Bombardier CS100 a Firenze

On 16 febbraio 2017, in Aeroporto Firenze, Senza categoria, by admin

swiss-cs100-72-20É atterrato oggi per la prima volta al “Vespucci” di Firenze il Bombarider CS100, il velivolo più innovativo ed ecologico oggi in produzione, che nel luglio 2016 aveva effettuato l’esordio mondiale nell’impiego di linea con la compagnia svizzera Swiss. Il CS100 (108-133 posti) è il più piccolo componente della nuova famiglia di jet regionali CSeries lanciata dall’industria canadese, al fianco del CS300 (130-160 posti), entrato in servizio per la prima volta nel dicembre scorso con il vettore lettone Air Baltic.

Tra i nuovi modelli lanciati dai maggiori produttori aeronautici (Airbus, Boeing, Bombardier, Embraer), i CSeries sono gli unici velivoli di concezione totalmente innovativa (non sviluppi di precedenti modelli), appositamente studiati con soluzioni tecniche e aerodinamiche (conformazione, motorizzazione, strumentazioni) in grado di assicurare le maggiori riduzioni nei consumi di carburante e quindi nelle emissioni e drastiche riduzioni delle emissioni acustiche e delle impronte di rumore sul territorio sorvolato in atterraggio e decollo.

Il CS100 di Swiss, già utilizzato da alcuni mesi su altri scali italiani, ha fatto tappa oggi al “Vespucci” nell’ambito dell’attività addestrativa effettuata sugli aeroporti europei, per “familiarizzare” con lo scalo fiorentino e la sua pista in previsione dell’impiego sulle rotte servite dal vettore svizzero (Zurigo e Ginevra) in sostituzione degli Avro RJ100 ed Embraer 190.

L’arrivo del jet di Bombardier rappresenta un primo tassello dell’evoluzione ecologica che potrà interessare pienamente anche Firenze con la realizzazione della nuova pista, grazie alla graduale entrata in servizio di tutti gli aerei di nuova generazione (Airbus A320neo, Boeing 737MAX, Embraer E-Jets E2, oltre ai Bombardier CSeries) che entro i prossimi anni rinnoveranno le flotte dei principali vettori e caratterizzeranno ambientalemente l’attività “sostenibile” del nuovo “Vespucci”.

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Pubblicato “Aeroporto” n° 78

On 1 febbraio 2017, in Aeroporto Firenze, by admin

aeroporto-78É uscito il nuovo numero di “Aeroporto” (Gennaio-Marzo 2017), il notiziario dell’Associazione Valentino Giannotti per lo Sviluppo dell’Aeroporto di Firenze.

In attesa del decreto VIA che chiuda definitivamente la procedura ambientale sul masterplan del “Vespucci”, Aeroporto n° 78 è in gran parte dedicato alla descrizione delle fasi d’intervento per la costruzione della nuova pista 12/30, come previste nello stesso masterplan, con la tempistica e le modalità di esecuzione dei lavori per le opere aeroportuali e le opere preliminari connesse, a cominciare da quelle di compensazione ambientale.

Tra gli altri argomenti, oltre al classico punto di inizio anno sul bilancio 2016 e le prospettive 2017 del traffico del “Vespucci”, si torna sulla questione urbanistica relativa al piano di Castello che deve essere adeguato in funzione del masterplan e dei vincoli aeroportuali e si ricordano i trent’anni della presenza di Air France a Firenze, che ricorreranno il prossimo 29 marzo.

“Aeroporto” n° 78 è scaricabile direttamente cliccando qui oppure dalla apposita sezione.

Ronchi veduta aerea

“Il futuro del Friuli Venezia Giulia dipenderà anche dal suo aeroporto. La sua visibilità sulle mappe aeree, la facilità con la quale le città della regione potranno essere collegate ai più importanti bacini turistici e poli economici mondiali faranno la differenza in un contesto che vedrà il trasporto aereo sempre più protagonista della scena”.

Con questo concetto anche le istituzioni regionali friulane hanno recentemente sintetizzato e confermato la strategicità del trasporto aereo e quindi delle infrastrutture aeroportuali nella vita e nello sviluppo delle proprie città e territori. Un concetto ben noto, universalmente riconosciuto, ma che quando viene espresso vale sempre la pena di ricordare in un contesto come quello toscano dove purtroppo sopravvivono ancora anime anti-aeroporto, fuori dal mondo ma mine vaganti dentro le procedure in corso per costruire davvero il sistema aeroportuale della nostra regione.

