Pubblicato “Aeroporto” n. 93

On 19 Novembre 2020, in Aeroporto Firenze, by admin

19/11/2020 – È uscito il nuovo numero del notiziario “Aeroporto”, trimestrale informativo dell’Associazione Valentino Giannotti per lo Sviluppo dell’Aeroporto di Firenze (Ottobre-Dicembre 2020), che torna alla tradizionale veste di otto pagine dopo i due numeri speciali dedicati al masterplan 2014-2029 per ricordare quanto era stato approvato, autorizzato e poi (incomprensibilmente) bloccato.

In attesa di poter raccontare una ripresa del percorso verso la nuova pista, Aeroporto n. 93 contiene considerazioni e commenti sulla difficile situazione che sta vivendo tutto il sistema dell’aviazione per gli effetti della pandemia globale e sulla specifica situazione critica tutta fiorentina e toscana per i problemi patologici locali che la questione aeroportuale si trascina dietro da sempre, per tutto quello che accade e non accade attorno alla vicenda dello scalo fiorentino con vicende tanto assurde quanto uniche nel panorama nazionale.

Il nuovo numero del notiziario si apre quindi con la notizia proveniente dalla Campania che nei giorni scorsi avrebbe dovuto far sobbalzare enti e istituzioni a Firenze e in Toscana ma che è passata nella totale indifferenza: il pronunciamento del Consiglio di Stato per l’aeroporto di Salerno che, contrariamente a quanto avvenuto per Firenze, ha ribaltato la sentenza del TAR che aveva annullato la procedura VIA sul masterplan dello scalo campano, confermando l’unicità delle “attenzioni” e interpretazioni riservate invece al “Vespucci” di Firenze.

Tra le altre considerazioni sullo stato di incertezza che sta rivivendo la vicenda aeroportuale fiorentina, sul notiziario si richiamano questioni che riguardano il Governo nazionale (gli annunci per il rilancio del paese tramite le infrastrutture, i dubbi sulla revisione del piano aeroporti, le evoluzioni in atto entro l’ENAC) e la Regione Toscana che, dopo il ruolo svolto nelle procedure del masterplan fiorentino che erano state fatte, probabilmente dovrà di nuovo affrontare la questione, nel nuovo assetto uscito dalle recenti elezioni.

Aeroporto n° 93 è scaricabile direttamente cliccando qui oppure dall’apposita sezione del sito dove sono disponibili anche tutti gli arretrati.

 

10/11/2020 – È stato reso noto ieri l’atteso pronunciamento del Consiglio di Stato sui ricorsi presentati contro la sentenza del TAR della Campania che nel febbraio scorso aveva annullato le procedure del masterplan dell’aeroporto di Salerno, in una vicenda, del tutto simile a quella di Firenze, che avevamo raccontato più volte anche su questo blog. In questo caso l’approvazione del masterplan era stata impugnata con ricorsi alla giustizia amministrativa da un gruppo di cittadini (supportati dello stesso studio legale di Prato che aveva “colpito” il masterplan di Firenze).

Ma contrariamente a quanto avvenuto per il caso Firenze, per Salerno il Consiglio di Stato ha completamente ribaltato le sentenze del TAR, che per la loro illogicità avevano creato sconcerto generale a Salerno e in tutta la Campania e contro cui avevano fatto ricorso il gestore aeroportuale, enti, istituzioni, sindacati locali e i vari organi dello Stato coinvolti, a difesa delle procedure svolte. Procedure che in questo caso sono state riconosciute valide, rigettando le contestazioni avanzate, tra le quali quelle su presunte carenze nel livello informativo del piano e sulle interpretazioni del significato delle usuali prescrizioni che accompagnano ogni via libera ambientale, sulle tempistiche di vari approfondimenti valutativi e progettuali, sulle questioni delle valutazioni del rischio bird strike e di incidente aereo, ecc.

Il nuovo via libera al masterplan aeroportuale è stato accolto naturalmente con grande soddisfazione in Campania, dove lo stop del TAR aveva bloccato il processo di creazione del sistema aeroportuale Napoli-Salerno (circa 70 km), incentrato proprio sul potenziamento dello scalo salernitano con l’allungamento della pista, e soddisfazione bipartisan è stata espressa dal mondo politico, per la ripartenza di un progetto considerato da tutti strategico per la regione, soprattutto nel momento difficile che stiamo vivendo.

