Signa… perché?

On 18 marzo 2018, in Aeroporto Firenze, Senza categoria, by admin

Se i ricorsi al TAR, singoli o congiunti, annunciati dai Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano, Prato e Sesto Fiorentino già brillavano a vario grado per inconsistenza di motivazioni o autolesionismo nella contestazione del masterplan del “Vespucci”, l’ultimo arrivato a completare il quadro, deciso dal Comune di Signa giovedì scorso, raggiunge l’apoteosi del non senso.

Com’è evidente (anche dalla cartina qui sopra), Signa, tra i comuni “contro”, ha ancora meno a che fare con l’aeroporto e la nuova pista o meglio, proprio nulla: è lontano territorialmente e non è interessato dalle rotte di volo (anzi, con la nuova pista le traiettorie saranno ancora più lontane di quanto non siano con la pista esistente). Signa invece è uno dei comuni che vedrà la realizzazione dell’intervento di riqualificazione ambientale più importante connesso al masterplan aeroportuale dopo quelli previsti a Sesto Fiorentino, in quanto sul suo territorio è prevista la creazione dell’area naturale “Il Piano”, a breve distanza dai Renai.

Si tratta della riqualificazione di un’area di quasi 40 ettari, allo stato attuale di scarso valore ecologico e paesaggistico, risultato di decine di anni di sfruttamento per agricoltura intensiva, con presenza di piccoli baraccamenti abusivi, tipo orti o ripari e piccole aree di deposito di materiali edili e simili. La realizzazione del progetto prevede la rimozione di questi elementi di degrado paesaggistico, il mantenimento di elementi naturali di pregio esistenti (alberature, filari e siepi campestri, traccia dell’antica trama dei campi agricoli e delle coltivazioni storiche) e la creazione di varie tipologie di nuovi habitat per flora e fauna (nuova grande zona umida, superfici palustri, isolotti, aree boscate, ecc.) e spazi attrezzati per la fruizione pubblica, sul modello della più importante oasi naturale presente nella piana, quella di Focognano nel comune di Campi Bisenzio.

L’opera, che si presenta come un grande intervento di recupero dell’antico paesaggio storico palustre presente in questa zona, dove il fiume Bisenzio incontra l’Arno, dà attuazione a precedenti progetti di riqualificazione ambientale ipotizzati ma non realizzati, rispettando le specifiche norme e indicazioni in materia della Regione Toscana, dell’Autorità di Bacino del Fiume Arno e dei soggetti storici gestori delle aree naturalistiche della piana (come per le altre aree naturali che con l’attuazione del masterplan saranno ricreate o ampliate nei territori di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio).

Ma evidentemente da Signa, non sapendo a cos’altro attaccarsi, pur di perseverare nella guerra anti-aeroporto hanno pensato bene di contestare anche quest’opera di riqualificazione ambientale, oltre che rinnegare anch’essi i benefici generali indotti dall’esistenza dell’aeroporto sul proprio territorio (come su tutto il territorio metropolitano) e porsi contro qualunque logica di area metropolitana. Al di là delle decisioni “di palazzo” e di partito, sarebbe interessante appurare quanto i cittadini di Signa siano consapevoli dei reali termini della questione, di cosa prevede il masterplan per il loro territorio e contro cosa combatte la propria amministrazione.

Intanto, nelle immagini qui sotto, sono riprodotte alcune illustrazioni degli interventi naturalistici previsti in territorio di Signa, descritti in tutti i particolari nella documentazione del masterplan e della VIA, la cui lettura sarebbe particolarmente consigliata agli amministratori della piana.

 

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