Buon Anno…

On 1 Gennaio 2019, in Aeroporto Firenze, by admin

1/1/2019 – L’anno “aeroportuale” 2018 che si è chiuso era iniziato con il decreto VIA sul masterplan 2014-2029 del “Vespucci” appena emanato (28/12/2017) e si è dipanato per dodici mesi nelle successive fasi procedurali previste, tra il lavoro dell’Osservatorio ambientale, avviato immediatamente e arrivato a novembre ad un avanzato stato di adempimento delle prescrizioni (tutte quelle fin qui attuabili, richieste “ante-operam”, sulle 70 totali), e le vicissitudini legate alla Conferenza dei Servizi tra settembre (prima seduta) e dicembre (seconda sospirata seduta dopo due rinvii, con ulteriore pittoresco rimando decisionale alla terza seduta del 29 gennaio prossimo). Il 2018 è stato però anche uno degli anni più assurdi nelle polemiche anti-aeroporto. Non tanto per il perdurare della solita opposizione sconclusionata e (volutamente) disinfornata di chi è, e resta, variamente interessato a combattere l’esistenza di uno scalo funzionale nell’area fiorentina.

L’assurdità delle polemiche 2018 è stata segnata più che altro dal rigurgito del disarmante campanilismo che si sperava di non dover più vedere, pur latente e mai sopito in vari ambienti, e che ha trovato nuova vita nelle forze politiche oggi al governo del paese, che in Toscana hanno declinato bizzarramente in chiave aeroportuale i proclami di rinnovamento riesumando le peggiori logiche degli anni ‘70 del secolo scorso, origine proprio dei problemi e delle distorsioni aeroportuali oggi da risolvere e correggere. Col risultato che nel 2018, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, esponenti governativi sono stati portati a esprimersi contro l’adeguamento funzionale e ambientale di un proprio aeroporto (perché un aeroporto è e resta prima di tutto un bene pubblico dello Stato) e, ancora più assurdo, contro l’aeroporto a servizio di un’area come quella fiorentina. Ossia, ignari della vicenda ma maldestramente “indottrinati”, ministri della Repubblica hanno fatto da megafono a posizioni contro l’unico scalo italiano ancora orfano di una pista adeguata attesa da mezzo secolo per uno dei bacini di utenza a livello nazionale ed internazionale che più giustifica la dotazione di uno scalo aereo adeguato.

Quanto questo atteggiamento surreale proseguirà nel 2019 lo potremo vedere subito, a fine mese, dalla conclusione o meno della Conferenza dei Servizi: vedremo se emergerà un senso di responsabilità, dello Stato e rispetto istituzionale, con l’approvazione finale del masterplan per poter proseguire nelle successive fasi pre-cantieri, o se qualcuno riuscirà ad inventarsi ulteriori atti dilatori, che andrebbero però ben oltre la farsa per assomigliare più ad un’omissione d’atti d’ufficio in un resto d’Italia che intanto prosegue nei progetti aeropotuali.

Tanto per la cronaca, gli ultimi atti di settore del 2018 sono stati la definitiva firma del Ministero dei Trasporti sul via libera al masterplan dell’aeroporto di Salerno, una ventina di giorni dopo la chiusura positiva della relativa Conferenza dei Servizi, e l’approvazione tecnica di ENAC del piano 2019-2022 da 248 milioni per ammodernare e sviluppare le infrastrutture del “Marconi” di Bologna (aggiornamento del precedente piano), mentre pare che nella finanziaria appena varata siano destinati finanziamenti per trovare vettori disposti a volare su aeroporti quali Reggio Calabria e Crotone (secondo e terzo scalo calabrese).