L’evoluzione positiva della vicenda di Salerno conferma una volta di più (per chi ne avesse ancora bisogno) l’enorme assurdità di quanto è stato fatto accadere attorno al masterplan di Firenze a colpi di cavilli, per le interpretazioni date a usuali procedure e norme attuate in ogni altra procedura di VIA per ogni altro masterplan aeroportuale italiano. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato che chiudesse la vicenda Salerno, abbiamo evidenziato tante volte come l’incomprensibile stop imposto a Firenze rischiasse di essere un caso unico in Italia: adesso lo è ufficialmente!

 

29/10/2020 – Dopo i passaggi tecnici e burocratici portati avanti anche in questo difficile anno (ne abbiamo riferito in precedenti post), si è tenuta oggi la cerimonia di inaugurazione del rinato aeroporto di Forlì, chiuso nel 2013 dopo il fallimento della precedente società di gestione e riaperto formalmente al traffico commerciale alle 10.00 della giornata di ieri, 28 ottobre. L’operazione completa lo sforzo unanime e bipartisan fatto da enti e istituzioni locali e regionali e dal nuovo gestore FA – Forlì Airport, creato da investitori locali, per ridare vita allo scalo, in passato polo low cost per Bologna (arrivando a 800.000 passeggeri nel 2004).

Il “Luigi Ridolfi” di Forlì, 4 km dal centro cittadino, si trova a circa 82 km di strada dal “Marconi” di Bologna e 59 km dal “Fellini” di Rimini-San Marino, in una sorta di sistema aeroportuale della via Emilia completato dallo scalo di Parma, 95 km da Bologna.

Lo scalo forlivese riapre dopo aver ristrutturato e riattivato le proprie infrastrutture land side e air side, con la sua pista di 2.561 metri e con la sfida di trovare un proprio ruolo nel sistema regionale e nazionale, con compagnie aeree interessate a utilizzare la struttura e generare traffico. Alcuni vettori, anche già operanti su altri scali della regione, inizieranno operazioni di linea nei prossimi mesi, con primo volo di linea previsto dal 1° dicembre (Air Dolomiti per Monaco).

L’inaugurazione è stata salutata dal Governo, con intervento via web della ministra Paola De Micheli che ha rivolto un grande plauso all’operazione effettuata. Sulla stessa linea i commenti e i saluti delle autorità regionali,  con il governatore Bonaccini, che ha sottolineato l’importanza dell’evento che arricchisce il sistema aeroportuale emiliano-romagnolo con un’altra infrastruttura ritenuta strategica per il territorio, in particolare in questo momento difficile, e dei rappresentanti delle amministrazioni locali, dei parlamentari (sostanzialmente di tutte le forze politiche, uniti per l’obiettivo aeroporto) e delle autorità aeronautiche nazionali, con il vertice di ENAC. Nell’occasione Bonaccini ha confermato il prossimo sviluppo anche dell’aeroporto di Parma, con l’investimento pubblico da 12 milioni di euro per l’allungamento della pista, e un ulteriore finanziamento di uguale importo per lo stesso scalo di Forlì. 

Come sempre, l’impegno profuso al di là dell’Appennino per sostenere e potenziare il proprio sistema aeroportuale a quattro aeroporti, con piste tutte superiori a 2.000 metri (due già a capacità intercontinentale e una terza lo sarà a breve) e il plauso per l’aeroporto di Forlì espresso da tutti (dal Governo ai comuni del territorio, passando dalla Regione), attesta ogni volta di più quanto siano miopi e fuori dal mondo le manovre e le polemiche autolesionistiche e senza senso che al di qua dell’Appennino ostacolano ancora la creazione di un sistema toscano a due scali (adeguati e funzionanti) e di uno scalo normale ed efficiente nell’area fiorentina.

