1/8/2020 – Nel panorama di dichiarazioni e iniziative politiche contro l’aeroporto dell’area fiorentina (sempre uguali, sempre senza senso) nella settimana che si chiude continuano a distinguersi la candidata del centro destra alla presidenza della Regione Susanna Ceccardi con la sua Lega e il Movimento 5 Stelle, oltre alle varie formazioni più a sinistra anch’essi persi (dagli anni ’70) nella loro lotta continua all’aeroporto di Firenze. Tutti sempre più distanti dalla realtà, volontà ed esigenze di cittadini e territori.

Riguardo la candidata Ceccardi, proseguono le dichiarazioni sballate con un’insistenza che lascia sgomenti, anche per la capacità di spaccare il centro destra, suscitando le nette prese di distanza di Forza Italia (che in questi giorni ha ribadito con forza il sostegno al masterplan e alla nuova pista) e di esponenti delle altre formazioni presenti nello schieramento e lo sconcerto del relativo elettorato. L’uscita delle scorse ore è una nota con la quale viene tentata una spiegazione della posizione assunta da Ceccardi (far ripartire da zero la questione aeroporto di Firenze), in realtà peggiorando la situazione proprio con le ragioni addotte, alle quali non si può non replicare di nuovo, anche se si devono ripetere sempre le stesse cose (che valgono comunque anche per tutti gli altri “contro” al masterplan e la pista da realizzare).

Viene affermato (ancora!) che “il progetto per la pista parallela dellʼaeroporto di Peretola è stato bocciato e ribocciato, da Tar e Consiglio di Stato, anche alla luce di osservazioni tecniche puntuali e assolutamente sostanziali”: non è vero! Per l’ennesima volta, le sentenze non toccano la validità del progetto in sé, approvato da tutti gli enti tecnici responsabili e competenti, ma alcuni passaggi procedurali (peraltro in modo più che discutibile). È sconcertante che si debba ancora fare questa puntualizzazione!

Viene fatto riferimento a “debolezze del progetto precedente che si sostanziavano in oltre 120 prescrizioni e nella contrarietà di Prato e di tutti i comuni della Piana fiorentina”: non è vero! Innanzi tutto le prescrizioni del decreto VIA non sono 120 (né 140 come afferma qualcun altro) ma 70: 62 del Ministero dell’Ambiente e della Regione Toscana, 8 del Ministero dei Beni Culturali. E delle 70 prescrizioni (che sicuramente potevano comunque essere meno), molte riguardano puntualizzazioni di cose già trattate e risolte nel progetto o già previste nelle soluzioni da attuare nel prosieguo del normale iter (come avviene per procedure su qualunque altro masterplan aeroportuale), altre sono indicazioni puramente formali sullo svolgimento della procedura, e comunque una ventina erano già state affrontate e ottemperate nel lavoro dell’Osservatorio Ambientale che ha preceduto la Conferenza dei Servizi. E, come detto tante volte, le prescrizioni non sono sinonimo di progetto sbagliato, ma accompagnano sempre le approvazioni ambientali, commisurate all’entità e importanza del progetto.

Quanto al riferimento all’opposizione dei comuni della piana per attestare un  progetto fatto male siamo alla vera comica, perché viene citato uno degli aspetti più assurdi della vicenda: Prato si oppone, ma non ne ha alcun motivo data la sua distanza dalla nuova pista e l’altezza dei sorvoli che interesseranno il margine sud del suo territorio; Sesto Fiorentino si oppone addirittura a un netto miglioramento della situazione ambientale, dato che con la nuova pista la cittadina non sarà più sorvolata da alcun aereo e in più con l’attuazione del masterplan vedrà realizzate vaste aree a parco; Campi Bisenzio si oppone paventando impatti e effetti che in realtà non sussistono, con modalità di sorvolo del proprio territorio diverse rispetto alla pista attuale ma senza alcuna situazione di criticità per abitati e cittadini paragonabile a quelle dei quartieri oggi sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi e inoltre anche Campi vedrà attuati interventi ambientali di ampliamento e migliorativi su aree naturali; Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano (gli altri tre comuni responsabili degli assurdi ricorsi al TAR) non c’entrano proprio nulla con impatti da voli e aeroporto, per posizione e/o distanza, quindi proprio non si sà per cosa si oppongano. Citare i comuni della piana per dipingere un progetto sbagliato denota esattamente la totale mancanza di conoscenza della vicenda e della situazione.