Quale atteggiamento proseguirà o (si spera) maturerà nel 2019 per la Toscana e in Toscana lo vedremo poi a breve con i concreti posizionamenti politici e partitici sulla questione aeroportuale in vista delle tornate elettorali che si avvicinano. Posizionamenti che non ammettono più (da tempo) ambiguità e tentennamenti su una vicenda ormai avviata sull’unico percorso oggi possibile e definita in ogni aspetto (sistema Firenze-Pisa con attuazione dei due rispettivi masterplan). La Conferenza dei Servizi in attesa di chiusura, è bene ricordarlo a chi si attacca a quest’ultimo passaggio per rialimentare ripensamenti o nascodersi dietro “se e ma”, non ha niente a che vedere con approvazioni tecniche e ambientali, ossia con le caratteristiche della nuova pista e la validità del masterplan e di tutto il complesso di opere connesse infrastrutturali e ambientali, che sono stabilite e approvate da tempo (laghetto di Signa compreso!). Proprio per il fatto che tali aspetti siano passaggi dell’iter ormai completati il masterplan è potuto arrivare in Conferenza dei Servizi (dove invece sono messi a punto aspetti collaterali, raccogliendo e accordando i pareri dei soggetti coinvolti). Chi ambisce a ruoli istituzionali senza aver ancora compreso la realtà delle cose e lo scenario in cui si trova tecnicamente e concretamente la questione in questo inizio 2019, o (peggio) facesse finta di non saperlo, magari farebbe bene (per il bene comune) a non farsi vedere proprio da queste parti alle prossime elezioni.

Poi naturalmente, politicamente, ognuno può prendere in giro i cittadini come crede: col gioco dell’oca come programma elettorale (ritorno alla casella di partenza di discussioni e iter); col modello London City Airport e i suoi circa (attuali) 80.000 movimenti da proporre agli abitanti di Peretola, Quaracchi e Sesto Fiorentino per un “Vespucci” da mantenere e sviluppare con la pista esistente e le attuali rotte (pur di impedire uno scalo funzionante e sostenibile con la nuova pista); con una piana Firenze-Sesto da cementificare con tutto ciò che di più fantasioso possa venire alla mente da mettere al posto del “Vespucci” (per liberarsi dalla presenza dell’aeroporto e dei suoi scomodi vincoli di inedificabilità che “condannerebbero” questa porzione di piana a rimanere davvero vuoto urbano ed area in gran parte a verde e parco).

Vedremo tra poco quali di queste brillanti idee anti-aeroporto diventeranno (o si confermeranno) programma elettorale di qualcuno. L’augurio per il 2019 sarebbe quello di non dover più ascoltare robe simili, poter stendere un velo pietoso sulle polemiche e le esternazioni a vanvera sentite fin qui (reiterate fino alla mattina del 31 dicembre scorso, cioè ieri…) e guardare solo avanti. La certezza è che dovremo sopportarle ancora e anche per quest’anno potremo vedere chi è entrato nel 2019 e chi resta nel secolo scorso rinchiuso nei suoi orticelli, blog e dossier. Intanto… Buon Anno a (quasi) tutti.

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Ministro perduto tra i dossier

On 22 Dicembre 2018, in Aeroporto Firenze, by admin

22/12/2018 – Se la scorsa settimana (vedi Settimana da delirio) il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha ricevuto un gentile invito alle dimissioni per le imbarazzanti dichiarazioni sul Piano Nazionale Aeroporti da fare o rifare e sulla gestione unica tra gli aeroporti toscani da attuare (!!), quale invito dovrebbe ricevere questa settimana dopo le esternazioni disarmanti sulla pista (vecchia e nuova) dell’aeroporto di Firenze?

Questa volta l’uscita del ministro ha avuto reazioni istituzionali meno eclatanti, al di là della disperazione ormai generale per simili spettacoli, perché ha fatto notizia soprattutto la spaccatura governativa rispetto alle dichiarazioni favorevoli al progetto aeroportuale fiorentino del giorno prima del vice premier Matteo Salvini a cui tale uscita era dedicata. Ma quanto detto ha in realtà un livello di gravità ancora superiore alle sparate sul piano aeroportuale nazionale. Gravità non tanto per la questione aeroportuale fiorentina (ormai siamo vaccinati a sentir dire qualunque cosa ed è bene continuare a mantenere la calma guardando solo agli atti concreti) ma per lo stesso ministro, il suo ruolo e di riflesso per la compagine governativa.

Le dichiarazioni di giovedì – rilasciate all’agenzia Adnkronos – hanno pacificamente confermato come il ministro non conosca nulla dell’aeroporto di Firenze (su cui però spara da quando si è insediato) e tantomeno del progetto su cui dovrebbe esprimersi e come la sua “cultura” della materia sia quella (qui tristemente nota…) da blog dei “comitati contro” della piana fiorentina e del pisano e dei relativi dossier “fai da te” portati a Roma, direttamente nello stesso Governo, dai pentastellati toscani. Dossier  su cui evidentemente ha “studiato”, su cui fonda la sua posizione e che “consiglia” come lettura ai colleghi di Palazzo Chigi. Nelle scorse settimane era girata in rete la notizia che i commenti ministeriali sulla vicenda fiorentina sarebbero concordati direttamente con i “comitati contro”: sarebbe uno scenario aberrante, ma non meraviglierebbe se fosse proprio così.