 

25/10/2020 – A conclusione della settimana che ha visto (finalmente) la nascita della nuova giunta regionale, auguriamo buon lavoro a chi ha adesso il compito di guidare la Toscana fino al 2025, dal governatore Eugenio Giani ai consiglieri che lo supportano (e agli altri, se saranno costruttivi nell’interesse della regione), dopo una tornata elettorale che è stata la più anomala finora vissuta, per la situazione generale e la tempistica in cui si è svolta. Ma anche la più bizzarra per la sfida surreale tra Giani e un candidato principale sfidante (Ceccardi) che di fatto, con il proprio atteggiamento con cui si è presentata verso l’area fiorentina (e in particolare sulla questione aeroporto), ha alimentato una quota di voto disgiunto come mai si era visto generando qui il distacco che poi è inevitabilmente uscito dalle urne.

Comunque, archiviata la tornata elettorale e insediati Consiglio e Giunta Regionale, adesso non si può che ripetere, in ottica aeroportuale, quanto scritto nei commenti pre-elettorali: la guida della Regione è andata all’unico candidato dichiaratamente a favore della soluzione della questione aeroportuale fiorentina e toscana (ossia della realizzazione della nuova pista prevista e progettata nell’ambito degli interventi per valorizzare il sistema aeroportuale regionale), come messa nel programma elettorale supportato dalle forze che lo hanno sostenuto e largamente avallato dal voto dei cittadini; l’unico candidato personalmente credibile per la conoscenza storica e attuale della questione (e anche l’unico conoscitore di realtà e progetti a fronte di altri sei candidati disarmanti per le dichiarazioni senza senso esternate sulla questione aeroporto in tutta la campagna elettorale).

Ma abbiamo anche uno schieramento (e una giunta) con note voci “fuori pista” e fuori luogo, nella componente più a sinistra messa fuori consiglio regionale dagli elettori e entrata comunque in giunta, ma anche nella componente di maggioranza, il PD, con le varie opposizioni territoriali/campanilistiche all’aeroporto dell’area fiorentina (rappresentate anche in giunta). Un PD che si porta dietro, “grazie” ad alcuni sindaci ed esponenti della piana fiorentina, buona parte del fardello di gravi responsabilità (che nessuno può dimenticare) per la situazione assurda in cui è stata riportata la questione nuova pista, e con essa l’intera questione aeroportuale toscana, con gli imperdonabili ricorsi al TAR contro le procedure VIA del masterplan che hanno bloccato la realizzazione delle opere previste. Opere che in questo momento avrebbero potuto e dovuto essere in fase di realizzazione, a cominciare da quelle (tante) progettate per il miglioramento territoriale e ambientale della piana, che da cronoprogramma delle cantierizzazioni erano (sono) preliminari alla realizzazione vera e propria della nuova pista. E qualcuno prima o poi, nel PD e non solo, dovrebbe spiegare ai cittadini quale prodezza pensano di aver fatto intralciando tali opere, arrivando perfino a brindare alla loro impresa in una scena indecorosa che resterà nella storia di questa vicenda.

Per questi scenari, nel commento di un mese fa, parlavamo di una sfida che avrebbe aspettato il presidente Giani dopo le elezioni: portare “in pista”, sulla strada giusta, le varie anime presenti nella coalizione e nel partito e questo adesso ci si aspetta. Ci si aspetta che il tema nuova pista (per quanto di competenza regionale) sia affrontato con decisione, chiarezza e fin da subito, “senza se e senza ma”, senza rimandi o congelamenti della questione; che lo si affronti remando tutti nella stessa direzione (tutta la macchina regionale) evitando contraddizioni e conflitti visti negli anni passati, semplificando e velocizzando il più possibile i passaggi che (purtroppo) dovranno essere inutilmente rifatti, evitando la riapertura di stagioni di dibattiti su una questione definita in ogni aspetto e sulla quale davvero non esiste alcun aspetto da ridibattere ed evitando ogni altro inutile appesantimento procedurale. 

Ci si aspetta che chi persevera nelle proprie incommentabili posizioni anti-aeroporto stile anni ‘70 del secolo scorso, come hanno già fatto di nuovo provocatoriamente nel post-elezioni dalla sinistra della piana (a cominciare dal sindaco di Sesto Fiorentino) e dal Movimento 5 Stelle (con la nuova eletta in consiglio regionale), sia gentilmente tenuto da parte (checché ne pensino segretari nazionali o simili), perlomeno finché qui si mantengono su tali posizioni antiaeree ossessive e senza senso.