Viene affermato che “quando il Tar, nel 2019, decreta che il progetto sottoposto a VIA non individua compiutamente le opere da realizzare, o che non vengono risolti problemi enormi quali lo spostamento del Fosso Reale e lʼadattamento dellʼAutostrada A11, le osservazioni dei giudici impattano fortemente non solo sul piano procedimentale ma anche su quello sostanziale. Così come quando fanno presente che lo studio sul rischio di incidente aereo, nel masterplan bocciato, veniva rimandato alla progettazione esecutiva.” In realtà, quando si sostiene quanto citato, è proprio quando si producono le considerazioni più incomprensibili: le opere del masterplan sono tutte individuate, con la proposta iniziale e le messe  a punto attuate nel corso della procedura o previste nel proseguo dell’iter (come in qualunque masterplan aeroportuale italiano).

La soluzione del Fosso Reale sta nel progetto fin dall’inizio, con varie proposte iniziali fino alla soluzione definita nel corso della procedura, approvata da tutti gli enti tecnici competenti, così come la questione dell’adattamento dell’autostrada A11, che non è più necessario in base, anche in questo caso, alla soluzione definita nel corso della procedura e approvata dagli enti tecnici competenti. Lo studio sul rischio incidente aereo è stato prodotto ed è agli atti, condotto da quattro istituti universitari italiani, e presentato anche pubblicamente in un incontro al Palaffari di Firenze nel maggio 2018. Ancora una volta si deve ribadire come queste considerazioni possano essere usate solo non conoscendo progetti, studi, procedure che sono state svolte in quattro anni di iter, fino alla conclusione in Conferenza dei Servizi.

È vero, purtroppo, che probabilmente a questo punto sarà necessario rimescolare qualche studio nella tempistica della procedura, come in un inutile gioco delle tre carte o dell’oca caro agli azzeccagarbugli che annientano il nostro paese, ma davvero in questa vicenda non esiste un ambito che non sia stato abbondantemente studiato e valutato, non c’è nulla che non sia stato considerato nel masterplan approvato e autorizzato da tre ministeri e decine di soggetti tecnici, toscani e romani. E voler ripartire da zero, come propone Ceccardi (ma non solo) è proprio la cosa peggiore che si possa voler fare, anche peggio di chi almeno ha il coraggio di dire no apertamente. Perché ripartire da zero è assolutamente inutile (vista la validità di quanto progettato) e perché significa rimandare sine die la soluzione della questione congelando la situazione attuale dello scalo (altro che attenzione per i sorvolati di Peretola, Quaracchi e Brozzi).

L’altra perla di follia di queste ore è l’ennesima attestazione della patologica ossessione del Movimento 5 Stelle toscano contro l’aeroporto dell’area fiorentina, con un nuovo atto senza senso promosso contro Firenze, l’area metropolitana fiorentina e la Toscana (contro i suoi cittadini, imprenditori, lavoratori ecc. ecc): la notizia degli emendamenti al Decreto Semplificazioni del Governo presentati per impedire che le possibili semplificazioni che dovrebbero agevolare la realizzazione di opere e infrastrutture in Italia possano interessare anche il progetto per lo scalo fiorentino, cercando di nuovo un’interpretazione normativa “ad hoc” che colpisca chirurgicamente l’aeroporto di Firenze. Iniziativa parlamentare, a dir la verità, che nelle scorse settimane era stata preannunciata anche da esponenti della sinistra “più a sinistra”, anch’essi sempre persi nella loro battaglia contro Firenze e la Toscana.

Ogni commento su tale atto è ovviamente superfluo, ma sarà interessante vederne l’esito: se gli emendamenti saranno davvero considerati in Parlamento e nel Governo e come saranno accolti (votati) dalle forze politiche, di governo e non. Anche questi emendamenti saranno una cartina di tornasole valida per indirizzare il voto regionale, vedendo chi dovesse avere il coraggio di avallare e condividere roba simile, a sinistra o a destra.