Sentire un ministro delle Infrastrutture che sintetizza un progetto come quello del masterplan del “Vespucci”, con tutto ciò che ci sta dentro e ne supporta le ragioni e la Conferenza dei Servizi in conclusione, come la volontà di qualcuno di portare una pista da 1.700 a 2.000 metri per fare un po’ più di passeggeri e che vuol vederci chiaro perché a Londra il “City Airport” fa il doppio di passeggeri con una pista di 1.500 metri è davvero qualcosa che è meglio non commentare. In pratica, a fine 2018, questo è il livello d’informazione acquisita dal ministro sul progetto del “Vespucci”; questi sarebbero i benefici dell’investimento da computare nella famigerata analisi costi/benefici: 300 metri astratti di pista in più per un aeroporto che la pista ce l’ha già… e magari anche troppo lunga. Come detto, di fronte a simili concetti è bene astenersi da ogni commento…

Evitando di ribadire qui (per rispetto di chi legge) il significato multidisciplinare e strategico della nuova pista 12/30, vale comunque la pena evidenziare un punto. Se il ministro, o chi per lui, prendesse in considerazione anche solo minimamente gli atti che hanno portato alla Conferenza dei Servizi (approvazioni tecniche e ambientali, procedura VIA, ecc.), oltre che trovare i “perché” del masterplan, vedrebbe che i contenuti dei dossier “fai da te” che continuano a mettergli sul tavolo, sono gli stessi che per anni sono stati sparati ossessivamente, sempre dai soliti soggetti, in tutto il corso delle procedure già espletate, che sono stati letti, controdedotti (e smontati) nelle apposite fasi della stessa procedura e dagli enti tecnici competenti.

Il fatto che questi dossier, dalla piana fiorentina e dal pisano, continuino ad essere riprodotti e ridistribuiti a getto continuo ai membri del Governo (pare che l’ennesima copia sia stata consegnata al volo anche ieri, a Montemurlo, al vicepremier Salvini) non cambia nulla del loro significato: opinioni di piccoli gruppi locali o singoli soggetti, pur legittime ma superate e con nessuna valenza rispetto agli atti ufficiali e agli enti tecnici competenti. Atti ufficiali ai quali un ministro e chiunque abbia ruoli e responsabilità istituzionali dovrebbe attenersi, invece di perdersi dietro dossier improbabili che prima di tutto fanno inanellare continue figuracce imbarazzanti a tutto un Governo, dal Presidente del consiglio in giù.

22/12/2018 – Riportiamo di seguito la replica di Toscana Aeroporti alle accuse del sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi in merito alla campagna informativa intrapresa dalla società di gestione degli scali toscani per smentire le continue falsità esternate contro l’aeroporto fiorentino.

 

Firenze – Il Sindaco di Sesto Fiorentino ha dichiarato che la società Toscana Aeroporti, nel comunicare attraverso l’acquisto di pagine a pagamento sui giornali locali, sta facendo un “inaudito attacco a rappresentanti delle istituzioni, un tentativo di killeraggio mediatico inaccettabile”. Il Sindaco dice che “l’acquisto di pagine a pagamento sui giornali per contestare con nomi e cognomi i rappresentanti dei cittadini e delle Istituzioni democratiche evoca un metodo che porta alla mente momenti inquietanti della nostra storia”.

Vorremo sommessamente ricordare al Sindaco Falchi che Toscana Aeroporti ha pubblicato pagine a pagamento sui giornali per fronteggiare una serie di calunnie e di falsità messe in atto contro una società quotata alla Borsa Italiana e che ha quindi l’obbligo di tutelare anche dal punto di vista della comunicazione societaria i risparmi degli azionisti investitori.