Ci si aspetta, per l’immediato ancora più immediato, che anche la Toscana stia attivamente al fianco dei gestori aeroportuali (Toscana Aeroporti ma non solo per la nostra regione) nel sollecitare al Governo iniziative di supporto a un settore strategico per la vita e il futuro del paese come quello aeroportuale, finora dimenticato nelle misure annunciate da Roma (a differenza di ciò che sta avvenendo negli altri paesi). Che si faccia rispettare anche la Toscana aeroportuale nelle scelte romane sulle opere strategiche e sull’assegnazione di finanziamenti per il rilancio del paese, difendendosi dalle anime anti-aeroporto di Firenze che (purtroppo) continuano a caseggiare nel governo e dintorni.

Nel programma elettorale per la Toscana di 152 pagine presentato nei giorni scorsi la voce aeroporto compare con un cenno molto generico e la nuova pista di Firenze per nulla, mentre nell’illustrazione dello stesso programma ascoltato in consiglio regionale, nella descrizione dei progetti infrastrutturali (porti, ferrovie, strade, tranvie), nessun cenno è stato riservato ad aeroporto e nuova pista. Vogliamo prenderlo come conferma che su questo tema, come detto, non c’è nulla da annunciare o programmare, da ridiscutere e ripensare, ma c’è “solo” da portare a reale compimento quanto previsto, con i due masterplan di Firenze e Pisa (e anche gli interventi previsti per lo scalo dell’isola d’Elba). 

Più volte nei giorni scorsi, nella presentazione del programma di governo toscano, è stato ribadito che nelle tante cose da fare attese dalla nostra regione non occorre ripartire sempre da zero, ma in molti casi si può e si deve proseguire o far ripartire quanto già avviato o previsto. È assolutamente vero ed è esattamente ciò che si può e si deve fare per la questione aeroportuale toscana, definita e assestata dopo decenni di inutili polemiche e “niet”, e per la nuova pista di Firenze, quasi avviata a reale realizzazione e impropriamente e colpevolmente stoppata. E lo si deve fare da subito con reale volontà e convinzione, da assicurare prima di tutto a chi deve far ripartire procedure e progetti, per arrivare in fase più avanzata possibile al momento della ripresa. 

 

8/10/2020 – Il Gruppo Facebook “W la nuova pista di Peretola” ha promosso una petizione contro l’ipotesi di sostegno del PD alla ricandidatura di Lorenzo Falchi a sindaco di Sesto Fiorentino. L’iniziativa fa seguito all’autopromozione dello stesso sindaco, che si è proposto come candidato anche del PD per le elezioni comunali del 2021, “allegando” a tale proposta la conferma della propria posizione nettamente contaria all’aeroporto dell’area fiorentina e alla nuova pista, sulla quale vorrebbe evidentemente far convergere la posizione del PD. 

Dal PD, che ha appena eletto con largo consenso dei cittadini (anche di Sesto Fiorentino) un presidente della Regione che ha la realizzazione della nuova pista del “Vespucci” tra i punti cardine del programma di governo, si attendono quindi prese di posizione nette e chiare che respingano la provocazione di Falchi.

Il Gruppo “W la nuova pista di Peretola” sollecita questo chiarimento invitando il PD a non perseguire, per meri calcoli elettorali, alleanze improponibili per le distanze programmatiche, soprattutto su temi tanto importanti per il rilancio economico e la tutela del lavoro quali sono le infrastrutture e in particolare il progetto aeroportuale previsto, con la sua valenza di risanamento ambientale e tutela dei cittadini. Chiunque condivida la necessità della nuova pista e l’importanza dell’aeroporto per l’area fiorentina e voglia sottoscrivere la petizione, aperta sulla piattaforma change.org, può farlo al seguente link.

 

Elezioni regionali: votare aeroporto

On 14 Settembre 2020, in Senza categoria, by admin

14/9/2020 – A una settimana dalle elezioni regionali che finalmente si tengono in questo anno tutto particolare, torniamo a ribadire qualche considerazione in ottica aeroportuale sullo scenario che si prospetta per la scelta da effettuare in cabina elettorale, anche di fronte alle tante sollecitazioni che abbiamo ricevuto per mesi per avere pareri e consigli in uno scenario piuttosto contraddittorio.

