Decantata la girandola di reazioni “a caldo” alla conferma del via libera della commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente al masterplan 2014-2029 del “Vespucci” di Firenze (già espresso un anno fa con il relativo “parere positivo con prescrizioni”), riproponiamo le stesse considerazioni fatte nel dicembre 2016 a commento delle stesse polemiche e reazioni che si sono susseguite in questi giorni.

Prima di tutto non si può che concordare con il riconoscimento dell’importanza del passaggio annunciato dal Ministero dell’Ambiente lo scorso 5 dicembre che ha fatto rifare un passo avanti alla procedura della VIA dopo i passi avanti e indietro del 2017 seguiti al pronunciamento di un anno fa. Di fatto ora siamo di nuovo nel punto più avanzato dell’iter ambientale, aspettando che la VIA si chiuda con la firma del decreto finale da parte dei due ministri dell’Ambiente e dei Beni e Attività Culturali. Ma in attesa di poter leggere il decreto non è possibile esprimere un giudizio consapevole e compiuto sul senso delle prescrizioni (poste dai due ministeri e dalla Regione Toscana) che saranno ufficializzate in tale atto.

Ciò che però può e deve essere rimarcato e ricordato, oggi come un anno fa, è come la consistenza del parere e il quadro dei temi oggetto delle prescrizioni, argomento di anticipazioni e interpretazioni varie e bersaglio di polemiche, sia in realtà sempre sostanzialmente quello scontato. Si sapeva che il reindirizzo della procedura secondo la nuova norma europea sulle valutazioni ambientali non andava a incidere sul quadro delle necessarie garanzie previste per la tutela dell’ambiente e la migliore attuabilità del progetto. Era scontato che il parere della commisione tecnica fosse (e rimanesse) un “libro”, dato che in esso, oltre all’indicazione delle prescrizioni, viene ricostruita l’intera procedura (fatta di centinaia di documenti e quasi tre anni di iter). Sono scontati i temi delle prescrizioni e il loro numero elevato, perché tanti sono gli aspetti correlati alla realizzazione del progetto e parte del progetto stesso fin dal suo inizio o integrati nel corso della procedura VIA, come sa chi si è letto (davvero) i documenti agli atti.

Fanno parte del progetto l’adeguamento del sistema idraulico delle aree interessate (reticoli delle acque basse e delle acque alte), integrate con le opere simili connesse ad altri interventi dell’area ma finora non realizzati (sistemazioni idrauliche per l’area di Castello, il polo universitario, l’autostrada A11), che porteranno a un innalzamento complessivo della sicurezza idraulica dell’area rispetto alla situazione attuale; le opere connesse all’adeguamento del Fosso Reale, con la deviazione di un suo tratto e nuovo passaggio sotto il tracciato dell’A11; le casse di espansione legate alla soluzione scelta per il Fosso Reale; l’adeguamento del sistema viario, dall’asse stradale Sesto Fiorentino-Osmannoro alla viabilità minore (compreso un migliore accesso all’area di trattamento rifiuti di Case Passerini per i mezzi di Alia); la rilocalizzazione delle aree naturali interferite (in realtà create artificialmente, anche in tempi recenti), con la predisposizione di nuove aree naturali, o ampliamento di aree esistenti, nei comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa; la tutela delle specie faunistiche “disturbate”, con il loro trasferimento e ambientamento nei nuovi e migliori habitat ricreati (basati sugli studi e la collaborazione dei soggetti storici che curano le stesse aree naturalistiche della piana); la creazione di nuove aree boscate, sia da parte di Toscana Aeroporti sia dalla Regione Toscana, compresa la rilocalizzazione di parte del bosco previsto in compensazione al termovalorizzatore nella porzione interferita dalla nuova pista (quest’ultimo previsto da quando tale porzione di bosco era stata progettata proprio nell’area destinata alla nuova pista…); la realizzazione di parchi e piste ciclabili; i monitoraggi ambientali (rumore, aria, ecc.) da attuare ante opera, in fase di cantiere e in fase di esercizio della nuova pista; gli adempimenti per i sondaggi archeologici (in gran parte già attuati) e per le terre di scavo. Era nota la creazione di un “osservatorio” per seguire l’attuazione del progetto e delle prescrizioni, perché richiesta dalla Regione Toscana con il parere inviato alla commissione ministeriale nel dicembre 2015 (organismo che peraltro si aggiunge alla Commissione Aeroportuale già esistente a Firenze da tanti anni, istituita ai sensi del DM 31.10.1997 e formata da enti aeroportuali e enti locali per il monitoraggio dell’attività dell’aeroporto).

