Esame di maturità…

On 7 giugno 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

Come prevedibile la formazione del nuovo Governo, con i suoi possibili riflessi toscani, sta suscitando le inevitabili azioni e reazioni, tra la reiterazione delle solite disarmanti sparate dei signori anti-opere ringalluzziti dalla presa di potere e lo sconcerto dei cittadini (residenti, utenti, lavoratori, imprenditori, studenti, turisti, ecc. ecc.) che nella nostra regione quelle opere le attendono da decine di anni, a cominciare naturalmente dall’adeguamento dell’aeroporto dell’area fiorentina, anche se qualcuno evidentemente ancora non se n’è accorto o fa finta di non accorgersene. Cittadini che in queste ore stanno esternando (anche a noi) tutta la propria preoccupazione.

Se dovessimo fermarci alle prime reazioni istintive di fronte a slogan, titoli, twitter e simili rilanciate in queste ore dalla Toscana “a cinque stelle” in effetti ci sarebbe solo da mettersi le mani nei capelli per le sorti della nostra città, dell’area metropolitana e della regione, che verrebbe ricacciata nel buio degli anni ’70 del secolo scorso. Perché tale sarebbe, sotto questo aspetto, il senso del proclamato “governo del cambiamento” per la nostra realtà: reiterare gli errori infrastrutturali epocali fatti in Toscana 40 anni fa con la cancellazione del progetto aeroportuale di San Giorgio a Colonica, peraltro usando oggi contro la nuova pista del “Vespucci” esattamente le stesse argomentazioni totalmente sballate usate allora contro il nuovo aeroporto… alla faccia del cambiamento.

Ma provando a guardare la faccenda con calma, buon senso indurrebbe a ritenere che così non possa essere, perché se così fosse, la disperazione non riguarderebbe certo solo le sorti dell’aeroporto di Firenze. Se un Governo, un presidente del Consiglio, un ministro con responsabilità di governo si facessero portare in giro da un dossier infrastrutture come quello prospettato dai pentastellati toscani, significherebbe assumere come metodo di governo la logica delle fake news, della disinformazione, del rifiuto di documenti, studi e atti ufficiali per far propri opinioni da blog di “comitati contro”, scontri istituzionali con gli enti responsabili e competenti in materia (aviazione, ambiente), valutazioni improntate a doppiopesismi, strabismi, campanilismi e tutto il peggio messo in scena in questi anni nella vicenda dell’aeroporto di Firenze. Non è il caso qui di tornare a commentare l’assurdità delle tesi “contro” di nuovo prospettate. Le considerazioni in merito da quarant’anni sono sempre le stesse, riassunte anche nell’apposita sezione di questo sito (alle voci “Domande Frequenti” e “Falsi miti”), che per il ministro Toninelli sarebbero sicuramente più utili del dossier a cinque stelle per comprendere una questione aeroportuale toscana aperta da mezzo secolo.

Ma, appunto, si spera che responsabilità di governo e il confronto con gli organi tecnici ministeriali che hanno seguito e approvato progetti e iter in questi anni (e con le istituzioni toscane) possano indurre al buon senso e metter fine alla strana guerra intrapresa finora dal Movimento Cinque Stelle contro l’aeroporto di Firenze. Strana perché, al di là di tutte le altre considerazioni, è una guerra intrapresa solo e soltanto verso lo scalo dell’area fiorentina. In Italia ci sono un centinaio di aeroporti aperti al traffico civile, attualmente con 41 scali commerciali, quasi tutti interessati da masterplan di sviluppo, anche con investimenti molto superiori o meno indispensabili di quelli previsti a Firenze, con tante situazioni particolari per rapporto tra aeroporti e abitati, territorio, parchi, aree protette, voli sulle città, anche con criticità simili all’attuale situazione fiorentina e ben peggiori dell’assetto nettamente migliorativo che potrà avere il “Vespucci” con la nuova pista. Situazioni che vedono sempre più o meno ovunque (compreso a Pisa e Bologna) la protesta di comitati di cittadini in qualche modo disturbati o interessati. Eppure in nessun altro caso si è mai visto generare un atteggiamento ostile come quello alimentato verso lo scalo dell’area fiorentina.

Per tutto questo non è plausibile che un Governo, peraltro guidato da una persona legata a Firenze che non può non conoscere di per sé la realtà del “Vespucci”, possa avallare una posizione localistica tanto singolare e sballata, che sarebbe anche una vera e propria dichiarazione di guerra alla città, all’area metropolitana e ai suoi cittadini. Proprio il modo in cui sarà trattata la vicenda dell’aeroporto di Firenze potrà quindi essere una sorta di cartina di tornasole per capire quale entità si è insediata a Palazzo Chigi nei giorni scorsi e quale voglia e capacità ci sia da parte delle forze che lo sostengono di maturare responsabilità di Governo.

Tagged with: