Pubblicato “Aeroporto” n° 89

On 31 Ottobre 2019, in Aeroporto Firenze, by admin

31/10/2019 – È uscito il nuovo numero del notiziario “Aeroporto”, trimestrale informativo dell’Associazione Valentino Giannotti per lo Sviluppo dell’Aeroporto di Firenze (Ottobre-Dicembre 2019).

In attesa che lo Stato ponga rimedio alle incomprensibili sentenze del TAR della Toscana che lo scorso maggio hanno bloccato l’avvio dell’attuazione del masterplan del “Vespucci”, Aeroporto n° 89 è in gran parte dedicato alla questione ambientale, per evidenziare di nuovo la sostenibilità dei progetti infrastrutturali e territoriali previsti nel piano aeroportuale, a fronte di una contestazione ambientalista poco o nulla consapevole della realtà dello scalo fiorentino e di quanto previsto per il suo adeguamento.

Tra gli altri argomenti trattati, l’ipotesi riemersa recentemente di una collaborazione con l’aeroporto di Bologna, non proponibile finché lo scalo fiorentino non avrà l’assetto adeguato con la nuova pista, e le vicende urbanistiche che riguardano la piana, compresa quella del nuovo stadio, che continuano a evidenziare atteggiamenti contraddittori nei metri di giudizio e di valutazione da parte delle amministrazioni della piana che contestano l’aeroporto. 

 “Aeroporto” n° 89 è scaricabile direttamente cliccando qui oppure dalla apposita sezione del sito dove sono disponibili anche tutti gli arretrati.

27/10/2019  – È entrato in vigore oggi il nuovo operativo dei voli del “Vespucci” valido fino al prossimo 28 marzo, con l’offerta per il periodo invernale 2019-2020. Rispetto all’orario invernale dello scorso anno la novità è rappresentata dai quattro voli di Vueling avviati a metà settembre per Bilbao, Monaco, Praga e Vienna che proseguono nell’operativo attuale, mentre non c’è il volo da Chisinau di Air Moldova, cancellato la scorsa estate.

Proseguono quest’anno nel periodo invernale le rotte per Londra Luton di Vueling e per Dusseldorf di Eurowings. Il volo di Brussels Airlines per Bruxelles viene mantenuto con frequenze ridotte fino a fine novembre e poi da fine febbraio a fine marzo (quando riprenderà l’operativo completo).

Nel complesso l’operativo invernale 2019-2020 offre collegamenti per 19 destinazioni su 22 aeroporti, gestiti da 14 vettori.

Voli nazionali: Catania (Vueling), Palermo (Vueling), Roma Fiumicino (Alitalia).

Voli internazionali: Amsterdam (KLM e Vueling), Barcellona (Vueling), Bilbao (Vueling), Bruxelles* (Brussels Airlines), Bucarest (Blue Air), Dusseldorf (Eurowings), Francoforte (Lufthansa), Lisbona (TAP Air Portugal), Londra City Airport (British Airways), Londra Gatwick (Vueling), Londra Luton (Vueling), Madrid (Iberia e Vueling), Monaco (Air Dolomiti, Vueling), Parigi CDG (Air France), Parigi Orly (Vueling), Praga (Vueling), Tirana (Albawings), Vienna (Vueling), Zurigo (Swiss). (*fino al 29/11/2019 e dal 21/2/2020).

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Firenze, 18 ottobre 2019 – In merito alle dichiarazioni del Sindaco di Campi Bisenzio relative alla possibile realizzazione dello stadio di Firenze, Toscana Aeroporti, contrariamente a quanto dichiara il Sindaco, non ha diramato fino ad oggi alcun comunicato ufficiale, non volendo entrare in querelle politiche che non le competono.
Occorre però, ora, esprimere la propria posizione in risposta al Sindaco Fossi. Per quanto riguarda gli eventuali “vincoli”, la domanda va posta ad Enac ed Enav ma ricordiamo che una cosa sono i vincoli sulle aree di rispetto, altra sono quelli sugli edifici e sulle funzionalità degli stessi sulle rotte di avvicinamento.