La prima considerazione generale che viene da fare è che l’ultima cosa di cui la Toscana e i toscani potevano aver bisogno era dover sopportare nel 2020 un’ennesima campagna elettorale regionale con al centro delle discussioni per l’infinitesima volta la questione aeroportuale, quando tale questione era (sarebbe) definitivamente chiusa e definita con le evoluzioni degli ultimi (circa) dieci anni e tale doveva rimanere, dopo decenni di inutili polemiche e “niet”: la conferma dei ruoli e delle funzioni dei due scali maggiori della Toscana (non ottimali per localizzazione e caratteristiche delle due strutture ma oggi quelli possibili) in linea con il Piano Nazionale degli Aeroporti in vigore; la definizione dell’assetto gestionale (con la società unica Firenze-Pisa); il dettaglio delle opere da realizzare per colmare le storiche carenze di capacità e le criticità delle infrastrutture aeroportuali toscane, con i due masterplan del “Vespucci” e del “Galilei” approvati in tutte le sedi competenti (con metodi, procedure e validazioni usuali e simili da parte degli stessi soggetti preposti), con la nuova pista 12/30 di Firenze e il nuovo terminal di Pisa come opere basilari, accompagnate da tutte le altre opere collaterali previste per entrambi gli scali.

Invece ci siamo ritrovati (e siamo) in una campagna elettorale dal punto di vista aeroportuale (quello che qui interessa) di nuovo inascoltabile per sei candidati su sette alla presidenza della Regione (sette su otto se uno non fosse stato escluso) e per svariati candidati al consiglio regionale in tutti gli schieramenti che parlano (o hanno parlato finora) della questione evidentemente conoscendo poco o nulla dei due maggiori scali, di quanto già delineato, dei progetti da realizzare, della realtà esistente (aeroportuale e dei territori limitrofi) e della materia in sé. 

Perché nel 2020 non è accettabile che tra chi si propone a cariche istituzionali (o si ripropone standoci già dentro) ci sia ancora qualcuno che rivoga tutto il peggiore armamentario delle insensatezze del secolo scorso: il contrasto artificioso tra gli aeroporti di Firenze e Pisa (in realtà entrambi necessari come minimo indispensabile per una regione come la Toscana); soluzioni fuori luogo e fuori tema come quelle ferroviarie per affrontare le criticità del “Vespucci” di Firenze (confermando di non conoscerle in alcun modo); i soliti clamorosi sfondoni nel descrivere le distanze tra i due aeroporti di Firenze e Pisa o le distanze usuali tra città e aeroporto, di nuovo con assoluta mancanza di conoscenza delle due realtà, delle normali distanze città-aeroporto in Italia, in Europa e nel mondo (rispetto alle quali la distanza di 80 km tra lo scalo di Pisa e l’area fiorentina resta del tutto fuori scala e improponibile, nel secolo scorso come oggi) ma anche mancanza di conoscenza della geografia toscana; ancora strabismi e doppiopesismi nel valutare i progetti per lo scalo di Firenze rispetto alla situazione attuale (aspetti ambientali, territoriali, funzionali) e nel soppesare le stesse situazioni nei due aeroporti di Firenze e Pisa (vicinanza ai centri abitati, voli sulla città, aspetti ambientali, urbanistici, rapporto con parchi e aree verdi, ecc.), di nuovo per mancanza di conoscenza delle due realtà e dei progetti previsti o peggio, per qualcuno, per distorsioni volute delle realtà. 

E l’assurdità di queste posizioni senza senso sulla questione aeroportuale fiorentina e toscana, per chi le reitera ancora oggi, va ben oltre il tema aeroporto, perché è indice di un modo sbagliato, leggero, poco responsabile di affrontare una tematica, senza informarsi correttamente, senza tener conto di atti e documenti ufficiali, di incapacità anche di vedere la realtà dei territori e della regione o semplicemente perché rispondenti solo a logiche e giochi politici e di campanile, dimostrando la distanza dai bisogni dei cittadini. Metodi che poi s’immagina verrebbero applicati a tutte le materie di governo della regione. Ma lascia sgomenti anche chi semplicemente rifugge dalla questione aeroporto di Firenze dipingendola non più attuale o indispensabile, rimandabile a tempi futuri, con la scusa della situazione che stiamo vivendo, dimostrando (ancora) di non aver proprio capito la situazione del “Vespucci” e il significato e la necessità della della nuova pista, anche indipendentemente dalle contingenti evoluzioni del traffico.