Ronchi inquadramento area

L’occasione, in Friuli, è stata questa volta l’avanzamento dei progetti di adeguamento e sviluppo dello scalo di Ronchi dei Legionari tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017: l’inaugurazione di una porzione ristrutturata del terminal dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, prima fase di un progetto più ampio di ammodernamento infrastrutturale in corso (terminal, pista di volo, servizi), per un investimento da 39 milioni di euro, finanziato al 34% da fondi pubblici, europei e nazionali (piano industriale 2016-2019); il completo finanziamento del progetto del Polo Intermodale annesso all’aeroporto, la cui prima fase di costruzione è stata avviata in questi giorni.

Il Friuli Venezia Giulia non è tra le principali regioni per dimensione di traffico aereo (nel 2016 ha gestito circa 730.000 passeggeri) e non ha un bacino d’utenza prevalente, ma l’esigenza di offrire un servizio valido per tutto l’ambito regionale con un unico scalo commerciale, che per dimensioni di pista è comunque uno dei maggiori in Italia (la regione ospita altre due grandi strutture aeroportuali, ad Aviano e Rivolto, ma si tratta di importanti basi militari). Nei primi anni 60 del secolo scorso fu deciso di sviluppare come aeroporto civile la struttura di Ronchi dei Legionari, nel territorio di Gorizia e in posizione baricentrica rispetto a tre dei quattro capoluoghi di provincia della regione (20 km da Gorizia, 33 da Trieste, 40 da Udine), al posto dell’aeroporto di Gorizia Merna, a ridosso del confine di Stato, che era stato impiegato per i primi collegamenti aerei della regione. Lo scalo di Ronchi fu quindi dotato di una pista in asfalto di 800 metri, in sostituzione del preesistente tracciato in erba, portata a 2.200 metri già a fine anni 60 e poi allungata a 3.000 metri negli anni 70, quando la struttura fu potenziata con i finanziamenti per gli aeroporti inseriti nella Legge 111/1974 (la stessa che aveva finanziato allora il nuovo aeroporto di Firenze San Giorgio a Colonica rifiutato dalla Toscana).

ronchi-inquadramento-regionale-fvg

Ronchi dei Legionari è quindi da tempo un’infrastruttura di notevoli dimensioni, con capacità superiori ai traffici che lo hanno finora interessato. Per questo in tempi più recenti è stato oggetto soprattutto di piani di ristrutturazione e ammodernamento delle strutture esistenti, come quello in atto oggi, e di progetti volti a valorizzarne le potenzialità come snodo del sistema trasportistico regionale e volano per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia. Con tale obiettivo da tempo era stato promosso un piano per insediare presso lo scalo aereo un polo intermodale sfruttando la favorevole collocazione rispetto ai principali assi infrastrutturali che passano vicino alle piste, dall’autostrada A4 Trieste-Venezia alla linea ferroviaria che sarà parte del tracciato ad alta velocità sul Corridoio V europeo (nel tratto Venezia-Trieste-Capodistria). Un progetto che ha preso concretamente il via lo scorso 23 gennaio con la posa della prima pietra del Polo Intermodale di Ronchi dei Legionari, che sarà completato entro febbraio 2018, con un investimento di 17,2 milioni di euro. Comprende la nuova stazione ferroviaria “Ronchi Aeroporto”, una autostazione per i bus regionali, un parcheggio scambiatore da 1.500 posti auto e una passerella pedonale aerostazione-stazione che sovrappassa la strada statale SS14. L’aeroporto e il polo intermodale, posti tra l’abitato di Ronchi dei Legionari e il fiume Isonzo, si inseriscono in un più ampio piano territoriale (entro il masterplan “La nuova rete dei paesaggi della Provincia di Gorizia’’) che integra sistema infrastrutturale, centri urbani e realtà naturalistiche.

