistema aeroportuale – va ricordato anche al ministro Toninelli e al Movimento 5 Stelle – servono prima di tutto luoghi dove gli aerei possano atterrare e decollare, ossia aeroporti funzionanti (e serve smetterla di giocare con i trenini o di sparare nuove piste a casaccio a giro per la Toscana). Quindi serve la pista adeguata a Firenze, come ogni altro aeroporto ha avuto nel secolo scorso, ossia la nuova pista prevista nel masterplan del “Vespucci”, come approvata ormai da tempo sul piano tecnico e ambientale dagli enti competenti e com’è appunto sancito nel Piano Nazionale Aeroporti, che non si può cambiare a colpi d’ignoranza o per il capriccio di chi continua a scrivere i copioni della farsa contro l’aeroporto di Firenze, da far recitare anche a Roma.

5. La revisione del Piano nazionale in chiave toscana e specificamente fiorentina, perché in realtà alla fine di questo si tratta (nessun altro aeroporto italiano è oggetto di tanta ossessiva aggressione né di impulso revisionista), non ha alcun senso perché non hanno alcun senso le (solite) assurdità sparate contro il masterplan del “Vespucci”: non avevano senso fin dall’inizio, è puro delirio sentirle ripetere ossessivamente ancora oggi, al punto in cui sono arrivati iter, valutazioni, spiegazioni e progetti, conoscibili (volendo) da tutti, ma che ovviamente interessano meno che nulla a chi deve recitare la propria commedia.

Nell’ultimo dibattito istituzionale sulla vicenda, nel consiglio regionale del 21 novembre scorso, i “no” al masterplan del “Vespucci” e alla nuova pista dei soliti (pochi) soggetti dichiaratamente “contro” erano stati esternati proprio rivendicando “no” politici e ideologici, peraltro accompagnati da continui richiami a quello che “ci dicono i comitati”, tanto per confermare il tipo di “fonte” delle loro argomentazioni. Ossia, nulla a che vedere con gli atti ufficiali e le reali questioni tecniche, ambientali, urbanistiche, economiche tutte trattate, risolte o in risoluzione da chi di dovere e secondo le corrette modalità entro l’iter del progetto, del quale naturalmente chi dice “no” a prescindere o per sentito dire non ha mai letto una riga (dimostrandolo ogni volta che parla). Il deprimente spettacolo offerto nella settimana che si chiude è proprio il sunto di questo approccio, purtroppo portato a livello governativo dalla Toscana, generando il triste spettacolo anche di questi giorni.

6. Quanto siano strumentali e senza senso le bizzarre posizioni “contro” espresse sul “Vespucci” e i suoi progetti è attestato anche dalle plateali contraddizioni che continuano ad essere esternate ad ogni “sparata”. Contraddizioni nazionali, perché (come già evidenziato) tutto questo caos è riservato solo e soltanto all’aeroporto di Firenze, mentre altrove procedono progetti e annessi (ne riferiamo spesso su questo sito), anche per aeroporti e interventi di gran lunga meno essenziali e positivi ma strenuamente supportati e difesi più o meno da tutti. Contraddizioni toscane, per i doppiopesismi e gli strabismi che continuano ad essere praticati praticamente su tutti gli aspetti che caratterizzano la questione (ambientali, operativi, urbanistici, rapporti con gli abitati e voli sulla città, coesistenza con il parco, assetti idrogeologi, fattibilità di nuove piste, ecc.). Aspetti demonizzati e strumentalizzati per Firenze, semplicemente gestiti (o ignorati) per Pisa, invece di affrontarli per entrambi gli scali con gli stessi metri valutativi, sensibilità e attenzioni, come necessario entro quella che dovrebbe essere una politica di sistema.

7. Per chiudere le riflessioni su questa settimana da delirio che si chiude (in attesa della prossima…), si potrebbe ricordare anche a tutti i protagonisti odierni della vicenda che con i loro atteggiamenti stanno scrivendo il proprio ruolo che sarà ricordato nella storia toscana, come già ci stanno i protagonisti delle involuzioni aeroportuali degli anni settanta del secolo scorso che hanno generato i problemi arrivati fino ad oggi. Sarà ricordato chi, per dispetto, rappresaglia o altro interesse che sia, sta alimentando “fuoco amico” contro il proprio territorio e la propria città, contro i propri concittadini o corregionali. Sarà ricordato chi spalleggia il fuoco amico senza il coraggio di prendere una posizione certa e chiara, nascosto dietro “se” e “ma” che non hanno proprio più alcuna ragione di essere. E naturalmente sarà ricordato chi invece avrà contribuito a portare in fondo un progetto atteso da mezzo secolo. Saranno tutti ricordati nella storia della regione e, prima, nelle prossime tornate elettorali.

15/12/2018 – Riproponiamo di seguito il testo integrale pubblicato oggi su tutti i giornali locali della seconda parte della replica di Toscana Aeroporti alle esternazioni del Movimento 5 Stelle sparate mercoledì scorso in conferenza stampa.

 

ORA BASTA – SECONDA PUNTATA

La mole di inesattezze che sono state sostenute contro l’aeroporto di Firenze e la realizzazione della pista parallela, costringono Toscana Aeroporti a proseguire nella sua campagna nel tentativo di ristabilire un equilibrio di verità.
E giunta l’ora di mettere fine alle parole in libertà e di rispondere tecnicamente punto per punto. Lo dobbiamo ai nostri azionisti, ai nostri dipendenti, alla città di Firenze e a tutta la Toscana.