In ogni caso, da fermi supporter della Fiorentina e della sua necessità di dotarsi di uno stadio efficiente, ribadiamo che qualunque istituzione o società che volesse utilizzare in modo pretestuoso lo stadio della Fiorentina per ostacolare il processo autorizzativo della nuova pista, concluso e solamente sub iudice amministrativo, troverà Toscana Aeroporti pronta a ricorrere in ogni sede per la tutela dei propri legittimi interessi.

Peraltro, tali interessi coincidono in questo caso con quelli dello Stato, essendo l’infrastruttura aeroportuale una infrastruttura pubblica e pianificata dagli organismi nazionali.

 

Questo il testo del comunicato stampa diffuso oggi da Toscana Aeroporti per esprimere la propria posizione in merito all’ennesimo spunto di polemica creato nella piana con la proposta del nuovo stadio a Campi Bisenzio nei terreni attorno a via Allende (prossimi alle rotte della nuova pista). Proposta – aggiungiamo noi – apparsa fin da subito quantomeno discutibile per localizzazione tutta da verificare (non solo in relazione alla nuova pista dell’aeroporto) e per argomentazioni di supporto e non proprio presentabile come soluzione “fast” a fronte del percorso pianificatorio, valutativo, approvativo e autorizzativo che richiederebbe.

24/9/2019 – Nel prossimo fine settimana una tre giorni di eventi (27-29 settembre) celebrerà i quarant’anni dall’istituzione del parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, decisa nel 1979 dalla Regione Toscana con la creazione dell’ente gestore, prima come Consorzio e quindi come “Ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli”, a tutela delle risorse naturali e storiche di questa porzione di costa toscana.

Il parco, esteso per 23.000 ettari nelle province di Lucca e Pisa, fino al confine con quella di Livorno, occupa nella parte più a sud il territorio che separa Pisa dal mare. L’area del parco comprende habitat testimonianza delle originali conformazioni dell’area (come le dune sulla costa o i residui di zone paludose), ambienti ricreati con le bonifiche di fine ottocento e inizio novecento (boschi e pinete) e usi agricoli sviluppati nel corso dei secoli ed arrivati fino ad oggi.

Al suo interno sono presenti aree protette, oasi WWF, attività legate all’agricoltura biologica, allevamenti, pesca, attività di equitazione, ippoterapia, trekking, educazione musicale, attività didattiche, centri visite, percorsi ciclo-pedonali, foresterie, servizi di ristorazione con prodotti tipici a chilometro zero. L’area del parco è inserita nella più estesa MaB (Man and Biosphere) “Selve costiere di Toscana”, riserve della biosfera riconosciute dall’UNESCO.

Nella vasta area del parco sono ricompresi insediamenti e infrastrutture di vario tipo, viarie, ferroviarie e su una porzione del territorio del parco (i circa 12 km che separano la città di Pisa dal mare) passano le rotte di atterraggio e decollo principali dell’aeroporto pisano, che con le testate sud delle due piste confina proprio con il parco e con i voli passa anche in prossimità di aree protette, sia marine sia terrestri (le rotte aeree a Pisa sono per il 70% sul parco e per il 30% sulla città).

Il tema parco e aeroporto non compare tra gli aspetti toccati nelle celebrazioni in programma, in quanto in realtà a Pisa tale coesistenza non ha mai suscitato, nel bene e nel male, attenzioni o spunti di discussione perché mai è stata sollevata, da istituzioni, forze politiche o associazioni ambientaliste, una qualche problematica per la prossimità dell’infrastruttura aeroportuale con le aree naturali né per i sorvoli del parco.

Recentemente, in occasione dell’iter ambientale del masterplan dello scalo, anche uno studio specifico ha valutato – escludendoli – potenziali effetti negativi su flora e fauna legati all’attività aerea e al sorvolo delle aree naturali, con la sola attenzione dovuta al controllo del fenomeno wildlife strike (potenziali impatti tra animali – volatili e terrestri – con gli aerei) particolarmente necessario proprio per la presenza di vaste aree verdi e boscate (questione da sempre normalmente gestita dai responsabili dello scalo con gli accorgimenti necessari).