27/7/2020 – Riportiamo di seguito la nuova replica di Toscana Aeroporti, con l’amministratore delegato Roberto Naldi, alle dichiarazioni rilasciate oggi da Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana del centro destra, di nuovo contro il progetto della nuova pista e il masterplan del “Vespucci”. Ceccardi è intervenuta questa mattina in una trasmissione radiofonica (Lady Radio, GR del mattino) presentando ancora come sbagliato il progetto previsto, perché bocciato dalle sentenze (dimostrando di nuovo di non conoscere minimamente né il progetto né le sentenze), prefigurando addirittura l’esistenza di un presunto documento dell’Unione Europea che lo confermerebbe ma che non può divulgare (!). Nelle dichiarzioni sull’attuale scalo di Frenze e sulla pista esistente, Ceccardi ha poi ulteriormente dimostrato di non avere la minima idea della situazione dello scalo esistente, delle sue criticità, delle valutazioni e delle soluzioni già messe in campo che attendono di poter essere realizzate.

Firenze, 27 luglio 2020 – Roberto Naldi, Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, apprende con stupore le nuove dichiarazioni dell’eurodeputata e candidata del centrodestra alle prossime elezioni Regionali, Susanna Ceccardi.
Susanna Ceccardi afferma infatti di essere in possesso di documenti della Commissione Europea che sostengono “che il progetto della nuova pista di Peretola sia tutto da rifare”. Ricordiamo in primis alla candidata che Toscana Aeroporti è una società quotata in Borsa e che la divulgazione di informazioni e documenti non ufficiali o riservati costituisce una serie abbastanza corposa di reati.

Non abbiamo l’abitudine di commentare indiscrezioni per cui non perderemo ulteriore tempo oggi (nel capire perché la Commissione Europea debba occuparsi del progetto della pista dell’aeroporto di Firenze non avendone titolo), ma invitiamo l’eurodeputata a rendere pubblici – se esistono – i documenti di cui parla oppure di attenersi con scrupolo alle normative che regolano le comunicazioni delle società quotate in Borsa.

La candidata mostra ancora una volta una scarsa conoscenza delle procedure amministrative – cosa che certo non rassicura visto il ruolo che ambisce a ricoprire – che regolano gli interventi come quelli della pista. Non sono, occorre precisare, né i “soci” né i “tecnici della regione”, come sostiene la candidata, a valutare tecnicamente la fattibilità del progetto. Il masterplan è stato valutato da Enac, in via tecnica, dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, per quanto riguarda l’impatto ambientale, e dal Ministero delle Infrastrutture per la conformità urbanistica.

Peggio ancora, non sono certo i “soci” a sostenere la sicurezza della pista attuale di Firenze. La sicurezza è certificata da organismi internazionali, come l’EASA (European Aviation Safety Agency) e l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).
Infine, la Signora Ceccardi dichiara di volere tutelare la salute degli abitanti della Piana, ma anche in questo caso la invitiamo a leggere le carte del progetto dove anche l’Arpat sostiene come la pista attuale abbia un impatto acustico su 17 mila abitanti, di cui 1.100 sopra i 60 decibel, mentre la pista parallela avrebbe un impatto su 8 mila abitanti, di cui 70 sopra i 60 decibel.

Sarebbe proprio la nuova pista a garantire la vivibilità di Brozzi, Peretola e Quaracchi, senza avere alcun impatto su Prato, consentendo inoltre di eliminare anche il problema del monte Morello, addirittura senza abbatterlo (!), ma semplicemente ruotando la pista di 90° liberando una volta per tutti gli abitanti di Brozzi, Peretola e Quaracchi dal sorvolo degli aerei sopra le proprie teste.

 

Roberto Naldi

Amministratore Delegato Toscana Aeroporti S.p.A.

24/7/2020 – Pubblichiamo di seguito la replica diffusa nel pomeriggio da Toscana Aeroporti alle dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario della Lega Matteo Salvini contro il masterplan e la nuova pista previsti per il “Vespucci”. Salvini – nel suo intervento (Lady Radio, GR del mattino) – si è dichiarato favorevole all’aeroporto ma non al progetto di pista previsto, definendolo sbagliato in virtù delle sentenze della giustizia amministrativa e della contrarietà di alcuni sindaci del territorio, dimostrando di non conoscere minimamente la questione dello scalo fiorentino, il progetto di nuova pista con tutta la sua validità che nessuna sentenza ha messo in discussione, né i contenuti e il significato delle stesse sentenze.

 

Firenze, 24 luglio 2020 – Ricordiamo al segretario della Lega Matteo Salvini che la bocciatura dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze si riferisce al procedimento amministrativo e non certo al progetto. Questo è stato infatti valutato dal punto di vista tecnico da tutti i soggetti previsti dalle normative, approvato da una commissione ministeriale dopo tre anni di studi e approfondimenti e dichiarato compatibile sul piano ambientale e successivamente confermato dalla Conferenza dei Servizi. 