FAKE “L’attuale pista non è sicura”.
LA VERITÀ Come già affermato nella “Prima Puntata” L’AEROPORTO DI FIRENZE A. VESPUCCI È CERTIFICATO EASA ED È QUINDI SICURO e RISPETTA TUTTE LE NORMATIVE più stringenti internazionali.
Dal 1997 ad oggi sono state implementate ulteriori importantissime misure di sicurezza che hanno portato a ZERO GLI INCIDENTI DI AVIAZIONE COMMERCIALE negli ultimi 21 anni:
– È stata chiusa la pista agli atterraggi da Monte Morello verso l’Autostrada, rendendo la pista di fatto monodirezionale.
– Sono state aumentate le aree di sicurezza oltre i fine pista (RESA) conformi a quanto stabilito dalla normativa nazionale (ENAC) fino al 2017 ed a quella europea a partire dal 2018 (EASA).
– È  stato istallato l’ILS (e successivamente allineato) per l’atterraggio strumentale di CAT I.
– Grazie allo sviluppo tecnologico nel settore dell’Aeronautica civile sono state implementate anche le nuove procedure strumentali GNSS (c.d. GPS) per l’atterraggio, utilizzabili dai nuovi modelli di aeromobili oggi impiegati nell’aviazione commerciale. Ma soprattutto la pista è certificata dai capi pilota di ciascuna compagnia aerea, che autorizzano i propri piloti ad atterrare sulla pista del Vespucci.

FAKE “Allora, l’aeroporto esistente ha qualche criticità, però nel suo complesso soprattutto se si allunga la pista, interrando il raccordo autostradale e allungandola fino alla ferrovia, tante delle criticità verranno eliminate.”
LA VERITÀ Posto, come già affermato, che l’autostrada non può essere interrata per motivi di sicurezza, UN EVENTUALE ALLUNGAMENTO NON MODIFICHEREBBE NULLA.
I piloti dovrebbero sapere, come già espresso da ENAC fin dal 2008 nelle sedi più svariate, che l’allungamento della striscia di asfalto non porterebbe a nessuna modifica delle soglie pista e degli ostacoli aerei.
Poiché una pista non è fatta solo dalla striscia di asfalto ma anche dagli ostacoli aerei nella sua traiettoria e poiché Monte Morello, gli edifici di Peretola e la Collina di San Romolo non si possono spianare (almeno allo stato attuale delle nostre conoscenze) i limiti fisici di utilizzo della pista rimarrebbero esattamente gli stessi, così come i problemi di vento in coda e di rumore sull’abitato di Bronzi, Peretola e Quaracchi.

FAKE Il nuovo progetto non risolve i problemi di sicurezza e operatività. “I dirottamenti per vento sarebbero oltre 4.800 e le mancate partenze 3.900, contro gli attuali 1.200-1.300.” Il 20% dei voli rischierebbe il dirottamento.
“Sono dei dati tecnici, non sono opinioni. Il pilota non dà un’opinione politica, il pilota dà un’opinione tecnica, operativa, di sicurezza.”
LA VERITÀ Pur rimanendo oscuri i dati e le metodologie utilizzate per questa affermazione, sarebbe sufficiente guardare il rapporto realizzato dall’Università di Firenze (e inviato al Ministero dell’Ambiente in fase di VIA) e non di Toscana
Aeroporti, dal quale emerge chiaramente che:
a) per la pista attuale i venti in coda riscontrabili risultano pari a circa il 2,1%-2,2%;
b) perla nuova pista i venti in coda risultano pari allo 0,6%;
c) i venti laterali, tali da poter comportare limitazioni, avranno frequenza pari allo 0,01% da sud-ovest e 0,11% da nord-est.
Quindi, “i dati tecnici” riportati dai piloti commettono UN ERRORE DI STIMA DI QUASI 100 VOLTE SUPERIORE al dato realmente prevedibile.

FAKE “Fare questo aeroporto significa creare un potenziale pericolo per la città e grande incertezza per i passeggeri.” “Basta pensare che passa a 200 m sopra al palazzo di giustizia”. I voli passerebbero sul Duomo e su Prato.
LA VERITÀ Non risulta da nessuna documentazione, né in sede di valutazione tecnica, né in sede di VIA, né in sede di Osservatorio Ambientale, né in sede di Conferenza dei Servizi, che con la nuova pista vi saranno sorvoli sopra il Tribunale di Firenze, o sopra il Duomo, o sul centro abitato di Prato.
Tali affermazioni sono SEMPLICEMENTE FALSE, come falsa e inaccettabile è l’allusione che la pista, oggi certificata monodirezionale, sarà poi riconvertita.

FAKE “Il nostro indirizzo politico, cioè Firenze city airport e potenziamento dell’aeroporto di Pisa, abbia compimento.”
LA VERITÀ Questa è forse l’unica affermazione che ci sentiamo di condividere ed è la base del piano investimenti che Toscana Aeroporti ha elaborato e condiviso con i propri azionisti: Firenze City Airport con una pista in grado di rispondere alla domanda internazionale e risolvere le sue criticità ambientali ed operative, Pisa focalizzata su voli low cost ed intercontinentali con un adeguamento del terminal e dei piazzali aeromobili.
Questa è la nostra mission e questo è quanto è stato elaborato dai migliori tecnici ed esperti presenti sulla piazza e da un azionista di maggioranza che gestisce 54 aeroporti nel mondo.

Noi parliamo di fatti, studi depositati ed approvazioni già ottenute da enti tecnici indipendenti e non di parole in libertà di una persona come se fosse al bar.