Nella pubblicazione di ieri abbiamo semplicemente detto e lo ribadiamo ora che la dichiarazione del vice sindaco di Sesto secondo cui il Mibact ha dato un parere solo parzialmente favorevole per lo spostamento di un bacino idrico è falsa. Oppure se Falchi lo preferisce non è vera. Non abbiamo solamente contestato questa dichiarazione ma abbiamo pubblicato stralcio della lettera con cui il Mibact ha espresso parere di competenza (lettera protocollo 24006 del 6 dicembre us) formulando “PARERE FAVOREVOLE di compatibilità urbanistica dell’intervento.”

Vorremmo chiedere al sindaco Falchi perché se un rappresentante delle istituzioni dichiara una cosa non vera è un esercizio democratico e se una società nel pieno rispetto della sua tutela dichiara, con documenti inattaccabili alla mano, che questa cosa è falsa compia un attacco o addirittura un killeraggio alla democrazia. Aspettiamo la risposta. Meglio se in tribunale se vorrà farci la cortesia di denunciarci per quanto abbiamo scritto. Così scopriremo chi tra noi utilizza metodi di manipolazione della comunicazione che per fortuna sono seppelliti dalla storia, siano essi fascisti o comunisti.

22/12/2018 – Riproponiamo di seguito il testo integrale, pubblicato oggi su tutti i giornali locali, della terza parte della replica di Toscana Aeroporti alle dichiarazioni infondate che si susseguono sulla questione del masterplan del “Vespucci”, questa volta dedicata anche alle esternazioni dell’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino.

 

ORA BASTA – TERZA PUNTATA

Ancora una volta sentiamo il bisogno di intervenire per fare chiarezza sulle troppe inesattezze raccontate da chi, contrario ideologicamente alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze, tenta maldestramente di sostenere argomentazioni “tecniche” il più delle volte campate per aria.
È giunta l’ora di mettere fine alle parole in libertà e di rispondere tecnicamente punto per punto. Lo dobbiamo ai nostri azionisti, ai nostri dipendenti, alla città di Firenze e a tutta la Toscana.

FAKE “L’attuale pista non è sicura”
LA VERITÀ Toscana Aeroporti continua a ribadire la falsità e la gravità delle affermazioni che mettano in discussione la sicurezza dello scalo fiorentino.
L’AEROPORTO DI FIRENZE A. VESPUCCI È sicuro al 100%. È stato recentemente certificato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Aerea ed è quindi sicuro e rispetta tutte le normative più stringenti nazionali e internazionali.
Ma soprattutto la pista è certificata dai capi pilota di ciascuna delle compagnie aeree che operano a Firenze, i quali autorizzano i propri piloti ad atterrare sulla pista del Vespucci.

FAKE La futura pista parallela presenta delle criticità che la mettono in discussione.
LA VERITÀ Il progetto della pista è esaminato in tutti i suoi aspetti da oltre 10 anni:
– 2008 analisi di cinque ipotesi di pista. Soggetti coinvolti: Enac, AdF, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Sesto Fiorentino, Comune di Campi Bisenzio, Arpat, Università di Firenze;
– 2012 Integrazione al PIT Regionale: soggetti coinvolti Arpat (Rapporto Ambientale), Autorità di Bacino e Consorzio di Bonifica (analisi nuovo assetto idrologico), IRPET (studio impatto economico), Enav (analisi traiettorie nuove rotte e operatività aeronautica), Enac (analisi nuova giacitura pista);
– 2014 approvazione in linea tecnica del nuovo Master Plan dell’aeroporto di Firenze da parte di Enac;
– 2015-2018 Valutazione di impatto ambientale: tre anni di analisi di tutti gli aspetti ambientali da parte della Commissione Ministeriale che ha raccolto tutte le osservazione degli enti locali e dei soggetti interessati, compreso il Ministero dei Beni Culturali;
– 2018 Istituzione dell’Osservatorio Ambientale, soggetto che ha il compito di verificare che le prescrizioni stabilite dal Decreto VIA vengano ottemperate;
– 2018 La Conferenza dei Servizi valuta la Conformità Urbanistica del Master Plan e di tutte le sue opere, fra le quali quelle di compensazione.
Alla fine di questo decennale percorso TUTTE LE CRITICITÀ RELATIVE ALLA NUOVA PISTA SONO STATE RISOLTE. La chiusura dell’iter autorizzativo è stata rinviata al 29 gennaio solo per l’approfondimento progettuale di alcuni orti di contorno al lago di Signa, nel loro rapporto relazionale con una previsione viaria della Regione.