Una coesistenza, quella di parco e aeroporto a Pisa, che peraltro ha radici ancora più antiche perché proprio nell’area di San Rossore, nel cuore dell’attuale parco, si tennero i primi voli pisani agli inizi del ‘900 e l’area di Coltano, sempre interna all’attuale parco, ospitò per un periodo le attività aeree dell’area pisana, prima del definitivo radicamento dello scalo e delle piste nell’attuale collocazione e poi per decenni, anche prima dell’istituzione dell’ente parco, i voli hanno sempre interessato questi territori.

Abbiamo raccontato molte volte nelle nostre documentazioni e sul nostro notiziario questa realtà toscana, con la coesistenza fisica e funzionale tra parco e aeroporto nel territorio pisano quale esempio positivo ed è quindi doveroso tornare a evidenziarla in questi giorni di celebrazione del quarantennale dell’istituzione ufficiale dell’ente parco. Una realtà positiva da ricordare in ogni occasione perché è da sempre la migliore e più evidente smentita agli allarmismi artificiosamente alimentati nella piana fiorentina per dipingere una conflittualità artificiosa tra aeroporto e parco della piana che, invece, possono e devono tranquillamente coesistere, secondo i migliori esempi europei (e toscani).

Esempi che amministratori, comitati e ambientalisti “distratti” della nostra piana dovrebbero prima o poi decidersi a conoscere, magari andando a seguire proprio le celebrazioni pisane dei prossimi giorni per vedere come uno scalo (anche delle dimensioni di quello di Pisa e con le relative prospettive di sviluppo) possa vivere da tanto tempo accanto a una grande riserva naturale. Quindi tornare qui e resettare tanti pregiudizi sulla realtà fiorentina e disinnescare la battaglia contro un masterplan come quello del “Vespucci” di Firenze che oltre a poter coesistere con la destinazione a parco che permarrà (volendo…) per gran parte delle aree libere della piana, contribuirà proprio alla concreta creazione e valorizzazione di porzioni del parco.

Cemento campigiano

On 17 Settembre 2019, in Aeroporto Firenze, by admin

Simulazione grafica del nuovo centro commerciale inserito nel territorio della piana.

17/9/2019 – Mentre a Sesto Fiorentino è in stato avanzato la costruzione del nuovo stabilimento produttivo nei terreni liberi a ridosso della testata nord dell’attuale pista del “Vespucci”, in prima linea sotto le colline (vedi “Cemento sestese”, Aeroporto n.88, pag.6), in questi giorni è arrivata la notizia del prossimo avvio dei lavori per un nuovo grande centro commerciale, questa volta nel comune di Campi Bisenzio, che “arricchirà” il patrimonio di costruzioni similari già atterrate nella piana un po’ da tutte le parti, mangiando con nuovi volumi di cemento terreni liberi e anche porzioni di parco.

In questo caso l’aeroporto non c’entra, in quanto l’insediamento è distante, nel comune campigiano verso la zona di San Donnino, ma la cosa è significativa quale ennesimo esempio di come nella piana, soprattutto nei noti comuni anti-aeroporto, si continui a ritenere fattibile qualunque cosa in qualunque posto, purché non abbia a che fare con l’aeroporto.

Il nuovo centro commerciale (targato COOP) si insedierà in un’area di 4,7 ettari e l’intervento interesserà con opere collaterali circa altri 4 ettari in aree limitrofe (compresa una cassa di contenimento e laminazione necessaria a compensare l’occupazione di suolo e garantire la sicurezza idraulica). Previste la modifica e potenziamento delle viabilità di zona, dove passerà, secondo l’ipotesi di tracciato scelto, anche il prolungamento della linea 4 della tranvia (un Piano Generale del Traffico Urbano è tra gli oneri posti al proponente con la realizzazione dell’opera).