Assaeroporti: dati traffico 2016

On 19 gennaio 2017, in Aeroporto Firenze, by admin

Microsoft Word - CS_Assaeroporti_Consuntivo Traffico_2012_7Assaeroporti, associazione che riunisce i gestori di 36 scali italiani, ha pubblicato i numeri del traffico aereo registrato nel 2016 in base ai dati forniti dalle società aeroportuali (quadro che anticipa i dati completi del sistema aeroportuale nazionale che saranno resi noti nei prossimi mesi da ENAC). I 36 scali rappresentati in Assaeroporti hanno chiuso l’anno passato con un totale di 164.691.059 passeggeri (+4,6% sul 2015), 1.499.350 movimenti aerei (+2,6%) e 1.043.421,7 tonnellate nel traffico cargo (+5,9%).

Tra i principali scali (quelli con traffico consolidato) hanno registrato importanti crescite, con percentuali d’incremento passeggeri a due cifre, Olbia (+13,7%), Bologna (+11,5%), Catania (+11,4%) e Treviso (+10,5%). Sei aeroporti hanno superato soglie di traffico significative: 41 milioni di passeggeri per Roma Fiumicino, 11 milioni per Bergamo, 9 milioni per Venezia, 7 milioni per Bologna, 5 milioni per Palermo e 4 milioni per Bari. Confermati per il 2016 i primi dieci scali per numero di passeggeri: Roma Fiumicino (41,7 milioni), Milano Malpensa (19,4), Bergamo (11,2), Milano Linate (9,7), Venezia (9,6), Catania (7,9), Bologna (7,7), Napoli (6,8), Roma Ciampino (5,4) e Palermo (5,3).

Per la Toscana i dati sono quelli già anticipati da Toscana Aeroporti nel comunicato stampa diffuso la scorsa settimana: per il “Galilei” di Pisa 4.989.496 passeggeri (+3,8%), 40.601 movimenti aerei (+2,7%), 10.282,6 tonnellate il traffico cargo (+18,2%); per il “Vespucci” di Firenze 2.515.138 passeggeri (+3,9%), 35.645 movimenti aerei (+4%), 265,6 tonnellate il traffico cargo (+12,2%). Per entrambi gli aeroporti l’andamento passeggeri del 2016 (+3,8% per Pisa, +3,9% per Firenze) si è posto un po’ sotto la crescita media nazionale (+4,6%). Con questi numeri lo scalo pisano si è confermato all’11° posto, mantenendosi tra Palermo e Bari; quello di Firenze è passato dal 16° al 19° posto, superato da Treviso, Olbia e Lamezia Terme (l’inquadramento di Firenze nel sistema nazionale deve naturalmente sempre tener conto dei dati falsati dallo stato attuale dello scalo che non consente una normale evoluzione di voli e passeggeri in base alla reale potenzialità di traffico). Il quadro toscano ricompreso nei numeri di Assaeroporti è completato dall’aeroporto di Grosseto, che si è posto al 35° posto con 1.653 movimenti (-0,5%) e 3.144 passeggeri (-1,2%).

grafici-pax-2012-2016

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Buon anno, aspettando il prossimo

On 8 gennaio 2017, in Aeroporto Firenze, by admin

vista pista 72-20Per un anno di procedure che si è chiuso, un altro anno di procedure si è aperto nel percorso che, alla fine, dovrà portare all’apertura dei cantieri per la nuova pista del “Vespucci” (con annessi e connessi) e alle altre opere del masterplan e quindi alla creazione del sistema aeroportuale toscano. Per ora anche il 2017 proseguirà con l’iter amministrativo-politico-burocratico e nel corso di quest’anno si spera di poter capire quando potranno decorrere i tempi tecnici preventivati per la realizzazione vera e propria dell’infrastruttura di volo (17 mesi tra l’avvio della prima opera preliminare e il completamento della pista).

Nel 2017, prima di tutto, deve chiudersi la procedura VIA sul masterplan che lo scorso 2 dicembre ha avuto il “parere positivo con prescrizioni” della commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente e attende il provvedimento conclusivo, la firma dei due Ministri dell’Ambiente e Beni Culturali e l’ufficializzazione delle prescrizioni per il seguito dell’iter e del progetto poste dai due Ministeri e dalla Regione Toscana. Dall’impostazione del decreto si verificherà se il percorso realizzativo del masterplan potrà essere quello noto e messo in conto e se la volontà di supportare la corretta realizzabilità dell’opera avrà prevalso sulle pressioni negative e le interferenze arrivate per venti mesi sul ministero.