Era quindi scontato che il parere di VIA andasse a toccare più o meno tutti questi aspetti in campo, per rimarcarli o dare indicazioni e correttivi necessari proprio al proponente per la loro attuazione. Ciò che dovrà essere definitivamente appurato con la lettura degli atti finali ufficiali della VIA, trattandosi di un atto che riguarda la questione aeroportuale fiorentina (che tante sorprese e singolarità ci ha sempre riservato…) è che le prescrizioni, anche per il “Vespucci”, siano solo prescrizioni per accompagnare il progetto verso la migliore realizzabilità, senza forzature “ad hoc” per Firenze (verificatesi in passato) né scivolamenti verso integralismi ambientalisti. Per questo e per capire come e quando potrà procedere il seguito delle procedure (conferenza dei servizi, conformità urbanistica, espropri, gare di appalto, ecc.), come un anno fa, aspettiamo quindi la chiusura definitiva della VIA e l’emanazione del relativo decreto.

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Oggi il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emesso il seguente comunicato stampa:

 

Conclusione positiva iter, confermato intero quadro prescrittivo del parere 2016, ora decreto Galletti

 

Roma, 5 dic – La Commissione tecnica VIA ha emanato stamani il parere integrativo per il progetto del nuovo Master Plan 2014-2029 per l’aeroporto di Firenze. Con questo atto la Commissione ha integralmente confermato il parere 2335 del 2016 già emanato, confermando integralmente l’intero quadro prescrittivo e ritenendo le informazioni fornite successivamente dal Proponente non rilevanti e comunque tali da non variare il giudizio di compatibilità già espresso. Così si conclude positivamente l’iter tecnico del progetto, cui ora seguirà la fase della redazione del decreto di compatibilità ambientale a firma del ministro Galletti, con il concerto del ministero dei Beni Culturali. 

Sotto: la pagina del sito Internet del Ministero dell’Ambiente che riporta la notizia.

Qualcuno l’ha definita una “manifestazione bizzarra” e in effetti la manifestazione per l’aeroporto dell’area fiorentina che si è svolta questa mattina davanti al “Vespucci” bizzarra lo è stata davvero. È indubbiamente bizzarro e unico che nel 2017 si debba scendere in piazza per ribadire un concetto ovunque unanimamente riconosciuto quale l’assoluta necessità di un aeroporto funzionale e adeguati collegamenti aerei per la nostra realtà (Firenze, Prato, la piana, l’area metropolitana, la regione) perché c’è ancora qualcuno che rema contro per reiterare il proprio insostenibile no all’aeroporto.

Ma dato che questo è lo scenario, la manifestazione per il Sì all’aeroporto (e a tutto il quadro di benefici connessi, a cominciare da quelli per l’ambiente e i cittadini) promossa da Confindustria, appoggiata da Camera di Commercio e da tutte le maggiori associazioni di categoria ed allargata a chiunque ne condividesse il messaggio, è stata un “segnale ai naviganti” forte e importante. Un segnale rilanciato oggi con la partecipazione di oltre 150 rappresentanti del sistema delle imprese di tutta l’area fiorentina e pratese, espressione di realtà storiche e importanti che nel nostro territorio creano occupazione e ricchezza, ma che al territorio (alle sue istituzioni) chiedono da sempre gli strumenti adeguati per poterlo fare, a cominciare ovviamente da un aeroporto normalmente efficiente, elemento essenziale di competitività per continuare a vivere e lavorare nella nostra area.