Invitiamo pertanto il segretario della Lega e la candidata del centrodestra alle Regionali, Susanna Ceccardi, a leggere le sentenze del Consiglio di Stato e a far riferimento alle valutazioni tecniche disponibili e pubblicate sul sito del Ministero dell’Ambiente.
Toscana Aeroporti è comunque sempre a disposizione di tutti gli interlocutori istituzionali per fornire spiegazioni tecnico-scientifiche e aeronautiche relative al progetto.

14/7/2020 – La nostra Associazione, come riportato nello statuto, è sempre stata apolitica, quindi ci siamo sempre astenuti da consigli politici, limitandoci a commentare le assurdità sulla questione aeroportuale che via via venivano espresse da esponenti vari, di qualunque schieramento fossero. Perché sostenere l’aeroporto, al di là dell’orientamento politico che ognuno può avere personalmente, deve essere un tema trasversale su cui tutti dovrebbero concordare oltre gli schieramenti (così è al di fuori della Toscana, più o meno ovunque, come evidenziamo spesso anche su questo blog raccontando i tanti progetti aeroportuali che altrove si fanno).

Questa volta però dobbiamo fare un’eccezione di fronte alla reiterazione delle affermazioni contro l’aeroporto dell’area fiorentina della candidata per il centro-destra alla presidenza della Regione Toscana, l’esponente della Lega Susanna Ceccardi (Cascina, Pisa). Posizioni che sono state ripetute innumerevoli volte negli ultimi anni, ma adesso sono ribadite da candidata ufficiale, anche nei primi  confronti (come quello di ieri nella sede del quotidiano La Nazione) ed assumono toni ancor più gravi e incomprensibili: gravi per i contenuti (ci torniamo più avanti), incomprensibili per un candidato che dovrebbe costruire consenso e raccogliere voti e che invece con tale atteggiamento si gioca gran parte delle possibilità di vittoria per la parte politica rappresentata inimicandosi parte della Toscana e l’area del capoluogo regionale.

La Ceccardi ripete che non ha competenze tecniche e parla da politica, ma da politica lancia giudizi senza alcun senso sulla validità progettuale del masterplan e della nuova pista di Firenze che sono questioni assolutamente tecniche. Non sappiamo chi abbia consigliato così male la Ceccardi e perché continui a farlo. Perché in quel che viene espresso non c’è la minima idea della vicenda aeroportuale toscana, della sua storia, del quadro e dei progetti odierni, del favore e dell’attesa per la soluzione della questione aeroportuale con la costruzione della nuova pista che si respira a Firenze e nella Toscana centrale (altrimenti non uscirebbero queste posizioni).

Pare davvero strano che per assecondare e ingraziarsi chi (pochi) si riconosce nei “comitati del no” e in sei sindaci della piana fiorentina e pratese anti-aeroporto (sui 69 dell’area Firenze-Prato-Pistoia), sindaci che peraltro non rappresentano per nulla il pensiero della maggioranza dei propri cittadini, la Ceccardi si presenti in questa parte di regione mettendosi contro la stragrande maggioranza delle persone (favorevoli all’aeroporto, come hanno sempre testimoniato i sondaggi sul tema, anche nei comuni della piana e a Prato) e sostanzialmente tutte le forze economiche, le associazioni di categoria e i sindacati che vedono ovviamente nello sviluppo dell’aeroporto un’irrinunciabile occasione di crescita e lavoro, oltre che un risanamento della situazione ambientale.

E tutto questo in base ad affermazioni spesso completamente infondate sulla questione aeroportuale toscana e, per quanto riguarda il masterplan del “Vespucci”, del tutto contrarie a quanto stabilito e certificato dagli enti tecnici preposti a valutare i progetti aeroportuali. Scusandoci quindi con chi legge queste cose da decenni (e facendo una gran fatica a scriverle di nuovo) ribadiamo alcuni aspetti, dedicati alla candidata Ceccardi.