Lasciando perdere il fronte del no a prescindere ideologico o variamente ispirato delle solite formazioni monoliticamente contro (dall’incommentabile Movimento 5 Stelle e dintorni alle tre formazioni concorrenti più a sinistra più o meno dichiaratamente ferme per Firenze alle posizioni anti-aeroporto anni ‘70), quello che è più disarmante nello scenario politico sono le posizioni ondivaghe e contraddittorie presenti nei due schieramenti principali, le posizioni che più sconcertano i relativi potenziali elettori, con gli scenari ormai noti. 

Da una parte il centro destra, con l’inspiegabile candidata presidente Susanna Ceccardi e le sue note uscite sull’aeroporto di Firenze, prima espressamente “contro” lo scalo dell’area fiorentina e la nuova pista, in perfetto stile campanilistico-pisano, poi a favore di nuovi tavoli da aprire per discutere di un nuovo progetto da rifare (ma che, detto nel 2020, è anche peggio del dire chiaramente no). Ma anche con forze politiche che compongono lo schieramento più o meno storicamente favorevoli (soprattutto Forza Italia e Fratelli d’Italia) e molti relativi candidati favorevoli allo scalo dell’area fiorentina e alla nuova pista come prevista. Per questo, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, resta davvero singolare sentire certi esponenti del centro destra che ripropongono gli stessi errori “aeroportuali” del PCI anni ’70.

Dall’altra parte il centro sinistra, con il candidato presidente Eugenio Giani, unico candidato (dei sette in corsa) storicamente e dichiaratamente favorevole allo scalo e alla nuova pista, storicamente conoscitore di tutta la questione (ed anche cittadino della piana sestese). Ma anche con alcune liste in coalizione dichiaratamente contro e con la stessa forza di maggioranza che compone lo schieramento (PD) caratterizzata da forti contraddizioni e dalle note responsabilità nell’assurda evoluzione avuta dalla questione con gli imperdonabili ricorsi al TAR di alcuni sindaci della piana, che hanno provocato quello che sappiamo. Una sorta di rigurgito delle responsabilità storiche (innegabili) nel freno ai progetti risolutivi per l’aeroporto di Firenze che la sinistra si porta dietro dagli anni ’70 del secolo scorso e che in varie componenti territoriali-campanilistiche o di altra natura permangono tutt’oggi, a fronte delle altrettanto innegabili evoluzioni positive dell’ultimo decennio che comunque avevano (hanno) portato il progetto nuova pista a uno stato di avanzamento che mai si era raggiunto.

Dovessimo tirare le somme di quanto abbiamo davanti, di fatto il quadro è quindi quello di un solo candidato (Giani) che, per la sua storia, può avere credibilità nella posizione favorevole all’aeroporto dell’area fiorentina e alla nuova pista da realizzare, anche se (se eletto) avrà da affrontare ancora spinte avverse interne e gestire una prova di maturità per il PD nell’assumere una posizione univoca assennata; partiti, liste e/o candidati consiglieri favorevoli e contrari all’aeroporto e alla nuova pista sono presenti in entrambi gli schieramenti di centro sinistra e centro destra, con un unico partito di tutti quelli in corsa (Italia Viva) compattamente favorevole, nel senso che ha finora parlato a una sola voce per il sì.

Quindi, come già fatto in passato prefigurando gli scenari elettorali regionali 2020 e rispondendo alle tante sollecitazioni e richieste di consigli (proprio degli elettori sconcertati per le posizioni delle formazioni politiche di riferimento) l’invito, comunque sia la scelta di lista entro il centro sinistra o il centro destra, resta il solito: individuare nell’elenco dei candidati consiglieri del proprio collegio, anche ricorrendo al voto disgiunto, candidati conosciuti per le posizioni favorevoli alla nuova pista del “Vespucci” come prevista, all’aeroporto dell’area fiorentina e al sistema aeroportuale toscano tra Firenze e Pisa come delineato, preferendo chi ha tale posizione da sempre o da lungo tempo e per i nuovi (che sono tanti) di dare preferenza a chi si esprime chiaramente per tali obiettivi, perché è sinonimo di persona che si è correttamente informata e quindi di serietà (sul sito della Regione Toscana sono disponibili i fac-simile delle schede elettorali di tutti i collegi, con gli elenchi di tutti i candidati.