Un segnale forte per l’aeroporto, per il lavoro e per l’ambiente che naturalmente anche noi abbiamo totalmente condiviso oggi con la presenza al “Vespucci” della nostra Associazione. Un segnale rappresentativo di un ampio schieramento favorevole all’aeroporto che va oltre il sistema delle imprese e coinvolge la maggioranza dei cittadini di Firenze e della piana, confermato nel recente sondaggio d’opinioni con il 62% di sì, e testimoniato alla manifestazione odierna anche dalla partecipazione del gruppo “W la nuova pista di Peretola”.

L’iniziativa di oggi – è stato spiegato dai promotori – sarà seguita il prossimo 21 novembre dall’avvio ufficiale di una campagna di informazione sul tema aeroporto che coinvolgerà tutte le associazioni di categoria della piana per spiegare nei propri territori di riferimento la reale portata e gli effetti positivi dei progetti per il “Vespucci”.

Aeroporto di tutti

On 12 novembre 2017, in Aeroporto Firenze, by admin

Il consenso (62%) dei cittadini dell’area fiorentina per l’aeroporto e i suoi progetti di adeguamento e sviluppo emerso dal sondaggio di opinione presentato nei giorni scorsi (condotto dalla società Ipr Marketing per conto di Confindustria) è l’ennesima conferma di una posizione prevalente e diffusa largamente favorevole, anche se sempre troppo poco visibile rispetto alle sceneggiate dei contro. Una posizione favorevole che non può sorprendere, dato che si parla di un’infrastruttura di prioritario interesse pubblico generale e ritenere necessario per il proprio territorio uno scalo funzionale e adeguati collegamenti aerei è solo normalità. Chiunque sia davvero a contatto con chi vive e lavora in quest’area (e non rinchiuso nel suo mondo parallelo di interessi particolari o impostazioni ideologiche) sa quanto sia sentita la questione e attesa la sua soluzione.

Dagli anni ’80 del secolo scorso si sono ripetuti periodicamente sondaggi di questo tipo, promossi o svolti da diversi soggetti (forze politiche, associazioni di categoria, istituzioni, organi d’informazione) ed ogni volta il risultato è lo stesso, con la larga maggioranza dei cittadini dell’area fiorentina che sottoscrivono l’importanza di avere uno scalo funzionale (e l’improponibilità del ricorso a scali lontani di altre città o regioni per sopperire alle criticità del “Vespucci”). È comunque un bene che queste iniziative siano ripetute per ribadire il concetto ed è un segnale importante la presa di posizione di Confindustria e delle altre categorie economiche, posizione nota ma stavolta ribadita con un’iniziativa forte e inedita come la manifestazione per lo sviluppo dell’aeroporto che si terrà domattina al “Vespucci”. E quanto sia utile ribadire tutto ciò è dimostrato dalle reazioni indispettite e scomposte dei soggetti che perseverano nella loro personale battaglia “a prescindere” contro lo scalo fiorentino e di chi gli dà spago credendo che tale “minoranza contro” sia rappresentativa della posizione dei cittadini.

Invece forse mai come in questo caso c’è stata tanta convergenza di interessi positivi e prevalenza di benefici nella realizzazione di un’infrastruttura, utile a tutti: ai cittadini residenti (per l’allontanamento dei voli impattanti da tutti gli abitati), ai cittadini utenti viaggiatori, turisti, uomini d’affari o altro che siano (che sapranno di poter arrivare a Firenze quando comprano un bliglietto per lo scalo fiorentino), ai lavoratori, agli imprenditori che creano lavoro (peraltro cittadini e lavoratori anch’essi). Utile ai gestori dell’infrastruttura (che non sono una onlus) e ai proprietari dell’infrastruttura, cioè a tutti noi (perché la nuova pista, come tutto l’aeroporto dato in concessione al gestore, è e resta di proprietà pubblica). Utile all’ambiente della piana che vedrà migliorare la compatibilità dell’attività aerea (più fluida e funzionale, quindi meno impattante), incrementare la dotazione e qualità di aree verdi, parchi, boschi e aree naturalistiche e innalzare la sicurezza nell’assetto idraulico (con l’attuazione di nuove opere migliorative o attese da tempo). Utile al sistema della cultura e della ricerca (a cominciare dalle relazioni internazionali del polo scentifico universitario sestese). Utile a Firenze e a tutta l’area metropolitana (per le ragioni suddette), utile a Prato che ne avrà i benefici senza essere interessata né territorialmente né da impatti da sorvoli (alti e lontani dal centro), come gran parte degli altri comuni della piana; utile a Sesto Fiorentino che avrà propri specifici benefici con l’eliminazione dei sorvoli sugli abitati e la creazione sul proprio territorio di un parco vero di 200 ettari.