– La nuova pista dell’aeroporto di Firenze serve per creare il vero sistema aeroportuale toscano basato su due aeroporti, Firenze e Pisa, che solo insieme e con strutture funzionali potranno servire adeguatamente la Toscana (nessuno dei due scali potrebbe bastare da solo, per limiti di crescita e/o problemi di localizzazione e status che hanno e manterranno) e solo insieme potranno contrastare perdite di turisti, affari e preziosi posti di lavoro verso altre regioni e in particolare verso Bologna il cui aeroporto, per ruolo centrale e caratteristiche, è e resterà più attrattivo per l’area fiorentina rispetto a quello di Pisa. Anche in Toscana non si crea un sistema aeroportuale se non si creano le infrastrutture aeroportuali che devono comporlo (è una banalità, ma qualcuno fa ancora finta di non capirlo).

– La soluzione aeroporto di Pisa per l’area fiorentina non è mai esistita (nel senso che non è mai stata una soluzione) e non esiste oggi: non esiste al mondo una città che abbia l’aeroporto di riferimento ad una distanza paragonabile agli 80 km tra Firenze e Pisa: la media italiana è di circa 10 km, quella europea 17 km e quella mondiale 22 km. E su distanze di 80 km non è neppure ipotizzabile una connessione ferroviaria con le caratteristiche della navetta città-aeroporto.

– L’atavica idea di una nuova ferrovia veloce tra Pisa e Firenze è pura follia: è follia per gli altissimi costi (miliardi di euro) e per l’altissimo impatto ambientale (dovendo intervenire pesantemente su tutto il territorio per 80 km tra le due città), rispetto all’intervento infinitamente più contenuto e meno impattante necessario per dotare il “Vespucci” di una nuova pista; è follia perché nessun intervento sulla ferrovia Firenze-Pisa risolverebbe il problema aeroportuale vero e storico della Toscana, che sta nella carenza di capacità delle infrastrutture aeroportuali, di piste, piazzali e terminal (per volare, anche in Toscana, servono prima di tutto aeroporti e aerei, non treni: altra banalità che qualcuno fa finta di non capire). Non per nulla qualunque altra importante regione (ma spesso anche quelle minori per ruolo e attrattiva) ha sistemi di due, tre o quattro aeroporti e continua a potenziarli tutti.

– Se vengono trovate ancora risorse per interventi migliorativi della linea ferroviaria tra Firenze e Pisa che si facciano, al di là delle esigenze aeroportuali (ricordando comunque che tale ferrovia è la tratta regionale su cui più è stato investito nella storia della Toscana dagli anni ‘80 del secolo scorso con centinaia di miliardi di vecchie lire e s’investe tutt’oggi per gli aggiustamenti possibili), ma ciò non ha proprio nulla a che vedere con le esigenze aeroportuali dell’area fiorentina e con la necessità di fare la nuova pista per il “Vespucci” di Firenze.

– La nuova pista di Firenze – ricordiamo alla candidata Ceccardi anche questo – non serve “solo” a far funzionare più seriamente lo scalo eliminando le penalizzazioni di quella attuale (disservizi, dirottamenti, inutile impatto ambientale aggiuntivo, ecc.), ma serve anche o soprattutto a levare i voli a bassa quota e più impattanti dalle teste dei cittadini di interi quartieri fiorentini (Peretola, Brozzi, Quaracchi) e di Sesto Fiorentino, spostandoli su aree libere e poi scarsamente abitate della piana. Voli che ovviamente senza nuova pista continueranno per sempre a passare bassi su abitati e cittadini. A meno che Ceccardi non intenda completare il suo programma anti-aereo per Firenze sostenendo la soppressione anche della pista esistente, esattamente come sognano i comitati anti-aeroporto della piana e di Pisa e vari residuati politici del secolo scorso ancora in giro.

– Infine (finendo qui considerazioni che potrebbero proseguire a lungo), per l’ennesima volta, qualcuno dovrebbe spiegare anche alla candidata Ceccardi che le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato non inficiano minimamente i progetti del masterplan dell’aeroporto di Firenze e la relativa nuova pista (che restano assolutamente validi e corretti), ma hanno contestato questioni burocratiche e di forma su alcuni passaggi della Valutazione di Impatto Ambientale che, per altro, sono stati sempre adottati in tutti gli altri masterplan e VIA nazionali senza che nessuno mai obiettasse alcunché.