FAKE La nuova pista non risolve i problemi della pista attuale.
LA VERITÀ Indipendentemente dalle analisi dei tecnici, dovrebbe essere sufficiente il semplice buonsenso a far dire che se ruotando la pista non vi sarà più alcun sorvolo sulle abitazioni di Brozzi Peretola e Quaracchi e le nuove traiettorie non interesseranno alcun centro abitato, allora la nuova pista va fatta.

FAKE Con la nuova pista aumenteranno i voli su Firenze, la pista sarà bidirezionale.
LA VERITÀ La nuova pista dell’aeroporto di Firenze sarà monodirezionale, perché questo è stato previsto e questo è stato autorizzato dal decreto VIA dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali n. 377 del 28/12/2017:
decreta la compatibilità ambientale dei “Master Plan 2014-2029” dell’aeroporto di Firenze…con utilizzo esclusivamente mono-direzionale delle pista a orientamento 12-30…

FAKE Inutile investire su Firenze per la nuova pista, meglio investire su Pisa e considerarla unico aeroporto strategico nazionale.”
LA VERITÀ La possibilità di finanziare con soldi pubblici un aeroporto è regolamentata dalla Commissione Europea. Le Linee Guida sugli aiuti di Stato consentono il sostegno pubblico solo nei seguenti casi:
– traffico inferiore a 1 milione, finanziamento fino al 75%
– traffico da 1 a 3 milioni , finanziamento fino al massimo del 50% (Firenze)
– da 3 a 5 milioni, finanziamento fino al massimo dei 25%
– traffico oltre i 5 milioni , finanziamento zero ( Pisa).
Purtroppo, dal nostro punto di vista, l’aeroporto di Pisa non può ricevere finanziamenti pubblici. Per l’aeroporto di Firenze sono previsti 150 milioni di contributo pubblico, circa il 45% dell’investimento totale.

FAKE Il Vice Sindaco di Sesto Fiorentino ha affermato: 1.) “II Mibact ha posto un problema dello spostamento di un lago di 11 ha, sottoposto ad un vincolo, dal Comune di Sesto Fiorentino al Comune di Signa. Su questo non è stato convinto il Mibact e non ha dato parere completamente favorevole.”
LA VERITÀ Il Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, competente in tema di impatto paesaggistico ha dato parere favorevole allo spostamento del lago già a partire dalla fase di VIA.
II 6 Dicembre, con lettera protocollata con n. 24006, ha inviato il proprio “Parere di Competenza” che dice testualmente:
Relativamente al Piano Manetti (lago di Signa )… questo Ufficio, per quanto di competenza, formula PARERE FAVOREVOLE di compatibilità urbanistica dell’intervento.”
La richiesta di dettaglio di progettazione riguarda esclusivamente l’analisi del coordinamento e del dialogo paesaggistico fra le sistemazioni a carattere naturalistico esterne al lago e la prevista viabilità regionale. Il progetto di per sé è già stato valutato positivamente dall’Osservatorio Ambientale e il MIBAC ha riscontrato la sola necessità di integrazione con la previsione infrastrutturale della Regione.

FAKE 2.) “il consumo di territorio e il disastro ambientale che si consumerebbe con la distruzione di 200 ettari di parco agricolo, produrrebbero molti più danni… Di oggi la ricerca dell’ISPRA che dice che con l’aumento delle polveri sottili, PM10 e PM2,5 nelle città la qualità della vita e l’aumento dei casi di morti per inquinamento è in ascesa nel nostro paese.”
LA VERITÀ Riteniamo molto imprudente che un amministratore pubblico crei un allarmismo infondato facendo leva sulla paura dei cittadini che amministra.
I dati ufficiali della Regione Toscana sull’inquinamento atmosferico evidenziano che l’aeroporto incide (ed inciderà anche in futuro), in termini di polveri sottili, meno dell’l% sulle emissioni provinciali.
I dati analizzati da ARPATriscontrano che la concentrazione media di PM10 nella zona dell’agglomerato di Firenze è risultata, lo scorso anno, fra le minime regionali e negli ultimi 10 anni tutte le stazioni di monitoraggio della zona hanno fatto registrare trend in importante diminuzione.
L’impatto dell’aeroporto sulle polveri sottili è, quindi, assolutamente IRRILEVANTE.