Per tutto questo non può che esserci coincidenza di vedute tra le prese di posizione di Confindustria e del sistema imprenditoriale e l’opinione dei cittadini (espressa nei sondaggi, esternata nei nuovi blog, rappresentata da vent’anni dalla nostra Associazione). Cittadini in maggioranza favorevoli allo scalo dell’area fiorentina e che più conosceranno correttamente le caratteristiche vere del progetto e i suoi benefici (rispetto ai costi) più potranno rafforzare il consenso anche oltre il 62%.

UNESCO: pareri e commenti

On 3 novembre 2017, in Aeroporto Firenze, Senza categoria, by admin

Il parere positivo sull’aeroporto e sul progetto di nuova pista per il “Vespucci” espresso dall’UNESCO nel report su Firenze presentato lo scorso lunedì ha suscitato naturalmente varie reazioni. Scontate quelle negative di chi, per proprie ragioni, non accetta l’idea dell’aeroporto per l’area fiorentina e la sua esistenza nella piana: avendo sempre rinnegato qualunque documento o parere ufficiale e competente non poteva che archiviare subito nel cestino anche un’UNESCO che non asseconda le sparate anti-aeroporto.

Tra i commenti di questi giorni c’è però anche chi si è chiesto il senso del pronunciamento di un ente quale l’UNESCO su un tema come quello dell’aeroporto fiorentino, esprimendo un parere che in fondo non aggiunge granché a una questione aeroportuale ancora in attesa di passi avanti concreti. In realtà non c’è dubbio che in questa vicenda si aspetta ben altro che ulteriori pareri, per quanto autorevoli, per sentir ripetere cose evidenti che sappiamo benissimo (la bontà del progetto nuova pista e i suoi benefici generali). Nel senso che, ovviamente, ciò che serve è la chiusura delle procedure valutative e l’avvio del percorso della fase realizzativa.

Va ricordato però che nel corso di tutta la procedura di VIA sul masterplan del “Vespucci” finora svolta, la sede centrale dell’UNESCO di Parigi è stata martellata con documenti allarmistici spediti dall’area fiorentina per denunciare una presunta pericolosità del progetto aeroportuale, con tutto il solito armamentario di assurdità sulla nuova pista e la connessa attività aerea che avrebbero messo a rischio i siti UNESCO dell’area fiorentina (centro storico e ville medicee). Tant’è che dalla stessa UNESCO, non conoscendo ancora nel merito la questione, hanno chiesto varie volte lumi alle istituzioni locali per capire cosa in realtà stesse accadendo.

Per questo, quindi, è comprensibile e giustificato il pronunciamento sull’aeroporto fiorentino dell’organismo delle Nazioni Unite, che ha risposto a precise sollecitazioni arrivate da qui e si è espresso dopo aver preso diretta visione delle documentazioni del masterplan del “Vespucci”. Ed è senza dubbio un parere importante, perché chiude uno dei fronti di battaglia contro l’aeroporto riconoscendo la validità del progetto, la valenza fondamentale dello scalo aereo per la città e il territorio, l’insussistenza di pericoli per il patrimonio UNESCO dell’area fiorentina derivanti dalle rotte di volo e i benefici che anzi ne derivano (ossia, ha riconosciuto la bontà di analisi e conclusioni contenute nei documenti agli atti nella procedura VIA). Anche l’invito a vigilare perché maggior traffico passeggeri generato dall’aeroporto non si traduca in incentivo indiretto al turismo di massa che “consuma” la città trova risposta nello stesso progetto, per il ruolo, la dimensione e la tipologia di traffico prevalente che manterrà il “Vespucci” e perché, come ben noto, la disponibilità di un’accessibilità aerea efficiente è l’elemento cardine per supportare proprio il turismo “positivo”, legato a viaggi e eventi culturali, congressuali, fieristici, ecc. che si ferma e vive la città.

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