Ribaditi questi dati di fatto, sui quali speriamo che la candidata Ceccardi e il centro-destra vogliano riflettere, come detto all’inizio, questa volta deroghiamo dalla regola di non occuparci di consigli politici. Ceccardi accusa la sinistra (o centro-sinistra) che guida da tanti anni la Toscana di non aver mai risolto la questione aeroporto: è vero, altrimenti oggi non saremmo ancora ad aspettare una pista adeguata per lo scalo dell’area fiorentina. E tuttora nella sinistra (e centro-sinistra) permangono spezzoni di partiti e relativi esponenti territoriali fermi su assurde posizioni campanilistiche e anti-aeroporto (anche nel PD, oggi in concreto maggiore responsabile dello stallo in cui si trova di nuovo la questione per effetto degli assurdi ricorsi al TAR promossi da alcuni sindaci). Ma è davvero bizzarro (se non fosse grave sarebbe anche divertente…) vedere un candidato del centro-destra nel 2020 prendere il testimone delle stesse posizioni anti-aeroporto di Firenze del Partito Comunista toscano degli anni’70 e dei suoi reduci e nostalgici ancora presenti in regione.

Quindi, come abbiamo sempre condannato tanti anni di errori nella gestione della questione aeroportuale toscana (e riconosciuto le correzioni di rotta quando ci sono state), adesso non si può che ribadire l’invito ad evitare nelle urne di settembre chiunque oggi non sostenga chiaramente l’attuazione del masterplan e della nuova pista di Firenze. La candidata Ceccardi si è espressa chiaramente per il “no” andando completamente “fuori pista”, quindi non è in alcun modo votabile da chi vuole la soluzione della questione aeroportuale e tiene al futuro della Toscana.

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17/3/2020. Riportiamo il testo del comunicato stampa che l’Associazione InPista! aveva elaborato nelle scorse settimane, dopo le esternazioni dell’esponente della Lega Susanna Ceccardi contro il masterplan dell’aeroporto di Firenze, la nuova pista e i suoi promotori e sostenitori nell’intervista su La Repubblica del 6 marzo. Comunicato di replica che è stato diffuso oggi, con considerazioni (condivisibili) che è utile evidenziare in una vicenda al momento congelata dagli eventi che stiamo vivendo, ma che resta tra le prime priorità per la ripartenza della Toscana e per chi la dovrà gestire.

 

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione InPista!: “L’aeroporto non diventi terreno di una stucchevole polemica politica. Ceccardi venga a cena con i sorvolati”

Questo comunicato era stato redatto in data 7 Marzo ma la voglia di pubblicarlo era svanita subito. Altri hanno preferito fare la propria meschina propaganda anche in tempi di Corona virus, noi ci abbiamo riflettuto sopra ed abbiamo preferito soprassedere. Ma poi leggiamo di una improvvida operazione di recupero di turisti italiani in Spagna che vede protagonista la Sig.ra Ceccardi. Di fronte a una esibizione così meschina oltrechè stupida, se ne sono andati tutti I freni inibitori ed allora vale la pena tornare sulle ultime dichiarazioni della nostra eroina che tanto ama far parlare di se.

Non è certo compito della nostra Associazione intervenire nel dibattito politico nè invitare a prendere posizione a favore di alcuna parte; è però nostro dovere far sentire la nostra voce quando un politico entra a gamba tesa ed in modo così sguaiato riguardo ad un tema come la nuova pista dell’aeroporto di Firenze che certo non si presta a toni e contenuti come quelli espressi dalla Sig.ra Susanna Ceccardi.

Era il 19 marzo 2019 quando, l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini finalmente dichiarava che “bisogna ingrandire l’aeroporto di Firenze”, togliendo le castagne dal fuoco di un incerto e contraddittorio dibattito in seno alla Lega fiorentina, divisa al suo interno ed, a sua volta, in disaccordo con il resto del partito ed i suoi esponenti della costa. E’ passato solo un anno e le seguenti affermazioni della Sig.ra Ceccardi sembrano riportare le lancette dell’orologio molto indietro:

“ I fiorentini non votano per l’aeroporto…”; i fiorentini hanno votato per ciò che i candidati hanno espresso nei rispettivi programmi elettorali e liste a favore della nuova pista erano presenti in entrambi gli schieramenti. Solo una lista chiarì tardivamente la propria posizione ed in modo ondivago, stretta fra il connubio a livello nazionale e le esigenze locali. Spiace dover fare un commento di natura politica che esula dai nostri compiti ma troviamo veramente fuori luogo e di cattivo gusto questa affermazione da parte della Sig.ra Ceccardi.