FAKE 3.) “200 ettari di cemento e catrame credo sia un danno per i nostri territori. …Il parco della piana non c’è più.”
LA VERITÀ Il Parco della Piana ha un’estensione di 7.000 ettari. L’aeroporto di Firenze, che già oggi si trova all’interno del parco della piana, occupa 145 ettari. Con la nuova pista ed il nuovo redime occuperà 245 ettari.
Quindi con la nuova pista, il consumo di territorio della piana da ascrivere all’aeroporto aumenterà di 100 ettari (in Comune di Sesto Fiorentino e Firenze) su 7.000. Gli ettari di “cemento e catrame” saranno poco più di 70, il resto saranno aree verdi, argini e opere idrauliche.
Inoltre, per compensare gli 80 ettari che l’aeroporto sottrae al solo Comune di Sesto Fiorentino, Toscana Aeroporti realizzerà un parco perturbano nell’area a sud della Perfetti Ricasoli, di circa 90 ettari che, sommati alle altre aree verdi di Masterplan, portano a 220 gli ettari di territorio destinati a parchi , boschi, prati, aree ricreative e piste ciclabili.
La realizzazione del parco, dell’area di tutela degli anfibi e dell’area umida di Santa Croce è stata una proposta di Toscana Aeroporti, che ad oggi non ha riscontrato alcun interesse dal parte dell’attuale amministrazione comunale di Sesto, né per quanto riguarda le funzioni e le caratteristiche del parco e delle aree ecologiche, nè per quanto riguarda le loro modalità di gestione.

22/12/2018 – Riportiamo di seguito il testo del comunicato della Regione Toscana emanato oggi inerente la risoluzione dell’ultimo ostacolo sollevato (orti e nuova strada a Signa) sul percorso del via libera definitivo al masterplan del “Vespucci”, che, a questo punto, dovrà arrivare nella seduta della Conferenza dei Servizi del prossimo 29 gennaio.

FIRENZE – Il nuovo ponte sull’Arno a Signa e la bretella di collegamento tra la Fi-Pi-Li e la strada regionale 66 si faranno e senza che le nuove infrastrutture interferiscano con il Master Plan dell’aeroporto di Firenze. Nell’ultima seduta del 2018, infatti, la giunta regionale ha approvato la delibera che consentirà di superare le ultime criticità emerse in sede di Conferenza dei servizi nell’ambito del procedimento relativo al potenziamento dello scalo fiorentino.

Questo quanto hanno reso noto il presidente Enrico Rossi e l’assessore a infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli, in occasione della conferenza stampa di fine anno. Si dà così risposta alle osservazioni avanzate dal Mibac e dalla Soprintendenza circa le interferenze tra la nuova viabilità di interesse regionale e l’area di Piano Manetti, nel comune di Signa, dove è prevista la rilocalizzazione del lago di Peretola.

“In questo modo – ha sottolineato il presidente – confidiamo che la conferenza dei servizi del 29 gennaio possa dare parere favorevole all’unanimità, senza quindi dover passare dal Consiglio dei ministri per la decisione finale. Il ruolo della Regione – ha ribadito Rossi – è stato determinante, perché è grazie agli atti regionali che si è recepito il Master Plan e si sono potute superare le opposizioni dei Comuni “.

“Il Mibac – ha ricordato ancora Rossi – ha espresso perplessità, ma non contrarietà, per quanto riguarda la strada, gli orti e il lago” che insistono sul territorio di Signa. La delibera, ha osservato ancora il presidente, anche con il consenso del comune di Signa, “prevede che il ponte e la strada in questione si facciano da un’altra parte per cui il lago, che è decisivo, e gli orti potranno svilupparsi e formarsi come meglio si ritiene senza nessuna strada vicino. Se la logica ha ancora una sua forza– ha concluso – alla prossima riunione con questa delibera non dovrebbero esserci più obiezioni“. La delibera adottata ieri, nell’ultima seduta della giunta regionale nel 2018, impartisce una specifica direttiva agli uffici, affinché per l’infrastruttura stradale sia prevista la soluzione progettuale di un nuovo ponte sull’Arno, nell’area prossima ai centri abitati, in modo da escludere ogni interferenza: soluzione che, tra l’altro, si prevede abbia costi minori e tempi di realizzazione più brevi.

La delibera prevede anche l’attivazione dell’Autorità per la partecipazione perché si avvii un percorso di dibattito pubblico sulle opere in questione.