L’area interessata, al margine sud di Campi Bisenzio (zona via Palagetta), interna al perimetro del territorio urbanizzato ed esterna al perimetro del centro abitato, era ricompresa entro l’areale di salvaguardia del Parco della piana previsto nella variante al PIT regionale del 2014: per consentire la localizzazione della nuova struttura commerciale tale perimetrazione è stata appositamente modificata, come richiesto dal comune campigiano alla Regione secondo le modalità previste dallo stesso PIT, liberando dal vincolo l’area necessaria.

Per poter realizzare l’opera sono state predisposte anche varianti ai piani urbanistici di Campi Bisenzio (Piano Strutturale e RUC) in quanto entrambi non prevedevano la possibilità di realizzare nel comune nuove grandi strutture di vendita (come peraltro, in teoria, non erano consentite neanche nel PIT regionale, che nella “Disciplina del Parco” definiva la piana satura di tali strutture, prevedendo solo la possibilità di riqualificazioni ambientali e funzionali di quelle esistenti).

L’intervento, che si localizza in prossimità di una delle aree naturali del SIR 45 (Sito di Interesse Regionale) “Stagni della piana fiorentina e pratese” e interessa terreni finora liberi, comporta particolari attenzioni dal punto di vista ambientale e paesaggistico, con opere preliminari e compensative per gli effetti prodotti sugli stessi elementi naturali, con lo spostamento (per quanto possibile) di specie arboree nella limitrofa area dove sarà realizzata la cassa di compensazione e laminazione e accorgimenti per attenuare l’impatto visivo dei nuovi volumi rispetto alle prospettive verso la piana e le colline.

Soprassediamo su qualunque commento per l’opera in sé, nel senso che ognuno è libero di valutare come crede l’uso di nuovo suolo per realizzare un altro grande centro commerciale nella nostra piana: sarà sicuramente ben pensato e realizzato nel migliore dei modi e con tutti gli accorgimenti necessari… Ma, al solito, come già accennato, ciò che ogni volta appare in tutta la sua contraddizione è la facilità con cui nella piana si possa fare (o prevedere) tranquillamente qualunque altra cosa, con la relativa quota di attrattività (generazione di traffico) e impatti e con la benedizione dei rispettivi amministratori, basta che non sia un’opera per l’aeroporto o ad esso connessa, in una lunga casistica di doppiopesismi e strabismi che hanno sempre caratterizzato il governo di questo territorio.

Come per lo scatolone di cemento del nuovo stabilimento in costruzione a Sesto Fiorentino ricordato in apertura, peraltro a pochi metri da dove il masterplan aeroportuale prevederebbe la realizzazione del “Parco ecologico-ricreativo” al quale invece l’amministrazione sestese si oppone. Come, sempre a Sesto, l’amministrazione comunale era pronta a fare qualche anno fa, sacrificando la “sacralità” e intangibilità del parco della piana per piazzarci la nuova sede della Ginori di cui allora si ipotizzava una delocalizzazione dall’attuale sito.

O come ancora a Campi Bisenzio, dove il comune offre entusiasta i terreni liberi per l’ipotetico centro tecnico della Fiorentina e anche per il nuovo stadio in aree ricomprese nella perimetrazione dell’areale di salvaguardia del parco della piana posto con la variante al PIT regionale del 2014 (aree peraltro prossime alle rotte di atterraggio della nuova pista). O come attuato anni fa, sempre a Campi Bisenzio, dove è stata rosicchiata l’area del parco della Marinella per ampliare il parcheggio a servizio del centro commerciale “I Gigli” (principale attrattore di traffico della piana, con circa 20 milioni di visitatori all’anno).

Tutto lecito, tutto legittimo (adeguando ad hoc gli strumenti urbanistici) e tutto magari anche utile (più o meno…), ma ogni volta appare sempre più in tutta la sua abnormità la contraddizione di una proclamata sensibilità ambientale a colpi di no scagliata contro l’aeroporto (e solo contro l’aeroporto di Firenze) da amministratori che nei propri comuni assecondano di tutto, per poi prendersela con un progetto di miglioramento ambientale generale per il territorio e i cittadini qual è il masterplan aeroportuale con la nuova pista e le opere connesse.

L’area interessata dall’intervento, sopra le due rotatorie: a sinistra lo stato attuale, a destra il planivolumetrico del progetto.