Emanato il decreto, nel 2017 la partita tornerà prevalentemente nelle mani del proponente e dei vari soggetti locali coinvolti per la gestione delle prescrizioni e il disbrigo dei passaggi tecnici e istituzionali che dovranno portare alla Conferenza dei Servizi e alla sistemazione di vari aspetti, a cominciare da quelli urbanistici (assetti, conformità, procedure). In ottica Conferenza dei Servizi ricordiamo anche la condizione già posta dalla Regione Toscana nel parere inviato al Ministero a fine 2015 che chiedeva, prima della convocazione della Conferenza, la sottoscrizione di un accordo di programma generale per assicurare la realizzabilità di una decina di interventi infrastrutturali e di altro tipo in varie zone dell’area metropolitana e della regione (in gran parte non legati al progetto dello scalo fiorentino). Se tale richiesta fosse rimasta valida e assunta nella procedura, ci auguriamo che si sia a buon punto, perché se si dovesse costruire ora un simile atto la Conferenza dei Servizi si perderebbe di vista.

Nel 2017 si spera si chiariscano tre questioni esterne allo scalo ma connesse al suo funzionamento e anche al masterplan, riguardanti viabilità, tramvia e treno: l’eliminazione del semaforo in ingresso all’autostrada A11 che oggi regola il traffico in uscita dall’aeroporto verso la città e che se venisse tolto senza adeguate alternative viarie rappresenterebbe un grave errore (il progetto al momento noto prevede una nuova viabilità di ingresso allo scalo, mentre il flusso in uscita sarebbe immesso nel traffico diretto in autostrada); l’arrivo della linea 2 della tramvia all’aeroporto, che con la soluzione attualmente in costruzione contrasta con il masterplan aeroportuale (terminal e piazzale aeromobili); l’assetto ferroviario attorno al “Vespucci”, che come al momento delineato non prevede una vera “stazione aeroporto” ma fermate distanti, con la necessità di cambio mezzo treno-tram per fare gli ultimi tratti verso lo scalo dalla stazione di Castello esistente o dalla futura “stazione Guidoni”.

Nel 2017 servirebbe qualche novità anche per l’attuale situazione dello scalo. Anche se le procedure in corso andassero come preventivato senza altre sorprese, per avere il nuovo assetto aeroportuale di tempo ne deve ancora passare: la fase di iter da ora al termine della Conferenza dei Servizi (al momento non quantificabile), la fase degli espropri e delle gare di appalto, quindi l’anno e mezzo di cantieri per avere in concreto la nuova pista. Nel frattempo il “Vespucci” non può rimanere “congelato”: dovrebbero quindi procedere il miglioramento dell’attuale terminal, che era stato preventivato nel 2015, e l’ampliamento del piazzale ovest, opera prevista nel precedente masterplan 2001-2010, finanziata, avviata, sospesa e per ora non ripresa. In particolare, la carenza di capacità dei piazzali aeromobili sta frenando anche lo sviluppo dei voli possibile nell’attuale assetto di pista, situazione che si traduce nel rallentamento della crescita dei passeggeri (il 2016 ha confermato un segno positivo nel traffico, ma in forte frenata rispetto all’incremento del 2015, dopo il dimezzamento della crescita già avvenuta nel 2015 rispetto al 2014). Perché ovviamente, oltre al traffico perso per i soliti dirottamenti, se i voli ristagnano l’offerta diminuisce e negli ultimi anni, a fronte di una tenuta delle rotte per i maggiori hub europei (alcune rafforzate), si è indebolita l’offerta per l’area fiorentina su tratte nazionali (isole e sud) e su rotte europee dirette.

Dal 2017 ci aspettiamo quindi che si delineino tempi e passaggi per l’ultimo tratto del percorso burocratico verso i cantieri del masterplan, si definisca la situazione urbanistica e infrastrutturale attorno al “Vespucci” e si creino intanto le infrastrutture possibili e le condizioni per valorizzare al meglio il “Vespucci” da qui alla nuova pista.

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