Questo può essere l’unico modo per creare con le urne, in consiglio regionale, da parte dei cittadini elettori, quello schieramento bipartisan a favore di un’infrastruttura strategica qual è l’aeroporto efficiente e funzionante che altrove, ovunque, è di per sé cosa normale tra le maggiori forze politiche per opere tanto importanti e d’interesse generale.

 

Pubblicato “Aeroporto” n° 92

On 11 Agosto 2020, in Aeroporto Firenze, by admin

11/8/2020 – È uscito il nuovo numero del notiziario “Aeroporto”, trimestrale informativo dell’Associazione Valentino Giannotti per lo Sviluppo dell’Aeroporto di Firenze (Luglio-Settembre 2020).
“Aeroporto” n° 92 è un nuovo numero speciale (24 pagine invece delle tradizionali 8), come il precedente (Aeroporto n° 91) che avevamo dedicato all’elenco di oltre 2.000 documenti prodotti nei quattro anni di procedura svolte sul masterplan 2014-2029 dell’aeroporto d Firenze, dall’inizio della VIA (2015) alla conclusione della Conferenza dei Servizi (2019). Questa volta lo speciale è dedicato ad una carrellata di immagini che riproducono progetti e studi agli atti o prodotti nella procedura svolta, che aveva portato lo scorso anno all’approvazione del masterplan da parte di decine di enti e soggetti tecnici (e anche politici) che si erano espressi positivamente.

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1/8/2020 – Nel panorama di dichiarazioni e iniziative politiche contro l’aeroporto dell’area fiorentina (sempre uguali, sempre senza senso) nella settimana che si chiude continuano a distinguersi la candidata del centro destra alla presidenza della Regione Susanna Ceccardi con la sua Lega e il Movimento 5 Stelle, oltre alle varie formazioni più a sinistra anch’essi persi (dagli anni ’70) nella loro lotta continua all’aeroporto di Firenze. Tutti sempre più distanti dalla realtà, volontà ed esigenze di cittadini e territori.

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27/7/2020 – Riportiamo di seguito la nuova replica di Toscana Aeroporti, con l’amministratore delegato Roberto Naldi, alle dichiarazioni rilasciate oggi da Susanna Ceccardi, candidata alla presidenza della Regione Toscana del centro destra, di nuovo contro il progetto della nuova pista e il masterplan del “Vespucci”. Ceccardi è intervenuta questa mattina in una trasmissione radiofonica (Lady Radio, GR del mattino) presentando ancora come sbagliato il progetto previsto, perché bocciato dalle sentenze (dimostrando di nuovo di non conoscere minimamente né il progetto né le sentenze), prefigurando addirittura l’esistenza di un presunto documento dell’Unione Europea che lo confermerebbe ma che non può divulgare (!). Nelle dichiarzioni sull’attuale scalo di Frenze e sulla pista esistente, Ceccardi ha poi ulteriormente dimostrato di non avere la minima idea della situazione dello scalo esistente, delle sue criticità, delle valutazioni e delle soluzioni già messe in campo che attendono di poter essere realizzate.

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24/7/2020 – Pubblichiamo di seguito la replica diffusa nel pomeriggio da Toscana Aeroporti alle dichiarazioni rilasciate oggi dal segretario della Lega Matteo Salvini contro il masterplan e la nuova pista previsti per il “Vespucci”. Salvini – nel suo intervento (Lady Radio, GR del mattino) – si è dichiarato favorevole all’aeroporto ma non al progetto di pista previsto, definendolo sbagliato in virtù delle sentenze della giustizia amministrativa e della contrarietà di alcuni sindaci del territorio, dimostrando di non conoscere minimamente la questione dello scalo fiorentino, il progetto di nuova pista con tutta la sua validità che nessuna sentenza ha messo in discussione, né i contenuti e il significato delle stesse sentenze.

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