“ … Insistere sul Masterplan è follia…” L’adozione di un progetto non si basa su amene congetture ma su contenuti. La Sig.ra Ceccardi si faccia invitare a cena dai 2.000 sorvolati di Peretola e Brozzi e condivida con loro pane e kerosene come sono soliti fare da 15 anni. Chieda poi di essere ascoltata dai consigli di amministrazione dei brand del distretto del cuoio di Scandicci, delle aziende meccaniche e farmaceutiche della piana così come da tutte le piccole e medie aziende che contribuiscono a dare corpo ad uno dei distretti manufatturieri più produttivi del nostro paese; non vorrà farsi mancare anche i vertici di Firenze Fiera che le illustreranno quanto Firenze sia appetibile a livello internazionale in materia di fiere e congressi ; avranno piacere di dialogare con lei anche tutti i presidenti delle Associazioni di categoria e la quasi totalità dei vertici sindacali. Deve però portare numeri e dati che si confrontino con i fatturati e con le decine di migliaia di posti di lavoro che esprimono tutte queste realtà che chiedono a gran voce la nuova pista.

“ pochi disonesti lavorano per questa impostazione irrealizzabile” Sulla base di cosa disonesti? Non si possono lanciare accuse così generiche e bene ha fatto Toscana Aeroporti a chiamarla a spiegare queste sue affermazioni di fronte ad un giudice. L’irrealizzabilità della pista non la può certo stabilire lei con uno slogan offensivo e tendenzioso. La realizzabilità di una pista è fatta di contenuti e procedure e ciò che serve è un rinnovato e chiaro quadro amministrativo che aiuterà a scegliere un percorso certo e sicuro per la presentazione della nuova Via.

La nostra Associazione sostiene la nuova pista dell’aeroporto di Peretola ma mai ci sentirete osteggiare lo sviluppo di Pisa. Abbiamo ben chiaro che sono due realtà che si tengono insieme e l’una ha bisogno dell’altra. Ci sembra evidente che il nuovo aeroporto sarà anche l’espressione del bacino di utenza della Toscana centrale così come la rinnovata aerostazione di Pisa lo sarà per la costa, con una specifica vocazione per le compagnie aeree low cost.

Pensare di affrontare una questione eminentemente tecnica come un aeroporto con concetti del tipo prima Pisasignifica non capire che le sfide della modernità si affrontano facendo sistema e questo ci si aspetterebbe da un candidato alla presidenza di una Regione. Non certo messaggi divisivi ma contributi a trovare soluzioni che uniscono. La sola cosa da evitare è che, mentre si discute all’infinito e si attende che si affermi il concetto del prima qualcuno, non ci si rende conto che qualcun altro ad 80 km e 40 minuti da noi è già pronto a raccogliere questa sfida e farebbe un solo boccone di tutti i guelfi e ghibellini della nostra regione e delle loro anacronistiche dispute.

Pensare che sia il mitico collegamento ferroviario fra Firenze e Pisa a risolvere questo problema ci pare alquanto azzardato. Al di là delle complessità tecniche, servirebbero dai 3 agli 8 miliardi di euro per una linea ferroviaria di AC o addirittura per la vaneggiata AV. Stiamo parlando di cifre non comparabili con l’impegno di soli 150 milioni di finanziamenti previsti da parte dello stato a favore della nuova aerostazione e senza considerare che, nel frattempo, si è scatenato il ciclone Corona virus che tutto cambierà nelle disponibilità ed allocazioni dei fondi pubblici. Crediamo che un politico esperto e preparato come la Sig.ra Ceccardi saprà fornire i numeri ed i dati per capire come fare.

La questione aeroporto sarà sicuramente uno dei temi che caratterizzeranno il dibattito politico lungo il cammino verso le elezioni regionali; ci siamo rivolti alla Sig.ra Ceccardi ma ci sembra giusto estendere l’invito a tutti i candidati, chiedendo loro di affrontare un tema così tecnico senza volerne fare una stucchevole arma di contesa politica.

Per quanto riguarda la nostra Associazione, agli stendardi ghibellini della battaglia di Montecatini del 1315 così come alla rivincita di Cascina del 1364, preferiamo il plebiscito di annessione della Toscana al Regno d’Italia nel 1860.

Se non si fosse capito, preferiamo ciò che unisce a ciò che divide e pensiamo che questo debba essere il proposito fondamentale che deve animare chiunque sarà chiamato a presiedere la nostra Regione.

Associazione InPista!

(Giacomo Tesi)